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***L’editoriale della direzione*** IMMIGRAZIONE, COME TOGLIERE ACQUA AL MULINO DELLA LEGA

gennaio 8, 2010 di Redazione 

Guerriglie tra italiani e immigrati dopo che alcuni di loro, lavoratori della terra a Rosarno, in Calabria, sono stati feriti da colpi di arma da fuoco. Il ministro dell’Interno ha campo libero: «Nel nostro Paese troppa tolleranza» nei confronti dell’immigrazione clandestina, certo, ma il ”messaggio” è chiaro. Tutto questo accade per un deficit di Politica della quale portano responsabilità il resto del centrodestra e il centrosinistra. I primi non hanno una linea univoca e nella quale credano e lasciano che la Lega eserciti la sua golden share nei loro confronti, dominando su questo temi la politica del Governo. I secondi continuano a predicare l’integrazione senza riuscire ad entrare in sintonia con il Paese, presentandosi come il “partito degli stranieri”. Il giornale della politica italiana offre la traccia di una possibile soluzione. Senz’altro interesse che cercare di contribuire a fare il bene dell’Italia.

Nella foto, il ministro dell’Interno Roberto Maroni

L’editoriale della direzione

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La politica italiana da tempo manca al suo ruolo di guida. Il centrosinistra è smarrito e alla ricerca della propria (nuova) identità. Il centrodestra trascina il Paese (almeno una gran parte) ma in una direzione ancora confusa, quando non discutibile. In questo contesto, in questo vuoto di politica, è inevitabile che chi rappresenta naturalmente alcuni “interessi” molto parziali e discutibili e lagati alla “pancia”, come si dice, delle persone, abbia vita facile ad evocare un consenso che è appunto naturale, e anche ad allargarlo, attorno alle proprie spesso discutibilissime opinioni politiche.

Il riferimento è alla Lega – ma il discorso potrebbe valere in altri campi per l’Idv, del quale parleremo magari in un’altra occasione – e alla sua cultura (politica) che qualcuno paragona al fascismo. C’è un tema in particolare sul quale si avverte più che mai questo vuoto di politica che la Lega riempie, ed è il tema dell’immigrazione/integrazione. Maroni e compagnia la fanno da padroni perché manca completamente un contraltare che sia in grado di dialogare con gli italiani. L’Italia non è un Paese xenofobo o razzista; è un Paese che manca completamente di guida politica.

Su questo tema il centrodestra non ha una posizione univoca e chiara e si lascia guidare appunto dai leghisti, che esercitano senza falsi pudori la loro golden share sul Governo e sulla maggioranza. Il centrosinistra si presenta come il “partito degli stranieri” senza preoccuparsi minimamente di entrare in sintonia con il Paese che resta pur sempre il Paese d’origine degli italiani. Ma senza questa sintonia l’Italia non li segue, la predica resta tale e continuano a dettare legge le proposte discutibili ma più in armonia con (una buona parte de) gli italiani del Carroccio.

Il punto sta proprio qui: se la politica italiana vuole riprendere le redini della gestione di questo tema epocale, evitando che le cose si assestino da sé, magari violentemente, con sempre maggiore peso e rilevanza delle idee della Lega, deve entrare in sintonia con il Paese. Il centrodestra assumersi la responsabilità del proprio attuale ruolo maggioritario e darsi una linea chiara. Il centrosinistra capire che la predica dell’integrazione rimane inascoltata, e che bisogna dare risposte alle esigenze degli italiani che, senza queste risposte, di integrazione non vogliono sentire parlare.

Quali siano queste esigenze e quali le possibili risposte si può provare a definire: in primo luogo gli italiani vogliono sentire dalla loro politica un’attenzione prioritaria su di sé, un’attenzione agli italiani da parte dei partiti italiani, come del resto è anche abbastanza lapalissiano che debba essere. Basta poco: cominciare a parlare prima dei nostri connazionali e citare anche la soluzione dei loro, problemi, e non solo quella delle persone immigrate da noi. Basta veramente un piccolo sforzo per fare sentire alle persone che non si è poi così lontani e che ci si occupa anche di loro.

In secondo luogo, l’immigrazione è un fenomeno storico e inarrestabile, fatto salvo che in altre epoche vivrà probabilmente diverse dinamiche da e per luoghi differenti, come del resto già avvenuto nel corso della Storia. E tuttavia non è detto che non possa essere governato. Ciò significa che la politica italiana può cercare, e comunque comunicare, di dare priorità alla soluzione dei problemi degli italiani prima di accogliere nuovi cittadini, che una volta qui (legalmente) dovranno avere gli stessi diritti di tutti, e ai quali è doveroso offrire accoglienza nel momento in cui (ri)fuggono da situazioni nelle quali non gli sia possibile vivere, ma che è fuori, appunto, dalla possibilità di comprensione degli italiani che debbano essere accolti tout court, senz’altre specificazioni e rassicurazioni per sé.

Solo così, entrando in sintonia con gli italiani, che hanno delle legittime (sia ben chiaro) esigenze senza per questo essere xenofobi e razzisti, si potrà poi riuscire a convincerli della bontà dell’idea dell’accoglienza, e conquistarli alla causa di una buona integrazione. Solo così si toglierà acqua al mulino della Lega, che altrimenti continuerà a guadagnare consenso nella misura in cui la “guerra tra poveri” continuerà a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone.

Commenti

One Response to “***L’editoriale della direzione*** IMMIGRAZIONE, COME TOGLIERE ACQUA AL MULINO DELLA LEGA

  1. Mario on gennaio 8th, 2010 17.22

    Egregia direzione
    “Il giornale della politica italiana offre la traccia di una possibile soluzione. Senz’altro interesse che cercare di contribuire a fare il bene dell’Italia”. Così cita la fine di presentazione dell’editoriale.
    Tale traccia delineata dall’editoriale “toglierà acqua al mulino della Lega, che altrimenti continuerà a guadagnare consenso” .
    La somma delle due cose porta a una logica conseguenza: togliendo voti alla Lega (e all’Italia dei valori che l’articolo accomuna alla Lega) si fa il bene dell’Italia. Di contro votando questi partiti si fa il male all’Italia. (Vorrà forse dire che chi le vota non ama l’Italia?)
    Mi si permetta un suggerimento ad un giornale che si dichiara equidistante.
    Non si abbia pregiudiziale su nessuno.

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