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Berlusconi contro giudici e Consulta: ‘Io ho le palle’. Ma Fini: “Ora deve chiarire”

dicembre 10, 2009 di Redazione 

Congresso del Ppe a Bonn, a poche ore dal primo parere di incostituzionalità sul processo breve il presidente del Consiglio accusa magistratura e alta corte di «tradire la sovranità popolare»: «C’è il partito dei giudici. Metteremo mano alla Costituzione». Imbarazzo tra i popolari europei. Il presidente della Camera «Non posso condividere». I Democratici: «Ora l’Europa sa cos’è il populismo italiano». Il servizio di Francesco Carosella.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

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di Francesco CAROSELLA

Nuovo attacco di Silvio Berlusconi a magistrati e Corte Costituzionale al congresso del Partito popolare europeo a Bonn. “Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale, e la Corte abroga la legge” accusa il presidente del Consiglio dal podio.

“E’ per questo – continua – che la maggioranza sta lavorando per cambiare la situazione anche attraverso una riforma della Costituzione” dice il premier all’indomani del parere di incostituzionalità per il ddl sul processo breve esteso dalla sesta commissione del Csm. “Anche la Consulta, a mio avviso, non è più un organo di garanzia, ma un organo politico, composto per 11 membri su 15 da esponenti di sinistra” rincara Berlusconi.

“Sono stato investito da una serie di 103 procedimenti, 913 giudici si sono interessati di me, 587 visite della polizia giudiziaria e della Guardia di finanza, 2520 udienze: credo che sia il record universale della storia, però soltanto assoluzioni perché per fortuna c’è una parte dei giudici che non sta con la sinistra. In Italia non c’è l’immunità parlamentare, in Italia i pm non dipendono dal governo e si è formato nella sinistra un partito dei giudici, non riuscendo la sinistra che è divisa e allo sbando, ad avere ragione attraverso la politica, cerca di avere ragione di me e del centrodestra attraverso i processi”.

“Dall’altra parte – prosegue Berlusconi – c’è una maggioranza coesa e forte, con un premier super. C’è una sinistra che ha attaccato il presidente del Consiglio su tutti i fronti inventandosi calunnie. Chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: – conclude il Cavaliere – ‘Dove si trova uno forte e duro, con le palle come Silvio Berlusconi?’”.

Parole che prendono di sorpresa l’auditorio europeo, cala il silenzio. Al termine Angela Merkel preferisce non rilasciare commenti, “Berlusconi è il primo presidente del Consiglio italiano, dopo la prima guerra mondiale, ad avere una maggioranza così forte” dice invece il neorieletto presidente del Ppe Wilfred Martens, ma quando si tratta di dirsi d’accordo con quanto detto dal premier: “Mi limito a quello che ho detto”.

“È certamente vero che la ‘sovranità appartiene al popolo’, ma il presidente del Consiglio non può dimenticare che esso ‘la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’. Ed è altresì incontestabile che gli articoli 134 e 136 indichino chiaramente il ruolo di garanzia esercitato dalla Corte Costituzionale” commenta il presidente della Camera Gianfranco Fini, prendendo nuovamente le distanze dal premier. “Questa è la ragione per la quale le parole di Berlusconi, secondo cui la Consulta sarebbe un organo politico, non possono essere condivise; mi auguro che il premier trovi modo di precisare meglio il suo pensiero ai delegati del congresso del Ppe per non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del governo”.

“Un comizio indecente contro il presidente della Repubblica e i suoi predecessori, contro la Corte Costituzionale, contro i magistrati, contro l’opposizione democratica. Berlusconi è vittima di un’ossessione, i suoi processi gli impediscono di occuparsi dei problemi reali delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese italiane” dice il vicepresidente del Pd Maria Sereni.
“I popolari europei – attacca Pierluigi Bersani – hanno avuto modo di constatare direttamente cos’è il rischio di populismo. Sono convinto che anche loro se ne preoccuperanno perchè il centrodestra in Europa sa bene cos’è una Costituzione, cosa vuol dire picconare una Costituzione e a quali esiti può portare”.

