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Diario politico. Regionali, ‘doni e carbone’ Udc: un po’ di qua, un po’ là, un po’ soli

dicembre 28, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Riparte la politica italiana. Casini annuncia le alleanze in vista della tornata di marzo. Lo schema sostanzialmente è: alleati con chi vince, tranne laddove il sicuro vincitore può fare a meno di noi (Emilia, Toscana). Uniche eccezioni: la Puglia, dove i centristi avevano fatto un passo in più chiedendo la testa di Vendola e ora che l’hanno ottenuta (il candidato del centrosinistra sarà Michele Emiliano) non tornano indietro, e il Piemonte, dove la candidatura di Cota, da parte del centrodestra, riesce indigeribile ai moderati dello scudocrociato così che potrebbero fare buon viso a cattivo gioco con la Bresso ma anche andare da soli. Uno schema che sa molto di opportunismo che lascia probabilmente interdetti sia il centrodestra sia il centrosinistra. Riparte la politica italiana e noi facciamo il punto su queste prime ore dopo Natale: la (presunta) telefonata di Berlusconi a Bersani che il segretario Democratico smentisce; Franceschini che tronca il dialogo se sarà sulla base delle «leggi ad personam» (nello specifico, il legittimo impedimento) pur approvate dal centrodestra per conto proprio; il presidente del Consiglio che annuncia che il 2010 sarà l’anno delle riforme (istituzionali) al telefono con la Comunità Incontro di don Gelmini. Il racconto.

Nella foto, un manifesto elettorale dell’Udc di Casini: “Forti della nostra identità”. Che porta ad andare un po’ di qua, un po’ di là

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di Carmine FINELLI

Primo lunedì dopo Natale, ma già l’atmosfera è quella dei periodi più caldi, politicamente parlando. La campagna elettorale è alle porte ed i partiti sono tutti impegnati, soprattutto i minori, a decidere da che parte stare nel grande gioco delle alleanze. Ad aprire le danze, lasciando sbigottiti un po’ tutti è Pier Ferdinando Casini. L’Unione di Centro ha stabilito oggi con quale schieramento schierarsi, operando una non-scelta per la verità. Il partito di Pierferdy infatti sceglie di schierarsi da entrambe le parti, dando un colpo alla botte ed uno al cerchio.
In un sol colpo l’Udc di Pier Ferdinando Casini sigla due alleanze in vista delle regionali. Dal Pd ottiene quello che chiedeva in Puglia: via Vendola. Il nome per la regione del Tavoliere è quello di Michele Emiliano il sindaco di Bari molto gradito ai centristi per la corsa alla regione. Una volta incassato il sì del Pd, l’Udc chiude anche nel Lazio. Questa volta con il Pdl. Nella regione travolta dallo scandalo Marrazzo, l’Udc si schiererà al fianco di Renata Polverini, candidata della destra già designata.
La corsa della Polverini richiama verso destra i centristi che inguaiano ora il Pd nel Lazio. Il partito di Bersani è alle prese con una strada tutta in salita verso la conquista della regione. Allo studio ci sarebbe anche la possibilità di candidare l’attuale vicepresidente della Regione, Esterino Montino. Intanto l’Idv cerca di mettere il dito nella piaga. Il senatore Stefano Pedica è pronto a candidarsi insieme a Debora Serracchiani.

Oggi è il giorno degli accordi. Un inconsueto cerchiobottismo, porta l’Udc a stringere alleanza con il Pd in Liguria con Claudio Burlando, nelle Marche con Mario Spacca ed in Basilicata a favore di Vito De Filippo. Regioni non di primo piano, dunque, ma dalle quali è possibile pensare che esca un presidente del Partito Democratico. L’Udc decide anche di correre da solo nelle cosiddette regioni rosse (Emilia Romagna; Toscana) mentre Casini non si era ancora espresso sulla conferma di Mercedes Bresso, ma adesso che il centrodestra corre con il capogruppo del Carroccio Roberto Cota è plausibile che dia il suo assenso. Quello piemontese è un accordo ancora da perfezionare per molti versi. Come del resto va definito il patto Udc-Pdl per la Campania. A Napoli, le probabilità di vittoria del centrosinistra sono pochine. Ma il candidato della destra ancora non c’è. Piace Stefano Caldoro, ex socialista, ex ministro del Programma. Sicura invece l’intesa Udc-Pdl in Calabria nella quale corre Giuseppe Scopelliti, ed in Lombardia a sostegno di Roberto Formigoni.
Uno dei nodi principali però resta quello pugliese. La candidatura di Emiliano provocherà un po’ di malcontento in Puglia, dove Nichi Vendola ha fatto bene, e potrebbe mettere a rischio le possibilità di vittoria del cartello di centrosinistra. Di più: Nichi Vendola non ha nessuna intenzione di ritirarsi. Chiede al Pd le primarie, che il Pd pugliese non vuole dargli. In questo caso, lui correrà lo stesso ha ripetuto ancora ieri. Secondo i dalemiani quando Emiliano sarà in corsa ufficialmente dal governatore in carica arriverà una parola di pace.

