Top

Questo sabato al cinema con il Politico.it. Uscita speciale: Avatar

gennaio 23, 2010 di Redazione 

E’ stata una settimana controversa ma bella, come solo la nostra politica può esserlo, per la politica italiana e il suo giornale. Per noi è stata anche una delle migliori settimane in assoluto in termini di accessi: grazie di cuore a tutti voi, cari lettori, per il modo in cui ancora una volta siete stati con noi. Una settimana che merita dunque un finale (o meglio, un sottofinale: un sabato) di stacco. E cosa c’è di meglio della (settima) arte che più si avvicina al senso della politica stessa, per staccare, sognare, e insieme continuare a riflettere e parlare, indirettamente, della nostra politica? Tre film, i pezzi da novanta dell’ultimo mese e mezzo, due appena usciti, l’altro ancora nelle sale (delle grandi città), per passare insieme un sabato pomeriggio all’insegna del cinema. Il giornale di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico cinematografico de il Politico.it, e quello di Fabrizio Ulivieri, il grande scrittore fiorentino che firma questo speciale in tre blocchi, a cui dedichiamo per una volta tutta l’home page. E non si può che partire da un film che riscriverà, forse, un pezzo di storia del cinema, il film più costoso ma anche tra i più innovativi di sempre, che si avvia ad essere contemporaneamente quello che incassa di più al botteghino. Il capolavoro di James Cameron apre questa serie di tre grandi recensioni di Ulivieri. Buon cinema con il giornale della politica italiana. E buonissimo sabato in sala a tutti. Avatar.                      

Nella foto, Zoe Saldana protagonista al femminile di Avatar

Avatar

Diretto da James Cameron. Con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Michelle Rodriguez. Genere Fantascienza. Produzione USA, Gran Bretagna, 2009. Durata 162 minuti circa.

-

di FABRIZIO ULIVIERI

Inchiniamoci ad Avatar fin dall’inizio per la bellezza delle immagini che impressionano e rapiscono e ci portano nel mondo di Pandora, un pianeta che se davvero esistesse sarebbe il sogno di chiunque!

Avatar è la storia meravigliosa di un amore fra un ex marine e un’aliena, vissuta in parallelo alla ribellione di un popolo che non vuole essere sterminato.

E’ il pentimento pubblico del genocidio dei nativi messo in atto negli anni della colonizzazione. E’ la cattiva coscienza di una nazione che cerca di redimersi da un peccato originale che la tormenta fin dalla nascita.

Il film in verità è bellissimo (superlativo il finale!!) ed evita soprattutto, salvo qualche raro caso, ciò che è uno dei difetti principali delle produzioni di Hollywood: la grande capacità dell’appiattimento dei dialoghi e del modo di pensare.

Nei film prodotti a Hollywood, che una scena si svolga a Manhattan o su Marte sempre si parlerà allo stesso modo e sempre ci si comporterà come se ci si trovasse in ufficio, in famiglia o in un bar con i propri buddies (amici).

Sicuramente nei film di Hollywood la capacità di produrre immagini è a un livello qualitativamente superiore rispetto a quella di saper produrre dialoghi di pari levatura.

Il film mostra alcuni aspetti centrali dell’ideologia tipicamente americana: il ginocentrismo, il bellocentrismo e la redenzione. Ovvero il ruolo dominante che svolge la donna nell’utopia della società americana perfetta, e la rapacità del capitalismo americano sempre pronto a muovere guerra laddove intraveda enormi possibilità di guadagno.

Ma la società americana ha alla sua base gli ideali di libertà e di giustizia dei padri fondatori della Costituzione che la portano sempre a redimersi dai propri errori e deviazioni. Per questo è, e sarà per sempre la migliore delle società possibili.

Non so quanti ne siano coscienti ma, a mio avviso, questo è un film il cui messaggio mostra una carica eversiva notevole. E’ una condanna netta del sistema capitalistico avido e predatorio a favore di una coscienza umanitaria e libertaria a cui l’America in questo momento di grande crisi si appella in modo irrinunciabile come l’ultima delle speranze.

FABRIZIO ULIVIERI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom