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La polemica. No B day, in piazza il popolo di Marino di C. Alicata

dicembre 6, 2009 di Redazione 

Una domenica tranquilla per la politica italiana. Il suo giornale si dedica allora al racconto e alla riflessione sulla grande manifestazione di ieri, per la quale non potevamo, in quanto giornale di tutti, nutrire alcuna simpatia particolare, ma alla quale doverosamente diamo oggi grande spazio. Apriamo con il commento della giovane scrittrice e collaboratrice de l’Unità e del giornale della politica italiana, che come sempre non mancherà di fare discutere. Alicata risponde dalle colonne di questo giornale a Curzio Maltese e agli altri editorialisti di ”Repubblica” di oggi, accusati di avere una visione “monca”, o parziale, della giornata, per ragioni generazionali. Le stesse che avevano indotto, secondo Cristiana, il quotidiano di Ezio Mauro ad oscurare la campagna congressuale del nostro candidato alla segreteria, la cui gente sarebbe stata in larga parte in piazza ieri. Più tardi il racconto fotografico del No B day. Buona lettura e, come sempre, buona polemica.

Nella foto, Cristiana Alicata

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di CRISTIANA ALICATA

Su “Repubblica” di oggi Curzio Maltese definisce la manifestazione di ieri “rivoluzione giovane” e se la prende con il PD di Bersani perché non era presente.

L’uso del termine giovane per uno classe 1959 (che deduco sia stato giovane negli anni 70) è generoso. Lo sappiamo. I nostri padri e fratelli che hanno fatto 1968 e 1977 hanno sempre creduto che noi fossimo dei debosciati cresciuti a merendine e a tv perché non abbiamo lanciato molotov (generazionali) e nemmeno fatto poi così tante barricate a meno che non ne valesse proprio la pena (vedi G8 di Genova).

Indubbiamente noi non siamo quelli delle utopie.

Abbiamo i piedi per terra. Chiediamo molto meno di quello che hanno chiesto loro alla loro giovinezza, ma il risultato è che siamo molto più pratici e dobbiamo rendere meno conto a noi stessi quando facciamo compromessi perché non ci eravamo promessi moltissimo.

Quindici anni fa io avevo 18 anni. Da quando voto sono ostaggio del berlusconismo fondato dal socialismo craxiano da bere, nato negli anni ottanta, mentre i coetanei di Maltese morivano di droga, o in carcere, o di pallottole o d’inedia. C’è un filo. Lo sappiamo tutti. Ci sono anche due generazioni (68 e 77) che ancora non si sono prese le proprie responsabilità.

Infatti.

Non ci voleva certo un acuto commentatore per accorgersi dell’età anagrafica dei ragazzi “viola”. Di certo a guardare la prima pagina di “Repubblica”, invece – dove i tre editorialisti sono tutti e tre maschi e si chiamano: Maltese, Scalfari e D’Avanzo – si capiscono tantissime cose.

Non si capisce invece come un acuto commentatore possa NON avere notato la presenza di Marino e Franceschini, gli altri due segretari candidati alle primarie del PD.

Non si capisce come si possa non notare e non ricordare che il colore viola (in un articolo uscito su “Repubblica” due giorni fa che parlava di colore viola e dei suoi usi in politica) era il colore di Marino e tutti quelli che passavano (se non erano quelli di IDV e Rifondazione che hanno speso un patrimonio in bandiere per tentare di soffocare il viola, per fortuna senza riuscirci) lo applaudivano e gli confermavano di averlo votato.

E infine, ancora, non si capisce come possa “Repubblica” non ricordare di avere fatto di tutto per cancellare dalla gara nel PD, proprio il candidato che più di tutti era interprete di quella rivoluzione silenziosa che sta accadendo.

Ora molti storceranno il naso e diranno che il congresso è finito, sono finite le polemiche. Io dico che non si tratta di un congresso di partito. Si tratta che qualcuno ha riempito piazza San Giovanni. Non la CGIL. Non il Pd nel suo notorio spiegamento di forze. Quello è il nostro popolo e non può essere solo il popolo da convocare in piazza o alle urne. O dedicandogli articoli per farli contenti. Con questi ragazzi dobbiamo metterci al tavolo per lavorare. Dobbiamo ascoltarli.

E forse, finalmente, saremo capaci di prendere la giusta direzione. Attualmente continuiamo a vagare in ordine sparso e non ho capito che differenza c’è tra il prima del congresso e il dopo.

p.s. l’iniziativa delle mille piazze sarà in grado di portare questi ragazzi accanto a noi o sarà solo un’iniziativa di preparazione delle varie campagne elettorali dove si voterà a marzo? Cioè: con quel finesettimana in piazza stiamo facendo politica o abbiamo solo ricominciato la campagna elettorale? No perché nel secondo caso io starei ancora un po’ a riposo.

p.s.2 mi spiace doverlo dire ma nasce tutto dalla rete anche perché i giornali non fanno più informazione in modo corretto. Per cui ci scriviamo tra noi, ci leggiamo tra noi e andiamo anche in piazza tra noi. Noi conosciamo voi. Voi non conoscete noi. Questo nel mentre che voi dalle molotov siete passati ai salotti.

CRISTIANA ALICATA

Commenti

3 Responses to “La polemica. No B day, in piazza il popolo di Marino di C. Alicata

  1. mario on dicembre 6th, 2009 16.08

    PS 3 Se qualcuno passa dalle molotov ai salotti fa certamente un passaggio ipocrita ma sfido chiunque a dire che questo non è un bene

  2. mario on dicembre 6th, 2009 19.07

    Ho visto varie foto della manifestazione. Mi dispiace deluderti ma non c’era il popolo di Marino ma quello di Di Pietro (che peraltro aveva già organizzato tutto da aprile)

  3. filippo serneri on dicembre 7th, 2009 19.35

    la nostra carissima alicata mette il cappello di ignazio marino sulla manifestazione di sabato… che tristezza!! lo capite che la manifestazione è di tutti e di nessuno: non è di di pietro, nè di repubblica, nè (tanto meno) di marino. auguri!!

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