Il ritratto del personaggio della settimana GIANFRANCO ROTONDI di Luca Lena
E’ il momento del racconto del nostro vicedirettore. Che ci porta a conoscere, questa settimana, il ministro per l’Attuazione del programma. Un protagonista della politica italiana più “grande” delle dimensioni della sua Dc per le autonomie, poi confluita nel Popolo della Libertà. Anche, forse, però, scrive Lena, per la stessa libertà che gli viene dalle dimensioni della sua responsabilità. Un pezzo da non perdere, come sempre. Buona lettura. Read more
***La riflessione***
QUANDO LA DESTRA VA CONTRO I PADRONI
di GAD LERNER
Il conduttore de L’Infedele osserva, tra gli altri, il presidente Sarkozy prendersela con i banchieri, il nostro ministro per lo Sviluppo economico alzare la voce con la Fiat. E si chiede quanto atteggiamenti di questo tipo da parte di esponenti del ceto politico conservatore possano essere considerati sinceri, e portati fino alle estreme conseguenze. Uno spunto breve, dal respiro classico, nello stile dell’ex direttore del Tg1. Solo sul giornale della politica italiana. Sentiamo. Read more
L’intervento. Cosentino, la casta che si autoassolve di M. Donadi
gennaio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il tema, non nascondiamocelo, non è giustizialismo sì giustizialismo no, garantismo sì garantismo no. Il tema è la responsabilità della politica italiana nei confronti del Paese. E anche la sua credibilità e affidabilità per i cittadini. Quando un membro del governo finisce sotto accusa – la cui legittimità è stata ieri confermata in Cassazione – per concorso esterno in associazione camorristica (nel caso specifico, per rapporti con il clan dei Casalesi) prima ancora della difesa di un principio di garanzia dell’indipendenza di ogni potere rispetto agli altri (problema per il quale è legittimo porsi alla ricerca di soluzioni) viene l’opportunità, se non la necessità – per uno Stato che voglia essere dalla parte dei suoi cittadini e credibile nella lotta alle mafie – di separare le possibili responsabilità dell’accusato da quelle dell’esecutivo, e comunque delle istituzioni di questo Paese. Dimissioni dunque, e comunque concessione di quell’autorizzazione all’arresto che la «casta», come la definisce il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera in questo pezzo per il giornale della politica italiana, ha invece negato nei confronti di Cosentino. Ascoltiamo. Buona lettura. Read more
E’ in pagina la vignetta d’oggi di theHand Protagonista Renato Brunetta. Scopritela
gennaio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il ministro della Pubblica amministrazione è stato al centro delle nostre riflessioni per le uscite-provocazioni sul tema-”bamboccioni”, rintuzzate efficacemente dalle due lettere aperte di Paola Calorenne che trovate tra gli Ultimi articoli e in archivio. Uscite imprudenti, difficili da sostenere persino per un Brunetta che, lo abbiamo imparato, non ha certo peli sulla lingua. E che il ministro si è così trovato costretto, per la prima volta, a smentire. E’ il segno, forse, di una certa dis-trazione per la sua nuova avventura, quella di candidato a sindaco di Venezia per Pdl e Lega, per i quali sfiderà Giorgio Orsoni. Brunetta che aspira da tempo a quella prospettiva per la quale, comunque, ha già annunciato non lascerà la responsabilità al dicastero. Ed è proprio a Brunetta candidato sindaco di Venezia che il nostro Maurizio Di Bona dedica questo nuovo disegno. Vediamo. Read more
***L’editoriale***
VOGLIA DI CAMBIAMENTO
di ALDO TORCHIARO
gennaio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. E’ su il Politico.it che, oltre ai protagonisti stessi della politica italiana, le maggiori firme del giornalismo politico del nostro Paese si alternano nel porre temi al centro del confronto, svolgere analisi, in molti casi anticipare ciò che potrà accadere. Questo giornale ha lo sguardo rivolto al futuro. Ed è in chiave prospettica il pezzo di oggi del volto di Red e grande firma di E Polis e de il Politico.it, che a partire dal rapporto Eurispes presentato stamane sul legame tra cittadini e politica, che rivela come gli italiani desiderino una classe dirigente nuova, ci segnala come anche nella nostra politica stessa, forse per assimilazione (o per istinto di sopravvivenza), emer- ga una tensione al cambiamento, a rivoluzionare l’attuale assetto del sistema dei partiti. Ecco come. Read more
Diario. Ecco piano antimafia del governo Premier: ‘Meno immigrati meno criminali’
