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La politica italiana si stringe. Ma Di Pietro: “E’ stato Silvio ad istigare”

dicembre 13, 2009 di Redazione 

Ed esplode la polemica. Fini: «Di- chiarazioni inaccettabili». Il richiamo di Napolitano: «Mettere fine alla spirale d’odio». Bossi: «Atto di terrorismo». La condanna del Pd. Il Vaticano: «Facile passare dalle parole violente ai fatti». La lunga carrellata, ancora di Carmine Finelli.

Nella foto,

il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro

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di Carmine FINELLI

Il grave gesto suscita molte reazioni. Prima fra tutte quella del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che affida i suoi commenti ad una nota. “Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del presidente del Consiglio al quale va la mia personale solidarietà. Inoltre esprimo il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza”.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, esprime la propria solidarietà nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi condannando duramente l’inaccettabile aggressione subita oggi dal premier. “Quello che è accaduto oggi – dice il presidente Schifani – deve essere assolutamente condannato senza se e senza ma. Siamo davanti ad un gesto gravissimo e ad un incivile atto di intolleranza che offende il popolo italiano ed il nostro Paese”.

Per la terza carica dello Stato, Gianfranco Fini “È davvero un brutto giorno per l’Italia, si tratta di un gesto gravissimo di fronte al quale tutte le forze politiche hanno il dovere di manifestare una convinta condanna esprimendo solidarietà al presidente del Consiglio”. A queste parole il presidente della Camera Gianfranco Fini aggiunge un commento alle dichiarazioni di Di Pietro: “Le dichiarazioni di Antonio Di Pietro sono inaccettabili. Non si può in alcun modo giustificare un atto di violenza. Solidarietà doverosa e condanna di un gesto di violenza che non può e non deve in alcun modo essere né minimizzato né giustificato. Il contrasto anche aspro non può legittimare o giustificare quanto avvenuto. C’è il dovere – continua Fini – di tutte le forze politiche, e lo sottolineo perché mi sembra ci sia stata qualche dichiarazione francamente inaccettabile, di fare fronte comune perché l’Italia non riviva gli anni della violenza; chi ha 50 anni si ricorda quegli anni, che non devono tornare”. Appena saputo del gesto, il presidente della Camera ha subito telefonato al ministro La Russa, in piazza Duomo con Berlusconi, per chiedere informazioni sulle condizioni del premier. “Era molto preoccupato”, dice il ministro della Difesa.

Le parole di Gianfranco Fini si riferiscono in gran parte alle dichiarazioni rilasciate poco prima da Antonio Di Pietro. “Io non voglio che ci si mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza” ha detto Antonio Di Pietro. “Io – ha aggiunto il leader dell’Idv – condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese”. Proprio pochi giorni fa Di Pietro, nel corso della manifestazione della Cgil a Roma, aveva detto: “Se il governo continua ad essere sordo ai bisogni dei cittadini, si andrà allo scontro di piazza, e lì ci scapperà l’azione violenta se il governo non si assume la responsabilità di rispondere ai bisogni del Paese”.

Per il ministro delle Riforme Umberto Bossi “quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo. Si sentiva un clima pesante da tempo – ha detto Bossi -. E quello che è accaduto oggi è un segnale preoccupante. Silvio è un amico – ha aggiunto il leader del Carroccio – e mi aveva appena espresso in pubblico, nel suo discorso in piazza Duomo, ancora una volta la sua stima. Dopo quel che è accaduto oggi – ha concluso Bossi – bisogna alzare la guardia. Ci sono in giro troppe persone pronte a gesti delinquenziali. La Lega si mobilita e si prepara per combattere contro ogni rischio di terrorismo”.

Anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato l’episodio di violenza. “Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato”. E il vice Enrico Letta: “È da stigmatizzare il gesto violento di cui è stato oggetto il presidente del Consiglio e riteniamo assolutamente disdicevole e grave queste forme anche violente di contestazione”.

Per Pier Ferdinando Casini “la violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma”.

Solidarietà a Silvio Berlusconi anche dall’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi: “Esprimo profondo sdegno e una ferma condanna – afferma in una nota – per il gesto violento che ha colpito oggi a Milano l’onorevole Silvio Berlusconi, al quale va la mia più sincera solidarietà e l’augurio di una rapida guarigione”.

Il presidente di Alleanza per l`Italia Francesco Rutelli esprime, in una nota, la sua “totale solidarietà al presidente del Consiglio, vittima di un gesto indegno di un paese democratico e civile. Tutti si impegnino, senza distinguo, perché questo clima di odio si superi immediatamente” ha sottolineato Rutelli.

Ad Intervenire è anche il Vaticano che condanna l’aggressione al presidente del Consiglio: “È un fatto molto grave e preoccupante, che manifesta il rischio reale che dalla violenza delle parole si passi alla violenza nei fatti – dice il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi – Ogni violenza va fermamente condannata senza incertezze da tutte le parti politiche e dalle diverse componenti della società. Al presidente Berlusconi, così irresponsabilmente colpito, va la nostra doverosa solidarietà”.

E la Conferenza episcopale italiana è sulla stessa lunghezza d’onda. “La violenta aggressione subita dal presidente del Consiglio costituisce un episodio di singolare ed esecrabile gravità” dicono i vescovi.

C. Fin.

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