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Ecco: “stampa ad orologeria” su Vendola ‘Riportò qui un luminare’. Lui: ‘Che colpa’

gennaio 19, 2010 di Redazione 

Nella politica italiana di oggi possono accadere cose strane. La prima: che una vicenda vecchia di mesi torni alla ribalta proprio nella settimana in cui il suo protagonista, il presidente della Puglia, affronta la consultazione del centrosinistra per la scelta del candidato alle Regionali di marzo. Contro Francesco Boccia, l’uomo di D’Alema. La seconda: che questa vicenda consista in presunti favori utili a far sì che uno scienziato di fama mondiale potesse tornare ad operare nel nostro Paese. Una storia che puzza di bruciato comunque la si guardi, e che del resto viene subito stigmatizzata da Vendola: «Non mi risulta di essere indagato per questo e sarebbe una vergo- gna». Ci racconta tutto Dario Ballini.

Nella foto, Nichi Vendola osserva, ironico e paziente (e forse un po’ sdegnato)

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di Dario BALLINI

Ad una settimana dalle primarie pugliesi (vicenda quanto mai travagliata, soprattutto in casa Pd) scoppia un caso giudiziario che si tinge di giallo.

Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il presidente-candidato Nichi Vendola sarebbe indagato per peculato.
La notizia è stata subito smentita dal diretto interessato a mezzo stampa e a mezzo video su Youtube. Secondo Vendola il suo nome non appare nel registro degli indagati e anche se lo fosse “verrebbe subito disposta l’archiviazione” perché il fatto non sussiste.

La vicenda fa parte dell’inchiesta che nel febbraio 2009 portò alle dimissioni dell’assessore alla sanità pugliese Tedesco (oggi eurodeputato Pd): Nichi Vendola fu sentito, già in quell’occasione, dai pm incaricati di seguire il procedimento come persona informata sui fatti.

Al presidente della Puglia viene contestato, in pratica, il trattamento di favore che ha riservato al famoso professor Giancarlo Logroscino, noto neurologo e docente della School of Public Health della Harvard University di Boston, che aveva accettato nel 2006 di tornare in Italia. Per il professore prima era stata ipotizzata la creazione di un centro ad hoc per la cura delle malattie neuro-degenerative, poi una cattedra all’università di Bari e poi un posto da primario (per il quale perse il concorso). Vista la materia del contendere, però, il presidente si giustifica così: “L’idea che io possa essere indagato per aver contribuito a far venire in Puglia uno scienziato di fama mondiale è semplicemente una vergogna che si ritorcerà su chi ha tentato una simile impostura”.

Fatto sta che molti in questa vicenda hanno visto lo zampino non della giustizia ma della stampa ad orologeria. Questa infatti è una notizia vecchia che risale a prima del settembre 2009 ed oggi viene riproposta a suon di titoloni forse nel tentativo di agitare ancora di più le acque delle primarie pugliesi.

Le primarie del centrosinistra in Puglia sono infatti la chiave di volta di tutta la scena politica regionale e dal loro risultato dipendono molte incognite. Da una parte c’è la leadership bersaniana che cerca conferme in quella regione e le troverebbe in una vittoria di Boccia, dalemiano di ferro. Dall’altra ci sono le minoranze franceschiniane e mariniane schierate con Vendola che non hanno accettato la decisione dei nuovi vertici del partito di rimangiarsi le promesse e scaricare il presidente per fare posto ad un proprio candidato, che fra le altre cose già 5 anni fa perse le primarie proprio contro Vendola.

Ma dal risultato delle primarie dipendono molto anche la composizione delle alleanze, sia a destra che a sinistra. L’Udc ha fatto sapere che se vincerà Vendola si schiererà col Pdl e per questo motivo il centrodestra adesso appare come spettatore alla finestra augurandosi la vittoria del candidato di SeL.

A questo punto non ci resta che sederci ed attendere l’esito delle primarie.

Dario Ballini

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