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***La polemica***
AGLI ELETTORI DEL PD DICO: BASTA ANTIBERLUSCONISMO
di ANDREA SARUBBI*

dicembre 14, 2009 di Redazione 

Il deputato Democratico non è uno che le mandi a dire, lo sappiamo bene, e la sua onestà intellettuale è una delle ragioni per cui i suoi pezzi sono così apprezzati dai nostri lettori. E Sarubbi è una persona moderata. E le espressioni di risentimento in queste ore nei confronti del premier non gli possono andare giù. L’ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” si rivolge perciò dalle colonne del giornale della politica italiana al popolo del Pd, criticandolo apertamente per come – in parte – ha reagito ai fatti di ieri, sostenendo di fatto le posizioni di Di Pietro. Un intervento che, per quanto moderato nei toni e negli argomenti, non mancherà di suscitare polemiche. Sentiamo.

Nella foto, Andrea Sarubbi. Le pagine personali all’indirizzo http://andreasarubbi.wordpress.com

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di ANDREA SARUBBI*

Mi chiamerete trombone: non mi interessa. Anzi, alcuni di voi lo stanno già facendo da ieri, quando ho pubblicato un comunicato stampa dai toni preoccupati: scrivevo che l’avversario non va mai confuso con il nemico e che il cammino del confronto, per quanto tortuoso possa essere, non deve mai cedere il passo alla scorciatoia dell’odio.

Non sapevo ancora che l’aggressore fosse un malato di mente, né che fosse un elettore del Pd: circostanze che, in queste ore, vengono utilizzate dall’una e dall’altra parte a seconda delle convenienze, ma che non cambiano una virgola delle mie idee al riguardo.

Il più grande errore di Silvio Berlusconi, siamo d’accordo, è stato quello di personalizzare il suo ruolo istituzionale, arrivando persino a distinguere – nei suoi sproloqui sui sondaggi – il gradimento personale da quello dell’intero governo; arrivando a confondere i problemi della giustizia con i suoi problemi giudiziari; arrivando a sostituire i rapporti diplomatici tra Stati sovrani con la politica del cucù, di cui il Nostro è contemporaneamente attore e regista; arrivando a tollerare malamente – come ha notato nei giorni scorsi lo stesso presidente della Camera, suo alleato – la presenza di altre istituzioni, percepite come un ostacolo alla propria azione di governo.

Tutto ciò lo sappiamo, lo abbiamo sempre detto e continueremo a ripeterlo, senza sentirci per questo antiberlusconiani: al centro delle critiche c’è sempre il comportamento istituzionale, mai la persona. Eppure – perché c’è un eppure – a volte noi cadiamo nello stesso errore che rimproveriamo al premier: quello di ridurre l’opposizione ad una guerra contra personam, come se al governo Berlusconi ci fosse andato con un colpo di Stato e non con 15 milioni di voti che dobbiamo rispettare. Di più: con 15 milioni di elettori che, almeno in parte, dobbiamo convincere, se non vogliamo passare il resto della nostra vita all’opposizione. E così, ad esempio, le Mille piazze mi hanno convinto molto più del No B day, che – per quanta buona fede avessero i suoi partecipanti – aveva commesso l’errore imperdonabile di sbagliare titolo, mettendo al centro della nostra azione politica la solita B.

Che ieri si è presa una statuetta in faccia, ed ora se ne sta in ospedale con diverse fratture, mentre il teatrino della politica gli balla intorno. Il Pdl, è chiaro, ci sguazza e ci sguazzerà ancora a lungo: la foto del premier insanguinato vale una milionata di voti, la notizia che lo psicopatico era un elettore Pd ne vale altri 200 mila, le dichiarazioni a caldo di Di Pietro (smentito dal suo stesso capogruppo alla Camera, Donadi) almeno altrettanti, e così via. Formigoni ha iniziato e finito la sua campagna elettorale con lo speciale Tg1 di ieri sera: a questo punto, o si trova un candidato Pd che si faccia sprangare da uno psicopatico di destra oppure la Lombardia va al Pdl di diritto, senza passare per la noiosa formalità della chiamata alle urne.

Capezzone lo ha già detto: la mano di Tartaglia l’abbiamo armata noi. La statuetta del duomo gliel’ha data Tettamanzi, aggiungerà presto la Lega. Ma pure il popolo di sinistra, mannaggia la miseria, non è che ci stia dando una mano: una mia nota su Facebook ieri sera è stata sommersa dagli insulti, tutti ruotanti attorno al concetto di inciucio. Difendevo Berlusconi, insomma, perché volevo tenermi stretta la poltrona. Non capivo, invece, che si è trattato di un gesto comprensibile, perché “chi semina odio raccoglie tempesta”, come molti hanno scritto anche sulla bacheca del neonato fan club di Tartaglia.

A proposito: durante l’ultima manifestazione dei lavoratori ex Eutelia, in piazza dell’Esquilino, ho visto con i miei occhi Di Pietro prendere il megafono e dire che “se capita qualcosa di brutto, se capitano violenze, io vi capisco, perché siete esasperati”. Ma per fortuna quei lavoratori, che avevano scelto fino ad allora la strada della responsabilità, non lo hanno preso sul serio. Molti dei nostri elettori, invece, continuano a dargli ragione, attaccando il Pd perché ha dimostrato di essere, in queste ore, una forza politica matura. La dico tutta: e se cambiassimo gli elettori, anziché cambiare noi?

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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