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Consiglio dei ministri a Reggio Calabria per dare una segnale nella lotta contro la criminalità organizzata. Per la quale, tra l’altro, l’esecutivo istituisce l’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alle mafie annunciata da Maroni. Vi spieghiamo nel dettaglio le misure del Cdm. Ma Berlusconi dice almeno tre cose che suscitano un vespaio. La prima è quella da cui il titolo. Poi ribadisce che non devono più essere fatte trasmissioni sulla mafia, che ci mettono in cattiva luce. E infine risolve la questione del rischio che i beni confiscati messi all’asta possano essere riacquistati dalla mafia con una battuta: «E noi li sequestriamo di nuovo». Presidente del Consiglio protagonista anche di uno stop-and-go sulla scelta del candidato del Pdl in Puglia in vista delle Regionali. Ieri, come raccontato nel Diario, rilancia la possibilità di un accordo con l’Udc sulla base di un «terzo candidato condiviso, da mettere in campo dopo un passo indietro di Palese e Poli Bortone». Dopo il no della leader di Io Sud e di Casini rivendica la capacità di vincere da soli anche nella terra di Vendola. Infine la Cassazione dichiara legittima l’ordinanza d’arresto per Cosentino: ordinanza che potrà essere eseguita, però, solo dopo la fine del mandato, visto il no delle Camere alla sua esecuzione immediata. Il racconto. Read more
L’intervento. Ma nel Lazio c’è il reddito minimo di Marianna Madia
Il giornale della politica italiana è un punto di riferimento e uno strumento di lavoro della nostra politica. Insieme agli altri grandi quotidiani, a cominciare da Repubblica e Corriere, certo. Ma è su il Politico.it che la politica italiana sceglie più frequentemente di intervenire. La giovane economista eletta nel 2008 alla Camera con il Partito Democratico ci consegna, praticamente in diretta – letto il servizio sulla crisi – questo focus, tutto politico, sull’isola felice rappresentata dalla Regione (già) di Marrazzo che offre ai lavoratori che perdono il posto un servizio essenziale introdotto nei primi mesi del 2009 dal vituperato governatore costretto alle dimis- sioni. 20mila disoccupati, scrive Madia, usufruiran- no di questo strumento. Sentiamo. Read more
Crisi, adesso è stallo. Urge un’iniezione di fiducia (concreta): ma governo dov’è?
gennaio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Contro la politica (confusa) degli annunci che dicono tutto e il contrario di tutto, nella speranza di infondere (immaterialmente, sul piano psicologico) una fiducia che non basta, il giornale della politica italiana fa oggi il punto (vero) sullo stato della crisi. I dati parlano di una ripresa lieve che non consente di recuperare condizioni e posizioni perdute. Gli operatori confidano in un intervento della politica italiana che però, dopo aver battuto un colpo (bene) quando la crisi si manifestò, latita. E la risposta ideale sarebbe (oltre) rifondare un nuovo welfare state. Ci racconta tutto Paolo Panzacchi. Read more
La riflessione. Questione morale della sinistra di Cristiana Alicata
gennaio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Delbono a Bologna e Marrazzo nel Lazio. Si sono dimessi subito. A destra, scrive la giovane scrittrice collaboratrice de l’Unità e del giornale della politica italiana, accade di tutto e non solo nessuno si dimette, ma nemmeno il popolo si indigna. Ragio- ne? Non è che la gente non veda e non sappia, ma non si aspetta nulla di diverso. E lo sdegno, è la considerazione, è commisurato alle aspettative. In questa bellissima riflessione per il Politico.it, Alicata ragiona di questione morale e del vero significato del problema, oggi, per il centrosinistra. Uno scritto militante nel senso che muove dalla volontà di contribuire alla presa di coscienza di una parte, ma che abbandona, per questa volta, i toni molto forti che caratterizzano alcuni, comunque bellissimi, scritti di Cristiana per lasciare il posto ad una cifra di (ulteriore) leggerezza che concilierà la giovane scrittrice romana anche con quella parte di lettori con cui, in altri casi, è stata polemica. Un pezzo da non perdere, che apre splendidamente questa nuova giornata de il Politico.it. Buona lettura. Read more
La cronaca. Shoah, la Camera ricorda. Con Wiesel di A. Sarubbi
gennaio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il deputato del Partito Democratico racconta per il giornale della politi- ca italiana l’incontro con il premio Nobel Eli Wiesel nella Giornata della memoria per le vittime della Shoah.
