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La bomba atomica di Spatuzza sul premier “I due ci hanno messo il Paese in mano”

dicembre 4, 2009 di Redazione 

Il pentito cita Berlusconi: «Graviano mi parlo di “quello di Canale 5″. C’era pure un altro paesano nostro (Dell’Utri, ndr; nella foto). Mi disse che grazie a loro avevamo ottenuto tanto. Non come con i socialisti che avevano avuto i voti e poi ci avevano fatto la guerra». Il presidente del Consiglio in partenza per la Calabria annulla il viaggio e rientra a Palazzo Grazioli. La replica affidata a Bonaiuti: «Dicono così perchè il Governo ha fatto tanto contro la mafia». Bersani: «Tocca ai giudici giudicare le parole di un pentito». Il servizio di Carosella.          

Nella foto, Marcello Dell’Utri

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di Francesco CAROSELLA

“E’ folle quello di cui mi accusano, sono cose incredibili: il nostro è il governo che ha fatto di più contro la mafia”. Sono le parole di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi. E’ in corso da questa mattina l’udienza del processo d’appello a carico di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. A mezzogiorno entra nell’aula bunker del Tribunale di Torino il testimone-chiave, il pentito Gaspare Spatuzza, colui che secondo le parole di Fini rubate dai microfoni nel famoso fuorionda, lancerà la “bomba” che potrebbe abbattere Berlusconi.

“Ho fatto parte dagli anni Ottanta al Duemila di un’associazione terroristico-mafiosa denominata Cosa nostra. Dico terroristica per quello che mi consta personalmente, perchè dopo gli attentati di via D’Amelio e Capaci, ci siamo spinti oltre” esordisce Spatuzza. “Giuseppe Graviano mi fece il nome di Berlusconi – continua l’ex mafioso – Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C’era pure un altro paesano nostro. Mi disse che grazie a lui e al compaesano nostro ci eravamo messi il paese tra le mani. Graviano mi disse che avevamo ottenuto tutto quello e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro ‘crasti’ socialisti che avevano preso i voti dell’88 e ’89 e poi ci avevano fatto la guerra”.

“I timori di parlare del presidente del Consiglio Berlusconi erano e sono tanti – spiega Spatuzza – ma la mia missione è restituire verità alla storia e non mi fermerò di fronte a niente”.

“E’ del tutto logico che la mafia attacchi il presidente del Consiglio perché il governo agisce contro la criminalità organizzata. I risultati del governo contro la mafia non hanno precedenti negli ultimi vent’anni” commenta Paolo Bonaiuti, sottosegretario alle presidenza del Consiglio.

“La mafia – dice il senatore Dell’Utri durante una pausa del processo – ha interesse a buttare giù un governo che lotta contro i clan. Sono dati oggettivi, c’è stato il massimo dei latitanti catturati, il massimo dei beni sequestrati, il massimo delle pene severe contro i condannati per mafia. Spatuzza è un pentito della mafia, non dell’antimafia. Ma io sono sereno. Di fronte a queste accuse una persona normale o impazzisce o si spara. Io non sono normale, e non mi sparo”.

“Si sta enfatizzando troppo qualcosa che ha un certo rilievo ma non così eccessivo. Tutto questo toglie serenità” ha detto il Procuratore generale della Corte d’Appello di Palermo Antonino Gatto prima dell’inizio dell’udienza.

“Le accuse di Spatuzza sono un petardo, non una bomba atomica” ironizza su Fini l’avvocato di Dell’Utri Nino Mormino.

“Non mi si faccia fare il magistrato, ne ho già tanti di mestieri da fare, tanti tranne quello” conclude opaco il capo dell’opposizione Pierluigi Bersani, “Tocca ai giudici valutare le dichiarazioni di un pentito”.

Francesco Carosella

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