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E oggi è il giorno delle primarie in Puglia Ma sentite Nobili (Api): ‘Tifo per Vendola’

gennaio 24, 2010 di Redazione 

Rutelliano, già coordinatore dei giovani della Mar- gherita, Luciano Nobili è uscito dal Partito Democra- tico per fondare Alleanza per l’Italia con l’ex leader Dl. Moderato, cattolico, è “spettatore interessato” della convergenza tra Democratici e Udc nella costruzione di un nuovo centrosinistra. Ti aspetteresti che nella sfida tra il governatore uscente e Boccia, anch’egli ex Margherita, e pedina-chiave del “laboratorio Puglia” che – nelle idee di D’Alema, e forse di Casini – dovrebbe preparare la futura alleanza tra centristi e progressisti, sostenga il secondo. Invece no. «Noi di Api vogliamo scardinare l’attuale bipolarismo e caldeggiamo da sempre il rapporto Pd-Udc. Ma la vicenda pugliese – dice – è l’emblema di come tutto questo NON va costruito». In questa intervista al nostro direttore, Luciano fa il suo endorsement nei confronti del governatore uscente proprio nelle ore in cui si comincia a votare ai gazebo e ci spiega perché. Solo sul giornale della politica italiana.           

Nella foto, Luciano Nobili: uno che dice la verità

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di Matteo PATRONE

Luciano Nobili, lei, moderato, cattolico, uscito dal Pd per fondare Alleanza per l’Italia insieme a Rutelli dopo la teorizzata “svolta” a sinistra della segreteria Bersani, spettatore interessato – presumiamo – delle manovre dalemiane per allargare la coalizione di centrosinistra all’Udc, annuncia di “tifare” Vendola alle primarie pugliesi di oggi. Quindi per la soluzione che, apparentemente, muove contro tutto questo. Come si spiega?
«Alleanza per l’Italia nasce con l’obiettivo, che oggi può apparire molto ambizioso, di scardinare l’attuale bipolarismo. Uno schema che ci ha portato ad una guerra che dura da troppi anni, che vede prevalere le istanze più radicali e scomposte in entrambi gli schieramenti. Un “modulo di gioco” che alla fine consegna il Paese a Berlusconi e Bossi. A questo vogliamo dire basta. E vogliamo farlo, certo, in un rapporto sempre più stretto con le forze che condividono questo orizzonte, l’Udc prima di tutto. In questo quadro, le elezioni regionali sono quasi un “incidente di percorso”, probabilmente l’ultimo appuntamento in cui vedremo confrontarsi le coalizioni come le abbiamo conosciute in questi anni. Anche quando ero nel Pd, ho sempre caldeggiato l’idea di costruire un rapporto con l’Udc e più in generale la necessità di rivolgersi e conquistare pezzi di elettorate moderato. Ma la vicenda pugliese è diventato l’emblema di come non si costruisce tutto questo. Ed è vissuta dai pugliesi come l’inaccettabile prepotenza di chi pensa che si possa modificare un assetto di governo largamente condiviso con un editto del “comitato centrale”. Vendola fa benissimo a rivendicare i suoi cinque anni di governo. Non è lì per grazia ricevuta, ma per aver vinto prima le primarie e poi le elezioni. Contro il parere di molti, all’epoca anche il mio. Ma sono abituato a fare i conti con la realtà e il suo successo fu illuminante. Inoltre il governatore uscente ha il sostegno di moltissimi democratici, proprio quelli a cui, negli anni di Pd, sono stato più vicino. E poi, parliamoci chiaro, tutta la vicenda è stata gestita malissimo, portando persino allo scontro due personalità forti e riconosciute dalla gente come Emiliano e lo stesso Vendola. Tutto questo per candidargli contro nientepopodimenoche lo stesso che lui ha battuto cinque anni fa. Ho molto rispetto per Boccia, con il quale condivido molte cose, ma la sua proposta, per come si è configurata, parte sconfitta in partenza. E tutta la vicenda ha assunto caratteri tragicomici.
Per tutto questo, nel mio piccolo, faccio il tifo per Vendola, un personaggio sicuramente particolare, che sta conducendo una battaglia coraggiosa e che potrebbe stupirci anche stavolta, ribaltando i pronostici».

Ma, ci scusi se insistiamo, l’eventuale vittoria di Vendola sfascerebbe comunque la prospettiva di una coalizione pugliese allargata all’Udc, pure se costruita artificialmente, decretando, di fatto, un certo riposizionamento a destra dei centristi, che in tutto il meridione si alleano con il Pdl o andrebbero da soli. E’ anche per questo, forse, oggi, che D’Alema e Bersani insistono così tanto sul “laboratorio Puglia”. Tutto questo non andrebbe contro la ragione sociale di ApI?
«Al di là del fatto che ho qualche difficoltà a comprendere in alcune regioni le scelte – dettate più dalla realpolitik, che da linearità politica – dei centristi, ho paura soltanto che questo pasticcio pugliese spalanchi la strada alla vittoria della destra. Se il centrosinistra vuole provare a vincere in Puglia nonostante le luci e le ombre degli ultimi mesi, potrà provarci, solo uscendo dalle primarie con una proposta forte, convincente e soprattutto in grado di intercettare il consenso dei cittadini prima che con le costruzioni in laboratorio».

In Puglia, dunque, oggi ApI sostiene Vendola?
«No, io parlo per me, ovviamente. In Puglia ApI è guidata benissimo da Pino Pisicchio e ovviamente non partecipa alle primarie. Quando conoscerà i risultati e la proposta di governo che il centrosinistra riuscirà a proporre, valuterà nel migliore dei modi le decisioni da assumere. Per quel che riguarda Rutelli, nei giorni scorsi, sul Corriere della Sera, ha riconosciuto valida la difesa da parte di Vendola della sua esperienza di governo».

M. Patr.

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