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Il Paese discuta ma ricordi di essere uno Napolitano: “Lo insegna piazza Fontana”

dicembre 7, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale del dialogo. Dello sforzo a riconoscersi reciprocamente. E a prendere coscienza che siamo tutti sulla stessa barca. Che condividiamo una sorte comune. Lavorando alla quale nessuno perde, tutti guadagnano, al di là del più o meno immediato profitto (o perdita da poco). Se remiamo nella stessa direzione – nelle differenze della politica – non può che trarne profitto l’Italia. E quindi ciascuno di noi. Il presidente della Repubblica avverte dai rischi dell’intraprendere la direzione opposta: scontro, ferocia politica, innalzamento della tensione. Un monito lanciato a tutti, nel suo ruolo di garante dell’unità (non solo geopolitica) del Paese. Ancora Carosella: il servizio.

Nella foto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

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di Francesco CAROSELLA

A pochi giorni dall’anniversario dell’attentato terroristico alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana a Milano, avvenuta il 12 dicembre del 1969, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano questa mattina lancia un monito al paese nel corso dell’incontro con i famigliari delle vittime alla prefettura milanese. “La strage di Piazza Fontana ci ha consegnato una lezione che non dobbiamo mai dimenticare, ci insegna che dobbiamo evitare che in Italia i contrasti e le legittime divergenze possano sfociare in tensioni tali da minacciare la vita civile” dice il capo dello Stato.
“Il mio impegno è quello di chiedere giustizia per tutte le vittime del terrorismo. Mi chiedo – continua Napolitano – se altrove si siano verificati fatti come quelli vissuti in Italia tra la fine degli anni ’60 e degli anni ’80 con un terrorismo prima subdolo e poi ideologicamente dichiarato”. “Credo che si possa dire – prosegue – che molti Paesi abbiano consolidato la propria democrazia passando attraverso drammi simili, come negli Stati Uniti, dove è stato assassinato il presidente Kennedy e anche tutte le ombre che su quel delitto non sono state dissipate. Nulla di tutto ciò – sottolinea – può togliere a noi la drammaticità delle ferite inferte dal terrorismo, che ci ha lasciato interrogativi angosciosi e ci ha dato una lezione da seguire per evitare che si ripetano fatti come questi di cui voi conservate il segno della sofferenza”.
Napolitano non si è nascosto la compartecipazione dello Stato italiano nelle responsabilità: “Non tutto è chiaro e limpido nelle stragi italiane. La verità mai accertata è un peso che lo stato italiano porta su di sé”. “Ammiro il vostro impegno, la vostra tenacia in questi 40 anni, la passione civile, l’impegno che mostrate per alimentare la memoria collettiva e la riflessione, che sono cose alle quali la coscienza nazionale non può abdicare”.

Francesco Carosella

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