Bersani-Berlusconi. Parole di pace che sembrano arrivare anche da parte di Pier Luigi Bersani. Il segretario del Partito Democratico, ospite della trasmissione Pomeriggio cinque, smentisce però di aver ricevuto una telefonata (o di aver lui stesso chiamato) da Silvio Berlusconi. Nessun colloquio con il Cavaliere nel quale far trapelare l’intenzione di non opporsi a prescindere contro il legittimo impedimento. Smentita affidata ad una nota del partito. “Non c’è mai stata e di conseguenza anche i contenuti del presunto colloquio telefonico non esistono” dice il portavoce di Bersani.
Nonostante il Natale e, paradossalmente, l’aggressione al premier abbiano rasserenato il clima, il cammino delle riforme è in salita. E lo si capisce soprattutto dal botta e risposta innescato da un’intervista di Dario Franceschini a Repubblica. “Lo schema per cui loro si fanno da soli le leggi ad personam e poi con noi fanno le riforme istituzionali non sta in piedi. L’approvazione delle norme su misura per il premier sarebbe un macigno insormontabile” aveva detto il capogruppo del Pd alla Camera. Il quale pur considerando le riforme “utili al Paese”, ferma la proposta di legge sul legittimo impedimento, definita “capolavoro delle leggi ad personam che serve solo a rallentare i processi per avere il tempo di approvare il lodo Alfano per via costituzionale”.
Parole che provocano la reazione del Pdl. Che accusa Franceschini di volere frenare il “dialogo. Franceschini e una parte Dell’opposizione la smettano con questa storia delle leggi ad personam. E’ una balla” risponde il ministro per l’attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi. “Franceschini ci addolora ma noi diciamo no alla rissa” aggiunge Sandro Bondi.
A tagliare corto è l’Idv, da sempre contraria a ogni tipo di dialogo con il Pdl. “Cicchitto confonde il partito dell’amore con il partito della menzogna” scrive in una nota Antonio di Pietro. “Affermare infatti – prosegue il leader dell’Italia dei Valori – che il processo breve, il lodo alfano o il legittimo impedimento non sono leggi ad personam, quando esponenti della stessa maggioranza hanno detto che erano provvedimenti per non far processare Berlusconi, vuol dire offendere l’intelligenza degli italiani” conclude Antonio Di Pietro.

Berlusconi e le riforme. Ma intanto Silvio Berlusconi rilancia sull’operato del Governo. In una telefonata alla counità Incontro di don Piero Gelmini il premier guarda al 2010: “L’anno prossimo faremo tutte le riforme istituzionali”. “Non mollerò e assolutamente continuerò nell’attività di governo – prosegue il presidente del Consiglio – Dedicheremo questi nuovi momenti di governo alla riforme per rimodernare lo Stato in tutti i suoi comparti. In sintonia con tutti gli italiani. L’ultimo sondaggio ci ha detto che due italiani su tre sono con noi. Questa maggioranza è solida e coesa”.
Silvio Berlusconi conferma anche che non riprenderà la piena attività politica prima del 7 gennaio: “Tornerò quando tutti i segni che porto ancora sul viso saranno spariti. Sempre una volta di più dico che l’amore vince su tutto, non solo sull’odio che rende violente contro l’avversario politico le menti più fragili. Al contrario di ciò che noi facciamo perché noi rispettiamo l’avversario politico”.

Carmine Finelli

Commenti

2 Responses to “Diario politico. Regionali, ‘doni e carbone’ Udc: un po’ di qua, un po’ là, un po’ soli”

  1. Simone Matteoli on dicembre 29th, 2009 14.12

    Ben venga la critica ma usiamo anche un po’ la logica:

    1) Le alleanze non si stanno facendo solo per vincere ma selezionando candidati (come il suo articolo ammette) e verificando programmi. Non può richiedere ad un partito l’assurdo politico di voler perdere. Se trova qualche incogruenza nelle nostre alleanze ci dica quale.

    2) In realtà il nostra partito mantiene una sua identità molto più chiara di quella del PD e PDL (agglomerati di varie ideologie). Nelle precedenti elezioni qualcuno diceva pure di non trovare differenze sostanziali nei loro programmi. Allora non giochi di retorica come farebbe la semplice persona della strada. Un po’ di qua, un po’ di là, un po’ da soli. Non le semrba in crisi il concetto di sinistra e destra? A parte la Puglia, non ancora confermata, non mi ha saputo trovare nemmeno un’alleanza con il PD. E se ne verrano per evitare mali peggiore che ne ha da dire.

    Concludendo: la sua critica è priva di contenuti ma fatta solo di retorica che prende spunto da un cartello elettorale serio. Non sa affrontare il nodo della questione: il rapporto fra politica. Guarda casa solo i giornalisti dei “giochetti” ci fanno questi appunti mai qualcuno del PD o del PDL ci ha datte: con te non ci vengo perché nell’altra regione fai una scelta diversa.

    Lasci alla politica fare la politica e ai giornalisti fare i giornalisti!

  2. miki87 on dicembre 29th, 2009 19.58

    Come al solito, voi giornalisti da 4 soldi, fate discorsi populisti e da osteria senza guardare l’azione politica di un partito.
    La sfido a trovare una forza politica di questo Paese che non corra alle elezioni per vincere. Primo,
    Secondo. L’UDC sta veramente tenendo fede ai suoi valori in quanto Casini ha dichiarato che non si faranno alleanze col altri partiti ma col candidato presidente: non ci saranno coalizioni o grandi “ammucchiate” ma l’UDC pone la sua attenzione sulla persona del candidato preseidente e il suo programma politico. Questa è coerenza per il bene dei cittadini. Questa è politica.

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