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Obama, finita luna di miele con americani Crisi (occupazionale) e calo di consenso

dicembre 17, 2009 di Redazione 

I valori assoluti restano buoni (54% di approvazione secondo Ann Selzer per Bloomberg), ma nei rilevamenti per il congresso i Repubblicani sono appaiati quando non avanti ai Democratici. Verso un ribaltamento alle elezioni di midterm. Le cause? L’aumento (2%) della disoccupazione nel primo anno di presidenza e l’economia. Ma il confronto con altri grandi presidenti del passato – Reagan e Clinton – rieletti dopo quattro anni lascia buone speranze per il 2012. Ci parla di tutto questo il nostro esperto di politica americana, Andrea Mollica.

Nella foto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama

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di ANDREA MOLLICA

Obama non è un presidente popolare, ad un anno dall’inizio del suo mandato. La traiettoria della sua presidenza inizia ad assomigliare molto a quella dell’idolo dei conservari, Ronald Reagan. Vittoria netta contro un presidente molto impopolare, una luna di miele subito interrotta da una grave crisi economica. La contrazione dell’approvazione è molto simile, e se l’associazione può essere positiva in ottica 2012, la netta sconfitta subita dai repubblicani nel 1982 non lascerebbe molte speranze ai democratici per le prime midterm dell’era Obama.

L’economia, e in particolar modo il tema dell’occupazione, sono sempre decisivi. Banale, ma necessario ripeterlo.

Economia. ‘approvazione del presidente è in realtà al 54%, superiore rispetto alle altre rilevazioni, ma il voto generico per il Congresso segnala i repubblicani incollati tra gli elettori registrati, e avanti di 4 punti tra i likely voters. Obama ottiene i valori peggiori nella gestione del deficit e del salvataggio di Wall Street. I programmi di spesa più impopolari dell’Amministrazione sono per l’appunto i bail-out, in particolare quello finanziario che viene ritenuto sufficiente e dovrebbe essere aumentato solo per l’11% del campione. I salvataggi delle grandi istituzioni finanziarie sono giudicate una cattiva idea dall’ampia maggioranza degli intervistati, il 64%.

Gli americani sostengono una più stretta regolamentazione dei mercati finanziari, una buona notizia per la riforma approvata l’altro giorno dalla Camera. Per i democratici ci sarebbe ampio spazio politico per farne un tema di campagna elettorale. La posizione dei repubblicani - no a nuove regole ma sì ai fallimenti - è sostanzialmente il medesimo atteggiamento dell’Amministrazione Bush che è stata poi costretta ad approvare il controverso e molto impopolare Piano Paulson.

Disoccupati. Ma i numeri delle persone che disapprovano l’operato di Obama sono strettamente legati al numero dei disoccupati, cresciuti di circa 2% nel corso della sua Amministrazione. Facendo una correlazione tra il tasso di disoccupazione e la media del tasso di disapprovazione, si ottiene una correlazione del 99%.

Si può visualizzare questa situazione col seguente grafico.

Anche altri presidenti, il cui mandato è stato contrassegnato da una recessione, hanno subito un simile andamento. Ecco due presidenti rieletti con ampio margine ma che hanno subito una drastica riduzione del loro consenso dopo la vittoria nazionale, in stretto rapporto con la crisi occupazionale.

REAGAN

CLINTON

ANDREA MOLLICA

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