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Diario politico. Via a ‘concertazione’ Fini-Berlusconi. Pd: ‘Nucleare, annuncino siti’

gennaio 15, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Incontro tra i due cofondatori del Popolo della Libertà, con il presidente della Camera che ottiene l’ok ad un maggior coinvolgimento nelle scelte del governo. Attacco alla “politica dei due forni” dell’Udc. Ma la notizia del giorno è il rinnovato attivismo del Partito Democratico, che sfida la maggioranza sul terreno della decisione di tornare al nucleare presa dall’esecutivo, che continua a rimandare però l’annuncio relativo ai luoghi nei quali verranno costruite le centrali. «Li rendano pubblici prima delle Regionali», incalza il redivivo partito di Bersani. Parliamo poi di giustizia: ieri il premier “sferzava” (duramente) i magistrati paragonandoli a Massimo Tartaglia; il Csm apre un fascicolo. Di Pietro durissimo: «Governo come mafiosi che volevano la criminalizzazione» degli stessi magistrati. Il racconto.

Nella foto, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

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di Ginevra BAFFIGO

Mentre Giulio Andreotti spegneva le sue 91 candeline – «Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta» – a Montecitorio Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini tentavano di superare le “incomprensioni” di questi primi mesi di convivenza. Due ore di incontro, un pranzo come pretesto, e la linea politica da preparare in vista delle Regionali come primo punto all’ordine del giorno. Conclusione: i due cofondatori del Pdl sottoscrivono, spiega il ministro La Russa presente all’incontro, l’«impegno a una maggiore concertazione». A riferire i dettagli è proprio il ministro della Difesa che ai cronisti rivela come il rinnovato accordo fra i vertici varrà «non solo sugli aspetti del partito, su cui la concertazione c’è sempre stata, ma anche sulle iniziative di governo e per quello che riguarda l’attività parlamentare». Un faccia a faccia «non di maniera» sottolinea l’ex An: «Sia Fini sia Berlusconi non hanno nascosto l’esistenza di problemi sviluppando un ragionamento su un piano di cordialità, ma senza nascondersi. Credo si sia trovato il modo per ovviare ai problemi, alle questioni o, come preferisco chiamarli io e non loro, le incomprensioni». Tra i temi dell’incontro, quindi, anche la linea delle «alleanze variabili» adottata dall’Udc alle Regionali, che entrambi, riferisce il ministro, criticano duramente. «Fini e Berlusconi – spiega il coordinatore nazionale del Pdl – sono concordi nel contestare la linea dell’Udc, la politica del doppio forno per noi è inaccettabile». Inaccettabile, sì. Ma «la questione è rimasta aperta», ammette La Russa: Berlusconi è per un risoluto “no”, «mentre Fini è stato meno drastico». Durante il vertice, inoltre, «si è parlato anche del fuoco amico e del danno che provoca» e quindi sull’opportunità di discutere in casa certi temi. Berlusconi in tutta risposta rivolge a Fini una battuta: «Io a pranzo da te verrei tutte le settimane, ma mi sembra più corretto venire quando mi inviti…». Non è mancato il tempo per affrontare, seppur rapidamente il tema giustizia: «Il presidente della Camera – spiega ancora il ministro – condivide la linea del governo e prima del Consiglio dei ministri di ieri (mercoledì 13, ndr) c’è stata una telefonata in cui si è convenuto di rinunciare al decreto blocca processi».

E sul fronte Giustizia continua il confronto. L’attacco che Silvio Berlusconi rivolge ai magistrati non passa inosservato. “L’aggressione di certi pubblici ministeri è peggio di quella di Tartaglia in piazza del Duomo”, dice il premier. La frase è ora al vaglio della Prima Commissione del Csm, che ha deciso di mettere agli atti la rassegna stampa di mercoledì sulle parole di Berlusconi. Queste andranno così ad integrare il già copioso fascicolo aperto lo scorso settembre all’indomani della dichiarazione del Cavaliere contro le Procure antimafia di Milano e Palermo. Un fascicolo in cui figurano quindi in prima istanza i giudizi espressi dal presidente del Consiglio sui magistrati che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose e su quelli che con il processo Mills minacciano il quieto procedere di questa legislatura. La documentazione completa potrebbe essere quindi sottoposta all’esame del plenum di Palazzo Marescialli e le conseguenze potrebbero essere gravi.

Processo breve al Senato. Giovedì sono ripresi inoltre i lavori di Palazzo Madama sul processo breve. L’aula approvava con 147 voti favorevoli, 118 contrari e l’astensione di 4 senatori, il primo articolo del ddl. Passano il vaglio dei senatori anche due emendamenti del relatore ed altri tre, che sebbene presentati singolarmente da Pd, Udc e Radicali, trattano lo stesso oggetto. Il voto finale sul provvedimento è stato messo in agenda per mercoledì prossimo, ma Anna Finocchiaro è lapidaria: “Non sono possibili mediazioni sul processo breve”. Dall’opposizione si leva dura anche la voce di Antonio Di Pietro, che sposta l’attenzione sul conflitto fra premier e Csm: “I magistrati sono persone che fanno il loro dovere. Sono stati spesso vittime di mafia e oggi sono vittime di un governo che si sta comportando alla stessa stregua di quei mafiosi che volevano la criminalizzazione e la morte dei magistrati”. Secondo Di Pietro Berlusconi “mette sullo stesso piano il malato di mente Tartaglia, che dovrebbe ringraziare, perché gli permette di fare la vittima e quindi di far passare sottobanco tutte le porcherie in materia di giustizia che chiede di fare, e i magistrati”. L’Idv, prosegue Di Pietro, “è convinta che Berlusconi abbia chiesto (a Fini, ndr) non un blocca processi per tre mesi, ma un blocca processi attraverso il legittimo impedimento per tutta la legislatura e quindi nelle prossime ore vedremo in Parlamento una accelerazione di questa legge. Più che un accordo questo ci sembra un nuovo inciucio”. Dalle sue file gli fa eco Leoluca Orlando: “Le continue aggressioni di Berlusconi ai magistrati sono un atto di terrorismo istituzionale”. Replica da Palazzo Madama Gaetano Quagliarello: “Il Csm ha tanto lavoro. Se non desse l’impressione di entrare a gamba tesa nel dibattito politico, soprattutto in alcuni momenti, darebbe un contributo all’armonia delle istituzioni”. Mentre per il ministro Sandro Bondi l’iniziativa del Csm “è una vera e propria aberrazione della concezione del diritto e della democrazia”.

Ginevra Baffigo

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