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La richiesta di ‘perdono’ (mancata) su Pio XII. Tra Ratzinger e Israele ora cala il gelo

gennaio 18, 2010 di Redazione 

La visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma. Sullo sfondo non solo la Shoah e i «silenzi (quelli di Pacelli) che pesano come macigni», ma anche questioni giuridiche e diplomatiche. Che vi raccontiamo. Peres: «Non c’è concordia totale ma ho rispetto per lui». In patria infuria la polemica. Ce ne parla, come sempre, la nostra Désirée Rosadi.

Nella foto, Papa Benedetto XVI

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di Désirée ROSADI

Una visita attesa e allo stesso tempo discussa, quella che Papa Benedetto XVI ha compiuto ieri alla sinagoga di Roma. Si tratta di un «atto dovuto», come tiene a precisare Angelo Sermoneta, presidente del circolo “I ragazzi del ‘48″, un colloquio ufficiale che arriva dopo le polemiche inerenti alla vicenda di Pio XII e alla sua beatificazione. E poi la questione degli archivi vaticani, di cui il rabbino capo Riccardo Di Segni ha più volte chiesto l’apertura e la consultazione, unica strada per capire in che modo Papa Pacelli aiutò gli ebrei. Eppure, niente di tutto questo è stato affrontato da Ratzinger il quale, sotto gli sguardi cauti degli ebrei superstiti presenti nell’auditorio, ha improntato il suo discorso sull’amore fraterno tra cristiani ed ebrei. Il ricordo dell’incontro di Papa Giovanni Paolo II in sinagoga del 1986, l’invito a sanare le ferite dell’antisemitismo, l’aiuto “nascosto” che i cristiani hanno dato agli ebrei durante le persecuzioni razziali, la necessità di risolvere la spinosa questione della Terra Santa. Nessun riferimento all’azione di Pio XII, al silenzio della Chiesa sulla Shoa, soltanto un accenno all’azione di soccorso svolta dalla Sede Apostolica durante il secondo conflitto mondiale.

L’accoglienza degli ebrei romani in sinagoga è calorosa, ma a tratti l’entusiasmo è velato dalla prudenza. Il discorso del Papa tedesco non raccoglie molti applausi, a parte il momento in cui nomina Giovanni Paolo II: il ricordo della visita del 1986 è ancora forte, fuori dal luogo di culto c’era un bagno di folla, la sua figura trasmetteva la speranza nella comunità ebraica di una pacificazione con la Santa Sede per il riconoscimento di Israele intrapreso dal Papa polacco. Invece ieri, secondo gli osservatori, dietro le transenne erano in pochi a salutare in pontefice. Nei giorni scorsi c’erano state minacce di contestazione contro la visita del Santo Padre al Tempio, ma ieri non si sono verificate azioni di dissenso: nessuno nella zona dell’antico ghetto ha esposto cartelloni, e chi non ha gradito la visita papale ha preferito semplicemente declinare l’invito in sinagoga.

All’uscita, l’entusiasmo ha lasciato spazio alla delusione. L’assenza di Israele nel discorso, al quale il Papa ha preferito il riferimento alla Terra Santa, l’assenza di commozione nell’incontro con i superstiti della Shoah, i pochi applausi, la mancata apertura degli archivi vaticani, sono i punti critici messi in risalto da osservatori e rappresentanti della comunità ebraica. «Un incontro algebricamente positivo», secondo l’ex presidente della comunità, Claudio Fiano, e per Giuseppe Piperno presidente Ugei «si sarebbe potuta toccare di più la vicenda di Papa Pacelli, i cui silenzi pesano come macigni». Pur riconoscendo che la visita di Ratzinger è «un evento storico, che unisce cristiani ed ebrei», come precisa Sermoneta, la parola più attesa era semplicemente «perdono», nonostante il delicato tasto fosse stato toccato più volte nel discorso di Di Segni, che aveva preceduto quello del Papa. Il rabbino capo aveva parlato di mistero del «silenzio di Dio davanti ai mali del mondo», specificando che la vera sfida è il silenzio dell’uomo «che non sfugge al giudizio».

