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Bossi su Tettamanzi: “Vescovo o imam?” Fini: “Presepe pieno di extracomunitari”

dicembre 7, 2009 di Redazione 

Infuria la polemica per il fuoco di fila della Lega che attraverso la Padania, con Calderoli e con il suo leader va giù dura sull’Arcivescovo di Milano: «Dovrebbe essere più vicino al territorio». Lui: «Non so se ce ne sia un altro che lo è tanto». La politica italiana, in particolare con i cattolici centristi, si stringe intorno a Tettamanzi. Poi l’intervento del presidente della Camera: «Inammissibile che il processo breve non valga per i reati in materia di immigrazione». Il servizio di Francesco Carosella.

Nella foto, il presidente della Camera Gianfranco Fini

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di Francesco CAROSELLA

Gianfranco Fini critica la riforma della giustizia nella parte in cui esclude il reato di immigrazione dai benefici del processe breve. “E’ veramente inammissibile – dice Fini – che nell’elenco dei reati esclusi dal cosiddetto processo breve vi siano quelli in materia di immigrazione che attualmente sono puniti con un’ammenda o poco più”. «Sarebbe diverso – spiega – se si parlasse di “delitti in materia di immigrazione”, perché sarebbe tutt’altra cosa. È stata una svista? Ne prendo atto. Non è stata una svista? Allora auspico che accada ciò che è accaduto in un altro momento”, dice riferendosi alla sollevazione di Montecitorio quando fu presentata dal governo la norma sui medici-spia nello scorso marzo.

“E’ bello che si difendano le tradizioni, il crocifisso e il presepe ma, con una battuta ironica, dico che chi guarda il presepe vede che è pieno di extracomunitari” scherza Fini, probabilmente in merito alle polemiche scatenate dalle posizioni della Lega Nord contro il Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi.

Un violento articolo sulla Padania e una successiva intervista a “Repubblica” del ministro Calderoli, oltre alle parole dello stesso Bossi che pur prendendo le distanze dal giornale di partito si è comunque chiesto se Tettamanzi fosse “il vescovo o l’imam di Milano”. L’accusa al cardinale è di “parlare solo dei rom, senza essere mai intervenuto in difesa del crocifisso” nelle sue omelie. “La grande capacità della Chiesa territoriale dovrebbe essere la vicinanza con il territorio. Tettamanzi con il suo territorio non c’entra proprio nulla. Sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia” dice Calderoli nella sua intervista. Critiche dal ministro Rotondi e da Buttiglione e Casini.

Il presule milanese non raccoglie la provocazione bensì invita i vescovi e i sacerdoti “alla serenità e alla serenità e alla responsabilità nel difendere il gregge dai lupi”. “Non so se ce n’è un altro in così alto loco che stia così in mezzo alla gente” aggiunge il cardinale circa la sua presunta estraneità al territorio.

“A Tettamanzi si è voluta impartire una lezione di pastorale cristiana da parte di un esperto di matrimoni celtici” rincara Beppe Pisanu.
“Il presepe è un elemento della tradizione: la gente oltre alla cristianità dà peso alla tradizione e si sente sicura quando la tradizione è rispettata” ha cercato di riparare Bossi.
“L’identità non è una fortezza sotto assedio, la nostra identità non preclusiva, e il fatto che le radici dell’Europa siano giudaico-cristiane non significa che oggi in Ue non ci siano altre identità” conclude di rimando Fini.

Francesco Carosella

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