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***L’editoriale***
REGIONALI, LA CONFUSIONE DEL PD
di ALDO TORCHIARO

gennaio 8, 2010 di Redazione 

Dopo lo scontro quasi fisico al quale si è arrivati in Puglia con le truppe cammellate di Vendola (suo malgrado), lo psicodramma nel Lazio. La (auto)candidatura Bonino divide ulteriormente i Democratici, con il rischio di scissioni sul fronte cattolico nel caso in cui alla fine l’opzione della leader Radicale dovesse prevalere. La soluzione, in questo quadro, potrebbe chiamarsi Enrico Letta. Un nome che potrebbe rinsaldare anche il rapporto con l’Udc, in vista della (ricercatissima, da parte della nuova maggioranza dalemiana) alleanza alle politiche. Ci fa il punto il volto di Red e grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana.          

Nella foto, Aldo Torchiaro

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di ALDO TORCHIARO

Pierluigi Bersani convoca il vertice del suo partito per l’emergenza candidature per le regionali. Mancano appena 80 giorni e il Pd non riesce a individuare i nomi su cui puntare. Alla fine li troverà, è chiaro. Ma che fatica. Siamo di fronte ad un passaggio chiave per il principale partito della sinistra, che mostra con una evidenza disarmante di attraversare, a pochi mesi dalle primarie che hanno incoronato Bersani e D’Alema, una fase inaspettatamente critica. Il governo e la maggioranza ancora sbadigliano dopo la lunga pausa natalizia, Berlusconi è stato ricoverato e segue una terapia di riposo. Fini ha da fare con Feltri. Sarebbe il momento ideale per rilanciare un’iniziativa, per evidenziare una presenza attiva, per ripartire con slancio. E invece niente. Il Pd non smette di azzuffarsi, talvolta non in modo metaforico, brillando solo per assenza. In Veneto nessuno ha capito cosa vuole fare il partito di Bersani, dopo che Fassino ha detto di voler sostenere Galan. In Campania cercano di capire se Bassolino è il loro governatore, solo un conoscente o un acerrimo nemico. In Puglia i sostenitori di Emiliano e quelli di Vendola si sono affrontati fisicamente, mentre da Roma decidevano per Boccia. Ma è nel Lazio che lo psicodramma raggiunge il suo apice. Il mandato esplorativo del presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, sembra aver partorito un topolino. La presa d’atto dell’autocandidatura Bonino è diventata in un batter d’occhio il nuovo terreno di sfida tra le correnti democratiche. Paola Binetti non ha dubbi: se prevarrà la Bonino, quello non sarà più il suo partito. E’ il segnale che molti cattolici potrebbero abbandonare i lidi progressisti, faticosamente raggiunti dal compromesso del Pd. Attenzione, però: nel Pd in realtà una novità autorevole ci sarebbe. Circola, seppur con discrezione, l’ipotesi di Enrico Letta per il Lazio. Il Pd potrebbe puntare anche su quella candidatura per rinsaldare il rapporto con i centristi dell’Udc di Casini, già stretto sui temi delle riforme e della giustizia, e svincolarsi una volta per tutte da Di Pietro e dalla sinistra estrema. Potrebbe essere l’inizio di una fase nuova, all’insegna di un rapporto tra Pd e centro in grado di candidare le opposizioni a diventare maggioranza. Operazione complessa, ambiziosa e un po’ temeraria. Di certo intempestiva: quale studente cambierebbe corso a due mesi e mezzo dagli esami?

ALDO TORCHIARO

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