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Regionali 2010, analisi Crespi Ricerche /6 Il fattore G(alan), che fa paura a Pdl-Lega

dicembre 22, 2009 di Redazione 

Nonostante le rassicurazioni personali di Berlusconi, suo testimone di nozze a giugno (scorso), il governatore uscente non sarà ricandidato dal centrodestra per lasciare il Veneto alla Lega. Ma Galan, ex uomo di Publitalia e grande combattente, potrebbe non arrendersi e decidere di correre per conto proprio magari sostenuto dall’Udc. E non è esclusa un’incredibile alleanza con il Partito Democratico per strappare la regione a Pdl e Lega. Il cui candidato dovrebbe essere il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia. di LUIGI CRESPI => Si chiude con il profilo del Veneto il grande racconto (anticipato) del giornale della politica italiana sulle Regionali 2010. Non appena saranno state definite le candidature analizzeremo anche le sfide nelle altre regioni, a cominciare da Campania e Puglia. Buona lettura intanto con il Politico.it.

Nella foto, il Governatore del Veneto Giancarlo Galan

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di LUIGI CRESPI

Il governatore uscente Giancarlo Galan non sarà il candidato del Pdl alla giuda di Palazzo Balbi. L’annuncio è clamoroso, viste le promesse che gli erano state fatte da Berlusconi in persona il giorno del suo matrimonio. Era il 6 giugno 2009, in molti erano accorsi nella villa di Cinto Euganeo del Governatore per festeggiare il suo matrimonio con Sandra Persegato. Testimoni dello sposo: Silvio e Marcello.

Lì sembrava che la sua candidatura non fosse in discussione, la rassicurazione arrivava da Berlusconi in persona. Fatto sta che, passati alcuni mesi, la doccia fredda è arrivata. Ora per l’ex uomo di Publitalia, la scelta: mettersi da parte e aspettare un altro incarico (magari la giuda di qualche ente, qualcuno vocifera la presidenza dell’Eni) o fare una propria lista, magari in accordo con l’Udc. Pare che Galan ci stia seriamente pensando, mentre in casa Pdl sono con il pallottoliere a fare i conti. Il ministro Luca Zaia, il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi e Federico Bricolo, scaldano i muscoli. A giorni Bossi deciderà chi dei tre dovrà affrontare la competizione elettorale. I numeri sono con loro e l’assenza di un candidato forte nel centrosinistra, lascia campo libero all’asse Pdl-Lega Nord.

Il centrosinistra è fermo al 33,6%, mentre il centro destra è a 59,9%. La partita è chiusa anche se l’incognita Giancarlo Galan potrebbe destabilizzare il quadro. Quanto può valere, sul mercato elettorale, una lista indipendentista proto-leghista guidata dall’ex governatore? Per ora è difficile dirlo, bisognerà aspettare i prossimi giorni per capire le reali intenzioni dell’ex uomo Publitalia. Nel lombardo veneto per il centrosinistra non c’è partita. A parte Flavio Zanonato, riconfermato da poco sindaco di Padova, non ci sono nomi forti in grado di cambiare le sorti della Regione. L’elettorato, come quando il Veneto bianco votava in massa Dc, è saldamente nelle mani di Berlusconi e Bossi.

(6 – fine)

LUIGI CRESPI

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