La visita e le parole del Papa sono state commentate anche dal presidente israeliano Shimon Peres, che definisce «profondo e sincero» il rapporto di Ratzinger con gli ebrei. «Si comporta con un grande rispetto e io ho fiducia in lui», dice Peres in un’intervista a Sky, anche se «in alcune cose non andiamo d’accordo, non c’è una concordia totale». Anche in Israele, il discorso del Papa tedesco era molto atteso, ed è stato accompagnato da molte polemiche, tanto da aver spinto il rabbino David Rosen, direttore internazionale per gli affari interreligiosi dell’American Jewish Committee, a definire l’atteggiamento dello Stato israeliano «oltraggioso». In un’intervista al quotidiano israeliano Haaretz, Rosen ammonisce severamente il comportamento di Israele in quanto «non ha ratificato un accordo che riconosce lo status giuridico della Chiesa», un atto che secondo il rabbino non onora gli accordi con la Santa Sede, e per il quale ogni altra nazione avrebbe minacciato di ritirare il suo ambasciatore dallo Stato israeliano. Sedici anni fa Santa Sede e Israele hanno firmato un accordo con il quale iniziavano le relazioni diplomatiche tra i due Stati, e che prevedeva la sistemazione di certe questioni giuridiche, come il fisco, le proprietà, i visti per i religiosi. Tutto disatteso. Rosen affonda il coltello, e difende l’operato di Ratzinger: «Molte persone non sanno che quasi tutti i problemi attuali nelle relazioni fra Vaticano ed ebrei non sono cominciati con Papa Benedetto XVI, ma con il suo predecessore Giovanni Paolo II».

Soltanto il mese scorso, l’incontro in Vaticano con gli inviati del ministero degli Esteri israeliano era fallito: nessun accordo sulle questioni legali, e neanche sulla beatificazione di Pio XII. La crisi nelle relazioni tra Stato d’Israele e Vaticano, e il gelo tra quest’ultimo e la comunità ebraica, sembrano non avere risoluzione. Gli ebrei aspettano un passo avanti dal Papa, che mantiene una posizione di cautela nei confronti di una comunità strettamente legata allo Stato d’Israele. L’intromissione di Israele nelle decisioni della Santa Sede non è di certo gradita da Ratzinger, che fa buon viso a cattivo gioco e, nello stesso tempo, vuole far valere le proprie ragioni. Ecco perché Benedetto XVI non lo nomina, anzi continua a fare pressione sulla fratellanza e sulla pace in Terra Santa.

Désirée Rosadi

Commenti

One Response to “La richiesta di ‘perdono’ (mancata) su Pio XII. Tra Ratzinger e Israele ora cala il gelo”