“Non fa bene all’Italia – scrive in una nota preoccupato il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione – trasferire in ambito europeo le vicende della nostra politica e quelle personali del presidente del Consiglio. Conferma l’immagine dell’Italia come un paese di pulcinella e privo della capacità di assumere nel contesto europeo il proprio ruolo di grande nazione che privilegia il bene comune rispetto alle proprie beghe interne”.

Intanto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Nicola Mancino replica alle critiche sottolineando che “il parere della commissione non è vincolante, a gennaio il Csm in assemblea plenaria si riunirà alla presenza del Ministro Alfano, e si discuterà”.

Francesco Carosella

Commenti

3 Responses to “Berlusconi contro giudici e Consulta: ‘Io ho le palle’. Ma Fini: “Ora deve chiarire””

  1. Klaus Nehren on dicembre 10th, 2009 16.57

    Sicuri che un’esponente del PD abbia proprio detto

    “Berlusconi è vittima di un’ossessione, i suoi processi gli impediscono di occuparsi dei problemi reali delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese italiane”?

  2. Francesco Carosella on dicembre 10th, 2009 17.33

    Confermo che quella dichiarazione è stata rilasciata testualmente da Marina Sereni del Pd.

  3. mario on dicembre 12th, 2009 20.51

    Sapete cos’è la statistica?
    Certo, per molti è quella scienza che se uno mangia due polli e un’altro nessuno il risultato è di un pollo a testa.
    Ma la statistica è molto di più. Viene usata per decidere qualsiasi cosa in campo scientifico e molto in quello sociale. L’Istat ad esempio serve non solo per fotografare la situazione ma anche, per chi sa leggere, dove ci sono o ci saranno problemi e dove necessitano investimenti sociali ed economici.
    Anche il giudizio in tribunale della capacità di intendere e di volere di un colpevole è decisa su base statistica. La statistica al giorno d’oggi governa quasi tutto.
    Nella statistica ci sono varie definizioni una è l’intervallo di confidenza che generalmente è preso al 95% o per cose molto importanti al 99%, questo intervallo indica che c’è una probabilità del 95% o del 99% che il dato ritrovato in una analisi rappresenti la vera caratteristica del campione e che tale dato è indipendente dalla casualità (gli statistici puri non me ne vogliano per tale semplificazione).
    Due settimane fa c’era un articolo di Repubblica che indicava in 5 i procedimenti giudiziari (indagini e processi) contro Berlusconi tra il 1983 e il 1994 (anno della sua discesa in politica) e in 104 nei 15 anni successivi. Ora si faccia una media dei procedimenti per anno dividendo i due periodi e si dica che siamo sicuri al 95% o al 99% 8l’arte del dubbio è un beneficio per tutti noi) che la variazione del dato (da 0,5 per anno a 7 per anno) dipenda dalla casualità (se poi pensiamo che sono 15 anni che fa politica e non l’imprenditore). E Se non dipende dal caso dipende da…….?
    Guardiamo un altro punto di vista. In internet (per cui non sono sicuro) ho trovato più volte il dato che il 40% delle sentenze di primo grado vengono ribaltate in secondo grado. Anche in questo caso la statistica ci direbbe che non è un caso ma è dovuto a qualcosa. Cosa???? Se un medico sbaglia si parla subito di malasanità ma è impensabile che nella sanità si sbagli al 40% (se così fosse saremo meno di 60 milioni). A qualcuno che fa un lavoro altrettanto delicato è invece permesso.
    I fatti sono la cosa più testarda del mondo e i fatti sono questi. Il resto sono opinioni personali e chiunque dovrebbe ricordarselo quando usa gli aggettivi e gli avverbi (e in qualche caso anche i sostantivi).

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