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***L’editoriale***
NON SARA’ CHE IL (VERO) PD STA NASCENDO PROPRIO ORA?

gennaio 24, 2010 di Redazione 

La partita di oggi delle primarie in Puglia ha accelerato quel processo di ricomposizione interna al centrosinistra – da Sinistra e Libertà ad Alleanza per l’Italia – che favorisce il superamento delle vecchie appartenenze e ne ripropone di completamente nuove, rimescolate, sulla base dei comuni valori Democratici. Oggi l’immagine è quella di uno schieramento in prenda al caos, in cui non mancano le (più o meno grandi) separazioni. Ma se tutto questo preludesse al compimento vero e proprio del progetto del grande partito liberale e progressista – all’americana – che riunisce tutti i riformisti finalmente liberi dai lacci delle vecchie appartenenze? Proviamo a capirlo insieme.           

Nella foto, Francesco Rutelli: si leva gli occhiali di fronte al futuro

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La “vicenda pugliese”, come l’ha definita Luciano Nobili nella rivelatrice intervista di stamane al nostro giornale, appare come un momento di divisione profonda dentro il Partito Democratico e il centrosinistra (quello originale, comunisti a parte).

Ma nelle reazioni e nelle ricomposizioni che ha scatenato in tutto lo schieramento destra-sinistra dell’area di riferimento Democratica (da Sinistra e Libertà all’Api di Rutelli) si può leggere, al contrario, in prospettiva, un passo in avanti verso l’effettivo compimento del progetto.

Ovvero la costruzione del grande partito del centrosinistra, quel corrispettivo italiano del Partito Democratico americano che distinguo e separazioni di questi ultimi mesi fanno sì il Pd ancora non sia, ma del quale la forza fondata il 14 ottobre 2007 è chiaramente il prodromo.

Contrariamente a quanto avrebbe potuto pensare qualunque osservatore meno addentro alle vicende della politica italiana, i neo-centristi dell’Alleanza per l’Italia si ritrovano, sostanzialmente, nel sostenere Vendola nelle primarie che si stanno svolgendo in queste ore. Ciò non li rende meno “centristi”, beninteso, ma – con la scelta di Bersani e D’Alema per il moderato Boccia – dimostra che tra i due estremi dell’area democratica – da S&L e Rutelli, appunto – non ci sono più o non ci sono mai stati veri steccati o pregiudizi e che le divisioni originarie – sinistra e centro – vengono superate in nome di un mescolamento sempre più disordinato e, perciò, sincero.

Il grosso dei democratici di sinistra (scritto con la minuscola: non il partito, ma l’area accomunata da quella sensibilità) si schiera contro il candidato DELLA sinistra per favorire, attraverso Boccia, un’alleanza con i moderati dell’Udc, come del resto già era nella mozione vincitrice del congresso, quella di Bersani. Intanto i popolari, scrive Europa, si spaccano tra chi vuole fare opposizione dura a questa maggioranza (interna; i franceschiniani) e chi, i popolari duri e puri che seguono Marini, si prepara ad uscire da Area democratica – la corrente creata dall’ex segreDario in contraddizione, va detto, con ogni precedente dichiarazione di odio nei confronti delle correnti e alla quale aderisce anche Veltroni – per avvicinarsi a quell’attuale guida della quale condividono quasi tutte le scelte.

Qualcuno (Castagnetti) ancora lamenta il rischio della marginalizzazione del popolarismo viste candidature come quella della Bonino (nel frattempo eretta, come Radicale che non dichiara affatto guerra ai cattolici, anzi, leader indiscussa del Pd nel Lazio), ma la verità è che sempre più si guarda alle scelte concrete che prescindono totalmente dalle vecchie composizioni e questa è la precondizione perché, quando il Pd si sarà abbastanza liberato dalle scorie del complesso di inferiorità nei confronti del centrodestra – e Bersani sta ben lavorando in questa direzione – ripresa una certa verve di elaborazione politica i Democratici possano cominciare a guardare avanti, riunendosi e dividendosi solo in ragione dell’idea di Italia che vorranno realizzare.

Il tutto su una base di valori comuni e fondanti che sono condivisi non da oggi, ma ormai dai tempi di Ds e Margherita da coloro che si riconoscono nel Pd, e che uniscono tutti quanti si ritrovano, appunto, nel centrosinistra, da Vendola – o dalla Bonino – ai rutelliani.

La tendenza di oggi è centrifuga (o, da un altro punto di vista, centripeta), specie se ci si trova (appunto) dalle parti del centro. Ma non sarà che, a ben guardare, il Pd sta nascendo proprio ora?

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