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Diario politico. Berlusconi indagato con Pier Silvio. Sulle tasse: “Non le ho alzate”

gennaio 23, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Inchiesta Mediatrade sulla compravendita di diritti tv, per il presidente del Consiglio ipotesi appropriazione indebita. Ghedini: «Incredibile, proprio alla vigilia delle Regionali». In giornata il Cavaliere era tornato sulla crisi: «Nonostante la gravità non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani». Ma Bersani: «Non è così». La Cgil: «Maggiore redistribuzione o sarà sciopero generale». Vi aggiorniamo sulle candidature per le Regionali: in attesa di conoscere l’esito delle primarie pugliesi di domenica, sembra fatta per Magdi Cristiano Allam paracadutato dal centrodestra in Basilicata. In Campania, Mara Carfagna capolista a Napoli. Il racconto.

Nella foto, Pier Silvio Berlusconi

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di Ginevra BAFFIGO

Convegno all’Università Tor Vergata di Roma, Gianfranco Fini dice la sua sul processo breve. «È buona norma attendere che l’iter sia concluso» prima di lanciare giudizi. Anche perché «notevoli modifiche e positive sono state fatte al testo». Che non è blindato: «Ora c’è il secondo round alla Camera, ci sarà un dibattito e il giudizio va dato alla fine». Dal Pd non aspettano altro. Michela Ventura, vicepresidente vicario dei deputati Democratici, annuncia battaglia: «Siamo determinati a condurla alla Camera con i nostri emendamenti, con le eccezioni di costituzionalità, con l’opera di convincimento verso parlamentari della maggioranza che mal sopportano i diktat di Berlusconi». «L’accordo politico – esplicita Ventura – di cui parlano alcuni deputati Pdl potrebbe non essere eterno e il fatto che si pensi di programmare i tempi della discussione a dopo le Regionali, dimostra che il processo breve non è una buona pubblicità per il centrodestra e che i giochi sono ancora aperti. Se e quando il provvedimento sarà legge, il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, interverrà con la sua decisione che noi rispettiamo fin d’ora – conclude la vicepresidente Pd a Montecitorio – Non mi è mai piaciuto chi tenta di strattonare il Colle nella direzione che gli conviene».
A proposito del ruolo di Napolitano, Fini è dello stesso parere: «Non si può ipotizzare che mentre il Parlamento lavora il capo dello Stato parli: pensare ad una cosa del genere significa non conoscere il nostro ordinamento perché quando il Parlamento lavora il capo dello Stato deve tacere». Poi il presidente della Camera torna sul testo licenziato al Senato: «Non credo ci si debba concentrare sul tema delle risorse alla giustizia perché qualcosa è migliorato. Ci sono alcune questioni che meritano di essere approfondite».

Tuttotasse. Malgrado la crisi, l’Italia va avanti: «Dobbiamo essere soddisfatti». Lo dice il presidente del Consiglio. «Siamo riusciti a non aumentare nessuna imposta e a non mettere le mani nelle tasche degli italiani». E sì che spese straordinarie ce ne sono state: «Pur in presenza di emergenze straordinarie come quelle in Abruzzo, Campania e Toscana. Abbiamo continuato con il piano di infrastrutturazione e garantito vicinanza agli italiani che hanno perso il posto di lavoro attraverso la cassa integrazione».
Quanto all’accordo sulle infrastrutture con la Regione Toscana, Berlusconi ribadisce che il suo è il “governo del fare”, l’unico in grado «di mantenere gli impegni». «Manteniamo un piano che non è stato neppure rallentato – sottolinea il premier – anche in questo settore l’Italia c’è e va avanti sapendo utilizzare al meglio le risorse disponibili».
“Le tasse sono cresciute”: Bersani la pensa diversamente dal presidente del Consiglio. “Berlusconi ha sempre promesso di abbassare le tasse”, non quindi di mantenere lo status quo fiscale. Inoltre i conti sembrano non tornare: “Vorrei informarlo che l’ultima rilevazione dice che quest’anno avremo il record di giornate lavorate per il fisco che arriverà al 23 giugno. Berlusconi ci ha portato a questo record – sottolinea Bersani – e poi racconta che non ha alzato le tasse, ma le tasse sono cresciute”.
Pronta anche la replica di Di Pietro: «La crisi non è stata risolta né tanto meno è finita. Si può dire che siamo appena all’inizio». «Ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che sono rimasti senza occupazione – incalza il leader Idv – Perché Berlusconi non dice a loro che la crisi è finita?». «Governo e Parlamento non si preoccupano dei problemi reali del Paese né del rilancio dell’occupazione – conclude l’ex pm – ma tengono impegnate le istituzioni con faccende particolari che riguardano solo qualche delinquente».