  1. ANTONIO LINARDI on febbraio 8th, 2010 11.15

    Sarebbe molto esauriente chiedere il parere di MORDECHAI VANUNU,tecnico nucleare israelita.In carcere da 30 anni per avere svelato l’ORRENDO NUCLEARE DI israele ed avere rivelato”i KENNEDY sono stati uccisi perchè contrastavano il nucleare di israele”.Aggiungendo”israele è RAZZISTA E NAZISTA e vuole distruggere il mondo intero!Compreso il popolo ebraico! Cliccando”30 sopravvissuti di AUSCHWITZ”portavoce AUGUST KOWALCKZ(ebreo)sapremo che l’OLOCAUSTO fu programmato dai ricconi ebrei a danno dei”poveri ebrei”.Sapremo,inoltre, che la guerra di hitler e di bush è stata FINANZIATA sempre dalle stesse dinastie di”ricconi malvagi!”.A proposito,potremmo chiedere il parere di DAVID DUKE,di RIMA LAUBOW(VEDI CODEX ALIMENTARIUS) ,di RON PAUL(CONCORRENTE DI obama alla presidenza degli usa! NON VENITEMI A DIRE CHE QUESTI PERSONAGGI POSSANO”DIRE CALUNNIE(COSI’ GRAVI)INFONDATE! Sarebbe inoltre”RIVELATORE” cliccare”KENNEDY e le società segrete”ove i KENNEDY accusano le lobbies,le multinazionali(i malvagi ricconi) e poi vengono UCCISI! E’ stato”colpevolizzato” un certo”OSVALD fatto uccidere in diretta tv perchè si OSTINAVA A NEGARE L’OMICIDIO….nonostante fosse stato anche TORTURATO”.Se tutte queste NOTIZIE del CNN sono vere,perchè SI E’ CONTINUATO A “NON VOLERE COMPRENDERE CHE AD UCCIDERE I KENNEDY SIANO STATE LE sette segrete?”Forse perchè alle sette segrete appartengono:bush,blair,berluska,andreotti,kerry,clinton,la regina elisabetta,perez,sharon,i rockefeller,i rotscmid,la bce,tremonti,draghi,lo ior,l’opus dei,la fao,l’onu,il nwo?Tutte queste NOTIZIE,SONO SU INTERNET DA ANNI! Come mai la tv e la stampa NON FA SAPERE TUTTO CIO’? ALLORA E VERO!SIAMO SOTTO UNA ORRIBILE DITTATURA MEDIATICA! CHE FA APPARIRE I “CARNEFICI VITTIME”.QUESTA E’ LA FINE DEL MONDO! QUESTO E’”SVELARE IL TERZO MISTERO DI FATIMA!”Tutto è legato da una”logica perversa ed infernale”CHE STA PORTANDO IL MONDO INTERO VERSO L’AUTODISTRUZIONE!Proprio perchè i”figli dell’inferno”VOGLIONO OFFENDERE DIO DISTRUGGENDO LA NATURA CHE DIO HA CREATO affinchè noi umani potessimo vivere!I malvagi stanno DISTRUGGENDO LA VITA!INQUINAMENTO GLOBALE(TERRA,MARE,CIELO)NUCLEARE,RADIOATTIVO,SCIE CHIMICHE,OGM E MANIPOLAZIONE GENETICA! Tutto questo male è imperniato sulla distruzione dei VALORI UNIVERSALI,disconoscendo che siamo TUTTI UGUALI DAVANTI a DIO! I GUAI del mondo,sono causati proprio dal fatto che pochi”ricconi malvagi”si sentano in dovere di MASSACRARE TUTTI QUANTI NOI! IN PALESTINA il massacro avviene in un modo,in EUROPA attraverso DROGA, SCIE CHIMICHE,OGM,MEDICINE FASULLE! A riguardo cliccate”il DR. MATTIAS RATH DENUNCIA bush e le multinazionali”.Ma il “corrotto barroso” da 10 anni ha OMESSO DI FARE IL PROCESSO! STESSA COSA ACCADE IN ITALIA! IL PROCESSO A berluska”non si fa, nonostante sia stato accusato da FALCONE e BORSELLINO!”andreotti CONDANNATO l’ha fatta franca per”scadenza di termini!” Stare dalla parte dei malvagi CONVIENE? UN MESSAGGIO PRECISO DICE”SI”.Mentre bush,blair,berluska,se la ridono,I FIGLI DEL POPOLO MUOINO CONTINUAMENTE!DI OGNI NAZIONE! Cercate quanti militari americani hanno denunciato il governo usa! Inoltre vi sono video che mostrano bush che stringe la mano ai petrolieri”bin laden”.Per cui si intuisce cheTUTTI NOI SIAMO”INGANNATI”dai ricconi malvagi di ogni etnia e religione! NON DOBBIAMO QUINDI FARE PIU’ LA GUERRA fra noi UMANI! A riguardo ascoltate”CRISTO BUDDHA e ALLAH”.Sarebbe stato MOLTO PIU’ FACILE E REDDITIZIO,PER ME,STARE DALLA PARTE DEI”ricconi”MI HANNO OFFERTO”SOLDI SENZA LIMITE DI CIFRA”.Ma non posso GUADAGNARE SUL DOLORE DELLA POVERA GENTE,cosi’ come fanno bush,berluska,blair! Inoltre,come disse KENNEDY, BISOGNA VIVERE UNA VITA”DEGNA DI ESSERE VISSUTA”.CONCLUSIONE:MENO MALE CHE IL PAPA”QUALCHE VOLTA” PARE CHE ABBIA VOGLIA DI CONTRASTARE I MALVAGI!

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