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La polemica. Brunetta, vietato ai maggiori di 18 anni di F. Laratta

gennaio 20, 2010 di Redazione 

Straordinario pezzo a metà tra sa- tira (e) politica del deputato del Par- tito Democratico e grande giornalista e scrittore calabrese. Laratta “affonda” nei confronti del ministro della Pubblica amministrazione sottoposto al fuoco di fila dell’opposizione per la sua proposta di una legge (che oggi dice: «Era solo una provocazione») che costringesse i ragazzi a lasciare casa raggiunti i 18 anni di età. Dopo la coordinatrice nazionale dei giovani Idv, direttamente tirata in causa da Brunetta, sono i Democratici a scegliere il Politico.it per rispondere all’esponente dell’esecutivo che, del resto, ha dovuto fare i conti anche con la freddezza dei propri colleghi di governo, a cominciare dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Ma il pezzo del parlamentare del Pd è molto di più: è un ritratto di polemica politica, che contiene però anche idee per i giovani, le politiche familiari e della casa nel nostro Paese. Buona lettura.

Nella foto, Renato Brunetta appisolato

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di FRANCO LARATTA*

L’anno non poteva cominciare senza l’ennesima eruzione del vulcanico ministro Brunetta, volenteroso garzone di bottega che ha ereditato dal capomastro la peculiare abilità di vomitare magma incandescente che evapora nelle ventiquattro-quarantotto ore successive.

I cittadini ormai attendono le sue colate con l’impazienza che si riserva alle feste comandate. Lo spirito, invece, è quello che accompagna la visione dei Cinepanettoni: tanto vituperati, tanto frequentati, tanto deludenti all’uscita dalle sale, ma prodigiosi per la propria autostima.

Dal suo insediamento ad oggi, il titolare della Funzione pubblica si è esibito in un crescendo rossiniano di enormità, che nessuno meglio del Trio Medusa potrebbe qualificare. La trilogia fantasy, iniziata con i fannulloni e proseguita coi poliziotti panzoni, si è conclusa giorni addietro con la lotta ai bamboccioni: ultimo episodio di una saga dal finale aperto, com’è nello stile del ministro, ora trepidante di salire in gondoletta pur di sottrarsi all’annunciato flop.

«Fuori di casa a diciotto anni!» ha tuonato. Con una sentenza lapidaria, eccessiva persino per il commentatore più qualunquista dei tribunali televisivi, scritturato per aggredire e non ponderare, in omaggio allo spettacolo.

«Fuori, per legge!» ha rincarato, coprendo d’imbarazzo la sua maggioranza, tanto da disturbare la gestazione del ministro Gelmini, che, interpellata sull’argomento, ha auspicato per i giovani una tempestiva emancipazione dalla famiglia, omettendo, causa improvvisa doglia, la modalità. E’ intervenuto addirittura un sorprendentemente moderato Calderoli, che ha richiamato il collega utilizzando un’incisiva espressione con la quale pure stavolta non ha tradito il suo inconfondibile buon gusto.

E’ vero che sarebbe stato uno dei pochi provvedimenti adottati da questo governo per un numero di destinatari superiore all’unità. Altrettanto fondate le proprietà taumaturgiche di certe leggi. Ma annunciare il superamento di un problema drammatico per le nuove e… seminuove generazioni, invocando una misura che invece di rimuovere le cause punisce gli attori deboli e biasima la solidarietà dell’istituto famiglia, unico ammortizzatore sociale su piazza in un sistema sclerotizzato, è cinica fantapolitica. Anzi no, è la loro politica!

Un ministro ‘stana’ i bamboccioni agendo su welfare, formazione, lavoro, abbinando meritocrazia ad equità sociale, promuovendo sostegno ai redditi bassi, erogazione di assegni mensili ai disoccupati, periodica formazione, tasse universitarie e affitti accessibili, incentivi all’imprenditoria… L’elenco è lungo. E la sua applicazione rigorosa toglierebbe tempo e spazio alla fame di visibilità dalle radici psichiche profonde che istiga Brunetta a spargere con nonchalance i suoi ‘si salvi chi può’ mascherati dietro ricette inconsistenti.

Un governo normale procede per gradi: mette prima in campo gli strumenti e a successo registrato si compiace della propria azione. Quello in carica salta i passaggi preliminari.

Con politiche adeguate, un governo non autoreferenziale, premia coloro che sanno cogliere le opportunità, i quali, superando abusati luoghi comuni, alle tagliatella di Nonna Pina preferiscono una solida indipendenza che non li faccia rincasare a distanza di tempo con più umiliazione di quando erano partiti. Rispetta però anche i bamboccioni impenitenti, liberi di seguire il proprio stile di vita senza accampare pretese.

E come potrebbe essere altrimenti, se lo stesso ministro ha candidamente ammesso di aver militato a lungo tra le loro file? Proprio questo coraggioso coming-out insinua un’inedita chiave di lettura delle esternazioni di Brunetta.

Crediamo che il pretestuoso attacco ai bamboccioni celi uno scaltro uso privatistico dei media. Dichiarare di aver imparato a riordinare il letto, a cucinare due uova al tegamino e cavarsela nelle piccole faccende domestiche è un inequivocabile messaggio di rassicurazione per la sua futura sposa.

Laddove soldi e professione non hanno risolto il complesso di aver accanto una moglie attraente, con questi talenti in dote, il narciso ministro certifica l’acquisita emancipazione e offre garanzie sulle eventuali ingerenze materne, precondizioni perché la compagna acconsenta alle nozze.

Ma le garanzie sono sempre revocabili. E se la stizzita sposina rinfaccerà al marito di abbandonarla nei weekend preferendole i pranzi di mammà, lui potrà difendersi ricordandole che la legge, la sua legge, obbliga alla gentilezza!

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

3 Responses to “La polemica. Brunetta, vietato ai maggiori di 18 anni di F. Laratta

  1. antonio on gennaio 20th, 2010 22.20

    COMPLIMENTI! BELLISSIMO PEZZO, ACUTO E TAGLIENTISSIMO!.

  2. pier luciani on gennaio 22nd, 2010 03.56

    Lino Toffolo (alias Brunetta) -foto- sta ascoltando il collega
    Buonaiuti

  3. andrea on maggio 13th, 2010 12.23

    prima si era maggiorenni a 21 e ora a 18 perche cuesto cambiamento di legge?

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