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Vendola-D’Alema 73%-27% Puglia, in 200mila ai gazebo per confermare Nichi

gennaio 24, 2010 di Redazione 

Il governatore della Puglia stravince le primarie per la scelta del candidato alla sua successione. Un vero e proprio plebiscito, come raccontato sin dalle 22.00 dal giornale della politica italiana che per primo annuncia la probabile vittoria di Vendola offrendo i primissimi dati ai propri lettori. Nel 2005 votarono in 79.296 e Nichi ottenne il 51%; oggi più del doppio si sono recati ai gazebo – 192.000 – e la percentuale di voti per il presidente uscente schizza al 73%: il dato-chiave per capire come la Puglia si sia mobilitata per sostenere il suo governatore, la cui riconferma rischiava di essere pregiudicata da una scelta “romana” voluta dal “pugliese” D’Alema che la tenacia di Vendola e l’affetto della gente hanno rispedito al mittente. Ora sta al neo-candidato del Pd e dei suoi alleati dimostrare che il sacrificio dell’alleanza con l’Udc, compiuto sull’altare della “primavera pugliese” e di valori irrinunciabili – per loro – quali il mantenimento dell’acqua come bene pubblico, non è stato fine a se stesso. E naturalmente al leader Maximo mostrare quella lealtà che in altre occasioni non è stata forse la qualità più lampante dell’ex presidente del Consiglio. Ci racconta tutto il nostro Dario Ballini.

Nella foto, Nichi Vendola

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di Dario BALLINI

Rivoluzione in Puglia, gli elettori del centrosinistra spesso danno queste prove di grande partecipazione e grande attaccamento alla politica. Quando centinaia di migliaia di militanti si mettono in fila per scegliere il proprio candidato da sostenere alle elezioni è una dimostrazione che in Italia c’è ancora voglia di politica e la passione non manca.

I seggi sono stati sempre affollati e le code hanno impedito ad alcuni di essi di rispettare l’orario di chiusura previsto per le 21.

Il risultato è eclatante, Vendola travolge Boccia. Il candidato del Pd si attesta ben sotto al 30%. Un dato che fa riflettere. In primo luogo dovrà far riflettere chi voleva Boccia candidato unico e chiedeva un passo indietro al governatore in carica. Visti i numeri, col senno di poi, sarebbe stata una scelta disastrosa per il centrosinistra che avrebbe sfidato il centrodestra con un candidato che riscuote così poco successo persino fra la base del suo stesso partito.

Il sostegno di una grande fetta del PD a Vendola ormai appare chiara e non solo da parte di quelli che avevano sostenuto Franceschini e Marino alle primarie del 25 ottobre: anche buona parte di chi aveva sostenuto Bersani ha votato oggi per il governatore in carica.

Il grande sconfitto in questa competizione è Massimo D’Alema, vero artefice della candidatura Boccia. Le sue mosse sono apparse ancora una volta come strategie del palazzo mal digerite dalla base che adesso ha in mano l’arma delle primarie, c’è e vuole contare. Tanto per citare un dato: Gallipoli, storico feudo dalemiano, Boccia ha avuto 204 voti, Vendola 684.

Come non pensare che abbia influito sul risultato l’aver promesso prima del 25 ottobre che il Pd avrebbe sostenuto Vendola (Bindi, D’Alema, Bersani ed Emiliano) e poi l’averlo scaricato già il 28 lanciando la candidatura prima di Emiliano e poi di Boccia.

Adesso il centrosinistra ha un candidato forte ed autorevole, legittimato dal 70% di quei 200mila (più o meno) che hanno votato alle primarie.

Sarà lui a battersi contro Palese, il candidato scelto proprio dal Pdl che stando alle dichiarazione pre-voto dovrebbe incassare il sostegno dell’Udc, anche se la partita delle alleanze è tutt’altro che chiusa.

Dario Ballini

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