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Nella foto, Andrea Sarubbi
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di ANDREA SARUBBI*
Adolescenti brufolosi nei banchi dell’Udc, Bruno Vespa in quelli del Pd, Brunetta al posto di Berlusconi, Berlusconi abbronzatissimo che parlotta amabilmente con Napolitano: a volersi divertire, la cerimonia di stamattina alla Camera offriva parecchi spunti da cabaret. Ma non era il momento, davvero: Eli Wiesel, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, è venuto in Aula per la Giornata della memoria. Prima di lui ha preso la parola Fini, che di Wiesel ha citato una frase straordinaria: “Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza”. Ed è proprio un calcio all’indifferenza quello che questo giorno vuole rappresentare, dai tempi in cui – era il 2000 – il nostro Furio Colombo chiese al Parlamento di istituirlo. La testimonianza dello scrittore, ormai 82.enne, è stata una rasoiata alla schiena: in alcuni passaggi – come quello della deportazione nel campo di sterminio, durante la quale molti morirono sul treno ed altri urlarono al proprio Dio con tutta la forza rimasta – ho avuto difficoltà a trattenere le lacrime. Oltre al racconto, poi, c’era il monito per il nostro tempo, che Wiesel non ha mancato di sottolineare: “il silenzio non aiuta mai la vittima, ma aiuta sempre l’aggressore”, ha ricordato, aggiungendo che “chiunque ascolta un testimone diventa un testimone”. Ma c’è un ma, e non sarei onesto se facessi finta di nulla. A rischio di non essere politically correct, perché certe cose – come mi ha detto un mio collega – si possono pensare ma non dire. Pur avendo apprezzato buona parte del discorso di Wiesel, ho qualcosa da obiettare sulla sua valutazione del presente. Ha detto, è vero, che la pace tra Israele e Palestina si farà (“Se hanno fatto pace Israele e la Germania, accadrà anche questo”), ma nel complesso non ha saputo resistere alla tentazione di fornirci una lettura unilaterale del conflitto in Medio Oriente: il presidente iraniano Ahmadinejad dovrebbe essere arrestato, gli attentati kamikaze vanno considerati crimini contro l’umanità, i rapitori del soldato israeliano devono liberarlo. Tutto giusto, per carità, ma mi pare che manchi l’altra faccia della medaglia: dove è il riferimento alle colonie? Dove quello alle condizioni di vita nei Territori? E quello alle rappresaglie sproporzionate dell’esercito israeliano, più volte condannate anche in sede internazionale? Avrei potuto capire un discorso del genere in bocca al presidente della Knesset, ma da un premio Nobel per la Pace – lo dico con grande sincerità – mi attendevo un approccio più alto, più equidistante. Se no, a forza di mettere sullo stesso piano la follia nazista e l’intifada palestinese, si rischia di ridurre un conflitto così complesso come quello mediorientale, con radici profonde e soluzioni difficili, alla categoria di antisemitismo.
ANDREA SARUBBI*
*Deputato del Partito Democratico


Guardate la bellezza di questo dipinto di Gerolamo Induno (La visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, 1879, olio su tela
Milano, Museo del Risorgimento): due dei nostri padri, "ormai" in età senile, in abiti borghesi Vittorio Emanuele (e si trattava, non dimentichiamolo, del - l'allora - re d'Italia!), nel mantello di una vita (votata, sempre, alla causa dei popoli) l'Eroe dei due mondi, si incontrano, un pomeriggio tranquillo, al Quirinale, nella sobrietà e nell'asciuttezza di chi non ha avuto (sentito!) altro scopo, nella propria vita, che compiere il proprio dovere e lo ha fatto, facendo l'Italia