Top

Napolitano risponde a Celli. E ai giovani: ‘Non andatevene, saremo grande Paese’

dicembre 3, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vuole bene all’Italia e crede nelle straordinarie potenzialità dell’umanità e dell’intelligenza, della creatività dei cittadini di questo Paese. Con un po’ di buona volontà si può fare ciò che Napolitano dice stamattina deve essere il nostro orizzonte/obiettivo: «Non ritorneremo ai fasti della Roma imperiale – spinge il capo dello Stato – ma possiamo essere tra le civiltà più avanzate». Come dice sempre Berlusconi, e in questo ha ragione, solo ponendosi grandi obiettivi si possono raggiungere quegli stessi obiettivi o altri appena inferiori. L’Italia deve smettere di piangersi addosso e di guardare alla realtà con cinismo, e provare a puntare alto. Così verranno realizzate quelle potenzialità e vedremo dove possiamo davvero arrivare. Il servizio sull’intervento di Napolitano, di Francesco Carosella.

Nella foto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

-

di Francesco CAROSELLA

“Non andatevene, l’Italia può crescere”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante la sua visita agli scavi archeologici sotto Palazzo Valentini, ha invitato i giovani italiani a non perdere fiducia nel futuro del Paese e a non fuggire all’estero, in risposta implicita alla discussa lettera del rettore della Luiss Pier Luigi Celli, pubblicata su Repubblica, in cui il direttore generale della rinomata università privata invitava suo figlio ad abbandonare l’Italia, che “non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio” e che ha ricevuto, tra i molti commenti dei lettori, anche forti critiche che invitavano il rettore a rendere conto del proprio operato per il bene pubblico e dei propri privilegi.

Napolitano si è discostato dalla polemica ed ha invece lanciato un messaggio di speranza ai giovani.
“Non credo si possa dire a nessuno che ritorneremo alla Roma imperiale, sarebbe eccessivo – dice il capo dello Stato – Però possiamo far crescere questo Paese all’altezza delle conquiste delle civiltà contemporanee più avanzate”. “Sono felice – aggiunge – che il pubblico possa avere accesso anche ai più recenti ritrovamenti, che hanno avuto una sistemazione splendida ed hanno il corredo di una ricostruzione ideale che ha una traccia didascalica eccezionale. C’è da rafforzare non solo tra i cittadini romani, ma negli italiani, la consapevolezza della straordinaria eredità che ci è stata consegnata dalla storia e che giustamente si cerca di riportare in piena luce”.

Francesco Carosella

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom