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Diario politico. Fini: “Superato il livello di guardia”. Pdl: “Ora un patto democratico”

dicembre 16, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. La risposta di Bersani: «No a leggi ad personam. Per noi le regole democratiche ci sono già». Il presidente della Camera: «Che si debba auspicare confronto civile dimostra che si è andati oltre. Stella polare sia Napolitano». In serata l’ufficio di presidenza del partito di maggioranza: «Stop a scorciatoie giudiziarie». Vengono rimandate intanto le dimissioni di Berlusconi dall’ospedale, dove rimarrà ancora fino a giovedì dopo aver trascorso una notte più travagliata della precedente. Vi raccontiamo nel dettaglio come sta. Oggi è stato anche il giorno del sì alla fiducia sulla Finanziaria, approvata così com’era stata presentata come da richiesta di Tremonti. Infine, la notizia del pacco bomba lasciato in uno sgabuzzino sotterraneo della Bocconi. Maroni: «Serie di azioni in varie città. Non vanno sottovalutate». Il racconto.

Nella foto, il presidente della Camera Gianfranco Fini

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di Carmine FINELLI

Ancora una giornata di sgomento per la vile aggressione subita da Silvio Berlusconi. Il quale, ricoverato da domenica sera all’Ospedale San Raffaele, ha passato una nottata più “travagliata” della scorsa, come spiega il suo portavoce e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.
In mattinata c’è stata la visita medica che ha dato responso negativo rispetto alle dimissioni del premier. Silvio Berlusconi dovrà passare un’altra notte in ospedale. Le dimissioni, previste inizialmente per mercoledì, sono state posticipate a giovedì. La notizia è stata diramata dal primario del San Raffaele e medico di fiducia del premier Alberto Zangrillo durante la lettura del bollettino medico avvenuta all’interno dell’ospedale. “Contrariamente a quanto avevamo annunciato martedì, abbiamo deciso di prolungare di un giorno la permanenza del presidente del Consiglio in ospedale” dice Zangrillo. La ragione della decisione dei medici del San Raffaele è da ricercare nel “perdurare della sintomatologia dolorosa e delle difficoltà nell’alimentazione spontanea”. Zangrillo spiega che a volte, “quando necessario, viene usata una flebo per alimentarlo”. Inoltre, continua Zangrillo, il primo ministro “non è sottoposto a sedazione ma solo a terapia analgesica”. La terapia è dovuta al “riacutizzarsi della cervicalgia e ad altre cause per il contraccolpo subito durante l’aggressione, ma lo stiamo controllando con efficacia. Le condizioni del premier – dice ancora il primario – sono tranquillizzanti e noi siamo tranquilli. L’uscita dall’ospedale del presidente del Consiglio è prevista per le prime ore di giovedì pomeriggio. Il premier non parteciperà a eventi pubblici per i prossimi 10-15 giorni. Meglio 15 giorni”.
Sullo stato di salute di Silvio Berlusconi, ha fatto il punto, nel primo pomeriggio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: “La giornata del presidente del Consiglio è iniziata con la lettura della corposa rassegna stampa arrivata prima delle 7 da Palazzo Chigi. La notte è stata un po’ più travagliata, si sono riacutizzati i dolori alla cervicale: evidentemente sono gli effetti del durissimo colpo di domenica”. Bonaiuti svela che Berlusconi gli ha detto di dire a tutti “che ha un umore positivo e determinato. Martedì sera il premier ha guardato Ballarò che non gli è piaciuto. Ha poi ricevuto la visita dei calciatori Seedorf e Thiago Silva, molto gradita perché l’affetto che lo lega al suo Milan è grande. È poi arrivata una telefonata di Obama che gli ha fatto gli auguri per una rapida guarigione, e anche questo lo ha reso molto felice”.
Il sottosegretario sottolinea che non ha voluto appesantire il premier con il racconto dello scontro tra maggioranza e opposizione alla Camera. “Abbiamo tentato di tenerlo lontano dalla bagarre politica – spiega – Ma il presidente è una macchina da lavoro, un vulcano che si accende alle 7 di mattina e si spegne alle 2 di notte. Pensare di tenerlo fermo è un’impresa titanica, bisognerebbe legarlo alla sedia”. Ciononostante, rivela Bonaiuti, la tradizionale conferenza stampa di fine anno potrebbe essere cancellata o spostata. Sul rapporto con l’opposizione, Bonaiuti sostiene che “non ci si poteva aspettare un immediato calo dei toni. Nei mesi scorsi c’è stata una campagna di odio, una spirale, come se una molla pericolosa si fosse caricata per poi esplodere in quel gesto folle contro il presidente. Ci vorrà un po’ di tempo per tornare alla normalità. Nell’incontro tra Berlusconi e Bersani ho visto però segni di buona volontà, sicuri e certi, da entrambe le parti”. In merito all’incontro con il presidente della Camera, il portavoce del premier ha aggiunto: “Ho accompagnato Fini nella stanza di Berlusconi ma sono rimasti soli. C’era affettuosità tra loro, come tra due amici che si incontrano dopo qualche tempo e uno dei due è in una condizione particolare, meno favorevole”.

Fini: “No a nuove leggi per il web”. La giornata di oggi è stata caratterizzata anche da altri due episodi, altrettanto importanti. In primo luogo l’incontro del presidente della Camera a Montecitorio con l’associazione della stampa, durante il quale Fini ha parlato di vari argomenti. Primo fra tutti il clima di tensione che si respira nel confronto politico. “Il semplice fatto che si debba auspicare un confronto civile, vuol dire che negli ultimi mesi, negli ultimi anni, si era superato il livello di guardia. Non è corretto addebitare questa responsabilità all’una o all’altra parte” afferma la terza carica dello Stato richiamando l’appello a fermare l’esaperazione dei toni fatto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Credo – sottolinea – che non si possa aggiungere nulla a quello che ha detto, sarebbero sufficienti quelle parole”. Per Fini il monito di Napolitano dovrebbe essere “stella polare per tutti. Se questo auspicio dovesse verificarsi – aggiunge – il nuovo anno comincerebbe davvero in un clima diverso”.
Gianfranco Fini auspica poi che il 2010 sia l’anno della riforma della seconda parte della Costituzione. Il presidente della Camera propone di partire da due temi principali: il Senato federale e il rapporto tra legislativo ed esecutivo. “Auspico che siano coinvolte tutte le voci in modo che si raggiunga la più larga maggioranza parlamentare possibile. Non si trattadi esercitare soltanto buona volontà, ma anche di cogliere una concreta possibilità”.
E sull’istigazione alla violenza: “Credo che il dovere di stroncare sul nascere qualsiasi forma non soltanto di violenza ma qualsiasi comportamento o atteggiamento che possa configurarsi come istigazione alla violenza in tutta la gamma dei comportamenti possibili debba essere avvertito da tutti – commenta Fini – Al tempo stesso credo che non ci sia necessità nella nostra legislazione di norme aggiuntive, c’è semmai la necessità della corretta applicazione delle norme esistenti. Una democrazia è tale quando combatte duramente ogni atteggiamento di tipo eversivo, ogni democrazia è equilibrata quando riesce a garantire il massimo della libertá in tutte le sue forme, a partire – conclude – dalla libertà di espressione che è uno dei pilastri dell’ordinamento democratico”.
Per quanto concerne le dinamiche interne al Pdl, Fini smentisce, come Ignazio La Russa, che sia in progetto la costituzione di gruppi parlamentari finiani autonomi alla Camera e al Senato.

Fiducia sulla Finanziaria. Il secondo episodio di grande rilevanza nella giornata politica odierna è stato l’approvazione della fiducia sull’articolo due del testo della Finanziaria. È la ventisettesima volta che il governo appone il voto di fiducia da inizio legislatura. I sì sono stati 307, i no 271, due gli astenuti. In questo modo è stata assecondata la richiesta del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che aveva insistito sulla necessità di varare la legge di bilancio così come era stata predisposta dall’esecutivo e senza alcuna modifica in sede parlamentare. Decisione che aveva fatto insorgere l’opposizione e che aveva dato vita alla netta presa di posizione del presidente dell’assemblea di Montecitorio, Gianfranco Fini, il quale ha definito “deprecabile” il massiccio ricorso ad uno strumento previsto dalla legge ma che dovrebbe essere utilizzato solo in caso di effettiva urgenza.
Il titolare del dicastero dell’Economia è tornato sulla polemica relativa la voto di fiducia; parlando di Fini, spiega che “con lui i rapporti sono sempre stati molto buoni, non sono queste le cose che causano divisioni”. Parlando a seguito della seduta, Tremonti ha sottolineato che lo scudo fiscale “fa bene all’economia italiana ed è difficile trovare un precedente”. Secondo il ministro, lo scudo “potenzia la piazza finanziaria e servirà per tenere aperti i capannoni, le aziende. È una grande manovra. Sicuramente – sostiene – avrà un impatto positivo: se sono confermati i dati quello che è importante non è il gettito quanto il potenziamento dell’economia italiana”. Tremonti ha parlato di “cinque punti di Pil o più rientrati in tre mesi. Non abbiamo ancora i dati, ma probabilmente la quota di rimpatri reali sarà superiore a quelli virtuali”.

Bomba alla Bocconi. Un pacco con un ordigno è stato trovato mercoledì all’università Bocconi a Milano. Il pacco bomba conteneva dell’esplosivo (dinamite secondo il volantino, ma è da verificare) collegato a un timer, e si trovava in un’intercapedine tra uno sgabuzzino e un corridoio sotterraneo. Durante la notte tra martedì e mercoledì l’ordigno è esploso, ma solo in parte, a quanto pare per un difetto del congegno elettronico. La rivendicazione è arrivata alle 13 di mercoledì per mezzo di una telefonata anonima e un volantino al quotidiano “Libero”. La firma è della “Federazione Anarchica Informale”, che in passato aveva firmato altri pacchi bomba nell’ambito di azioni dimostrative. La Procura ha aperto un’inchiesta. Nel frattempo si attende l’informativa della Digos per la ricostruzione dei fatti, che con ogni probabilità arriverà giovedì mattina sul tavolo del procuratore aggiunto Armando Spataro.
Secondo Roberto Maroni, intervenuto al Tg1, questo episodio “non è da sottovalutare, è una cosa seria che si articola in una serie di azioni in varie città, a Milano, in Friuli, ma anche a Firenze ed in altri luoghi. Prestiamo grandissima attenzione a queste iniziative, monitoriamo sempre e studiamo misure da prendere per evitare che si diffondano sul territorio. Anche questo episodio – dice il ministro – è in qualche modo riconducibile a un clima di esasperato scontro che va ridimensionato”.

Carmine Finelli

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