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***Haiti e l’America***
ALLA CLINTON DICO: QUESTI SONO I FATTI
di GIOVANNA MULAS*

gennaio 25, 2010 di Redazione 

Come nei periodi di maggior vitalità della nostra cultura (e della nostra letteratura), in cui gli intellettuali avevano un rapporto che si poteva caratterizzare in vario modo, ma comunque esisteva ed era forte e di impatto con il potere e con la nostra politica, il giornale della politica italiana ospita ora questo scritto-denuncia firmato dalla grande poetessa e scrittrice sarda, che ribadisce le critiche che Guido Bertolaso, il nostro capito della Protezione Civile in missione sull’isola distrutta dal terremoto, ha rivolto nei giorni scorsi agli Stati Uniti. Mulas risponde all’ironia di oggi del segretario di Stato americano, che liquida le accuse di Bertolaso come «chiacchiere da bar», con una serie di fatti estratti da racconti di testimoni e dalle cronache che siti web non governativi riportano da Haiti. Un pezzo da non perdere, solo sul giornale della politica italiana.

Nella foto, Hillary Clinton

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di GIOVANNA MULAS*

Oltre 20.000 mila soldati delle forze armate statunitensi ‘conquistano’ i morti e i disperati di Haiti, con armi provviste di pallottole di gomma e bombe a gas lacrimogeno .

Le forze militari dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) occupano l’area anteriore dell’aeroporto internazionale di Puerto Principe, capitale di Haiti, dando priorità di atterraggio ai voli militari statunitensi e bloccando, ritardando o respingendo al mittente i soccorsi internazionali. La denuncia è partita dalla Francia: voli di soccorso rimandati indietro. Stessa cosa è accaduta con voli di medici e volontari Caricom. In tutti i casi i voli hanno dovuto atterrare in luoghi dove gli aiuti non erano necessari.

L’aeroporto risulta presidiato da centinaia di militari statunitensi che controllano chi arriva e chi parte dall’isola, e i corpi dei cadaveri vengono bruciati nelle strade, per evitare epidemie. In base a varie denunce della stampa internazionale e le news del sito Web Cubadebate, i militari continuano a reprimere con armi e violenza le proteste popolari locali, quando ancora non è possibile fare un calcolo dei morti nel disastro.

Web Cubadebate riporta immagini dei caschi azzurri che aggrediscono la popolazione haitiana affamata, disperata, bisognosa di cure.

Guido Bertolaso, in missione con la protezione civile italiana in Puerto Príncipe, dichiara che «gli americani tendono a confondere l’intervento militare con quello umanitario».

Chávez ha denunciato nei giorni scorsi che gli Stati Uniti usano la tragica situazione in Haiti per installarsi nella nazione devastata, «sopra i cadaveri e le lacrime di un popolo. In questo momento l’impero sta prendendo Haiti, senza pudore».

Opinione simile è stata espressa dal Presidente del Nicaragua Daniel Ortega, secondo il quale Obama ha manipolato un dramma per installarsi militarmente e politicamente in Haiti.

Danny Schechter, giornalista del Media Channel di Boston, scrive: «Dobbiamo riconoscere che gli aiuti che stiamo mandando per il disastro, sono un disastro. Un paese che incontra una situazione così difficile merita soluzioni, non maggiori difficoltà».

E, come The Guardian riporta, a sole sessanta miglia dalla zona del disastro le lussuose navi da crociera della Royal Caribbean International (testimonial d’eccezione Bill Clinton) continuano ad arrivare in spiagge private, il cui accesso è impedito agli abitanti della zona.

GIOVANNA MULAS*

*L’autrice è poetessa e scrittrice

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