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La lettera. Per battere Polverini, Gasbarra o Gentiloni di M. Adinolfi

dicembre 17, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. E così, dopo la scelta da parte del centrodestra del segretario Ugl per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio, il vicedirettore di Red e grande blogger, ma oggi nelle vesti di dirigente del Partito Democratico, sceglie ancora una volta il “suo” giornale per dire a Bersani e ai leader Democratici locali: diamoci una mossa. Mancano cento giorni alle Regionali, scrive Adinolfi, ed è ora di uscire dal “lutto” post-caso Marrazzo e conseguenti dimissioni, e proporre «anche noi» un nome forte per la guida di una delle Regioni-chiave della prossima tornata elettorale. Che avrà, fu proprio Mario a segnalarlo per primo da queste colonne, una fortissima valenza nazionale. Ma l’ex sostenitore della mozione Franceschini al congresso non si limita a tirare per la giacca il segretario e gli altri; avanza delle proposte: l’ex presidente della Provincia di Roma e il responsabile del forum Comunicazione del Pd sono i nomi di Adinolfi. Che ci spiega perchè. Sentiamo.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

Caro segretario nazionale del Partito democratico Pierluigi Bersani, caro segretario regionale Alessandro Mazzoli, caro speranzoso Esterino Montino, cari vertici del mio caro partito a Roma e nel Lazio, vi informo che i nostri avversari hanno testato prima e ufficialmente scelto ora il candidato per la partita decisiva delle elezioni regionali. Si chiama Renata Polverini ed è un candidato forte.

Il centrosinistra sta ancora piangendo le spoglie del fu Piero Marrazzo e come al solito cincischia. Qui invece c’è una decisione da prendere e in fretta, possibilmente con una designazione attraverso elezioni primarie, che la democrazia diretta non va gettata via come un arnese ormai obsoleto: è la chiave per avviare la mobilitazione e provare a non perdere la regione.

Bisogna mettere in campo una candidatura in grado di vincere e di essere appetibile anche per l’Udc e Alleanza per l’Italia, altrimenti si è già perso. Dunque escludiamo per favore subito Giovanna Melandri: sarebbe una bella spintarella per mandare i centristi da soli. Scegliamo Enrico Gasbarra o, ancora meglio, Paolo Gentiloni: incoroniamolo con delle belle primarie e via con la campagna elettorale che, lo ricordo a lorsignori, il 29 marzo si vota e mancano cento giorni giusti giusti.

Il candidato ideale sarebbe in verità Nicola Zingaretti, che nello schema centro-sinistra con il trattone ci cascherebbe a cecio, ma si dà il caso che il fratello di Montalbano voglia correre per fare il sindaco nel 2013 senza rischiare e dunque non si candiderà. Ci sarebbe anche Veltroni, ma lui proprio non si arrischierebbe mai.

Dopo aver deciso il candidato alla presidenza della Regione, prepariamo anche una lista tosta, di quelle capace di prendere le preferenze, senza fregnacce da società civile che ormai l’abbiamo spremuta tutta e non ci abbiamo fatto un gran succo. Mettiamo in campo una bella lista regionale con i pesi massimi delle varie aree: Alessandro Mazzoli, Roberto Morassut, Michele Meta, Piero Tidei, Ileana Argentin, Fabio Melilli, Giuseppe Lobefaro e magari facciamo fare la capolista a Giovanna Melandri così non si lamenta, tanto rifiuta e siamo a posto.

Con una squadra così si può provare a non perdere la regione Lazio. E se non perdiamo il Lazio per il centrosinistra c’è ancora una speranza. Altrimenti, con le sconfitte annunciate in tutte le regioni decisive, sarà un disastro e Berlusconi possiamo pure incoronarlo imperatore.

MARIO ADINOLFI

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