Se il premier si vanta di non aver messo mano nelle tasche degli italiani, c’è chi lo accusa di non aver redistribuito più equamente il peso fiscale. La Cgil. «E allora abbiamo presentato e inviato al governo – annuncia Epifani – una nostra proposta dettagliata di riforma fiscale, dove per riforma si intende una cosa semplice: trasferire il peso del fisco dal lavoro dipendente e dai pensionati alle altre forme di reddito, di rendita e di patrimonio».
«L’unica cosa che non si può fare – rimarca – è perder tempo, perché anno dopo anno il drenaggio fiscale asciuga sempre più le retribuzioni dei lavoratori: se per tre anni il governo non fa nulla, quando arriveremo alla fine di questa legislatura per un lavoratore medio ci saranno tre punti di tasse in più e altri invece pagheranno meno. Questo è il punto che non si può reggere e su cui faremo un’iniziativa molto forte».

Tuttoregionali. “Non ci faremo intimidire e entro la prossima settimana chiuderemo tutto. C’è una gigantesca campagna mediatica contro l’Udc che ci fa ben sperare, perché vuol dire che la nostra linea è giusta e dà fastidio. I nostri elettori non ci hanno chiesto di iscriverci nè con il Pd nè con il Pdl, ma di difendere la nostra autonomia”. Così Pierferdinando Casini risponde alle ripetute accuse di opportunismo che gli muovono dalle file del centrodestra.
Intanto in Puglia si preparano le primarie di domenica tra Francesco Boccia e Nichi Vendola. Il leader di Sinistra e Libertà si è conquistato un alleato: Beppe Grillo. Il Movimento 5 stelle «non si presenta alle elezioni pugliesi e quindi – scrive Grillo sul blog – mi sento di sostenere Vendola contro il Pdl di Berlusconi e l’alleanza del Pdmenoelle di D’Alema e Casini-Caltagirone che candida Boccia». «D’Alema – racconta il comico genovese – si è presentato in Puglia per esercitare la sua nefasta influenza come fratello maggiore, lui è come Caino, fratello maggiore di Abele, che ha schierato il Pdmenoelle contro Vendola. Il giudizio negativo di D’Alema per Vendola è il miglior riconoscimento possibile. Una medaglia da appuntare al petto». Replica affidata a Boccia: «L’acqua pubblica e il no al nucleare sono nei cromosomi del Pd». «A Grillo – risponde il candidato Democratico – chiedo: ci siamo mai incontrati? Mi accusate di voler privatizzare l’acquedotto. È una calunnia, è falso, non l’ho mai detto».

In Basilicata ed in Puglia il centrodestra è pronto a candidare Magdi Cristiano Allam. A proposito dei giornali di area e della “battaglia di posizionamento” di cui vi abbiamo raccontato ieri, ecco il giudizio de Il Secolo d’Italia: “Magdi Allam in Basilicata rappresenterebbe un errore politico e una leggerezza. L’eurodeputato incarna velleità di intransigenza che nulla hanno a che spartire con la vocazione intimamente mediterranea e dialogante del nostro Mezzogiorno”.
In Campania Mara Carfagna sarà la capolista del Pdl a Napoli.
Nel Lazio, infine, si accende la corsa al femminile. Nicola Zingaretti scende in campo al fianco di Emma Bonino. Sulla battuta di Renata Polverini, che ironizzava sulle origini piemontesi di Emmatar (“E’ di Cuneo”) Zingaretti è chiaro: “Mi sembra una sciocchezza. Allora, che vuol dire? Che Alemanno non può fare il sindaco di Roma perché è di Bari?”.

Ginevra Baffigo

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