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Il commento. Puglia: ha vinto Nichi viva Nichi di Stefano Menichini

gennaio 25, 2010 di Redazione 

Europa, quotidiano del Partito De- mocratico comincia la sua settima- na in edicola il martedì. In questo lunedì post-consultazione in Puglia è allora sul giornale della politica italiana che il suo direttore interviene nel dibattito che è esploso – nel campo del centrosinistra ma non solo – dopo la vittoria di Vendola nelle primarie pugliesi per la scelta del candidato governatore alle Regionali di marzo. E il commento di Menichini ha la lucidità, la proprietà e la specializzazione nel campo Democratico che potrete poi ritrovare, da domani, ogni giorno su Europa in edicola e sul suo sito web. Ascoltiamolo dunque. Solo sul giornale della politica italiana.

Nella foto, Stefano Menichini con Europa

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di STEFANO MENICHINI*

Il successo di Vendola nelle primarie pugliesi è stato molto ampio. Come peraltro si poteva prevedere. È una sua vittoria personale, è una conferma del suo lavoro da presidente della Regione pure in una situazione estrema, e con tanti errori macroscopici. Ed è anche una vittoria delle primarie: era chiaro che Francesco Boccia voleva evitarle a tutti i costi nella consapevolezza di un appeal molto minore. E non è forse meglio che allo scontro con la destra ci vada il candidato più sostenuto dagli elettori?

Questa domanda sembra avere una risposta ovvia, invece i prossimi giorni dimostreranno che non è così ovvia. Perché il sostegno dei pugliesi del centrosinistra (e hanno votato davvero in tanti) potrebbe rovesciarsi nel suo opposto alle elezioni di marzo, alle quali Vendola e il centrosinistra si avviano senza il cruciale appoggio dell’Udc. E allora torneranno in discussioni le primarie stesse, in quanto strumento che alla fine può danneggiare gravemente coloro che vi fanno ricorso.

Non lo so, può darsi che Nichi Vendola saprà rovesciare questa sentenza già scritta, e tutti dovremo aiutarlo in questa missione, che secondo i numeri è disperata.
Buttarsi a testa bassa nella campagna elettorale sarebbe anche l’unico modo per il Pd di evitare adesso una resa dei conti interna devastante. Ma questo lo scrivo senza farmi alcuna illusione. Massimo D’Alema è persona troppo importante, e ha troppi avversari, perché questa sua sconfitta possa passare senza conseguenze. Tanti ne vorranno approfittare. Una rivincita così ravvicinata rispetto al congresso era insperata, D’Alema medesimo e Bersani ne hanno offerto l’occasione con una serie di mosse non proprio straordinarie.

Martedì colui che è stato fin qui una sorta di segretario ombra del Pd verrà eletto presidente del Comitato di controllo sui servizi segreti. Non si può negare né che D’Alema abbia i titoli per la carica né che in Puglia sia stato un gran combattente, fino all’ultimo giorno. Ma aspetto lo stesso di leggere i molti che racconteranno questa sua elezione come il rifugio del capo sconfitto.

STEFANO MENICHINI*

*L’autore è direttore del quotidiano Europa

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