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7giorni. Berlusconi, Lukashenko, Letta e Pokerweek di M. Adinolfi

dicembre 1, 2009 di Redazione 

Torna, in una puntata (quasi) monografica, il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger. La rubrica più amata del giornale della politica italiana. Dedicata, oggi, alla visita del premier ieri in Bielorussia, dove Berlusconi si è lasciato andare ad affermazioni piuttosto discutibili nei confronti del suo omologo e ospite: “Si vede che il popolo bielorusso lo ama”, sono state le parole del nostro presidente del Consiglio: quando è noto come Lukashenko sia a capo, appunto, di una forma moderna di dittatura, in cui si tengono elezioni (non libere) che lui vince ogni volta con l’80-90% dei consensi. Parole, quelle del Cavaliere, che in realtà non hanno suscitato molte polemiche. E su questo, e in particolare sull’atteggiamento del Pd, pone il dito (nella ferita) la grande firma de il Politico.it. Sentiamo. Buona lettura.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

1. Berlusconi va a rendere visita all’ultimo dittatore d’Europa, il dittatore bielorusso Lukashenko, che ha fatto tabula rasa delle opposizioni, cancellato di fatto la libertà di stampa, concentrato nelle proprie mani un’immensa quantità di potere in un sistema privo di qualsiasi contrappeso. Berlusconi ha avuto la faccia tosta di dire che è tutto normale, che le elezioni ci sono e si vede che il popolo bielorusso ama Lukashenko.

2. E’ chiaro quanto Berlusconi invidiasse il collega bielorusso, che non si è preso neanche la briga di annullare le libere elezioni, anzi, si è preoccupato solo di abrogare l’aggettivo. Le elezioni ci sono, non sono libere e Lukashenko le vince regolarmente con un consenso che va dall’ottanta al novanta per cento dei voti, in modo che le opposizioni non possano avere neanche un rappresentante in Parlamento.

3. Da Lukashenko, come è ovvio, negli ultimi quindici anni della sua dittatura non si è recato in visita nessun leader occidentale. Berlusconi, dopo le lodi a Putin e Gheddafi che si sono trasformati in accordi politico-economici, ora infila anche quest’altra colossale gaffe internazionale e si porta appresso la nomea del premier occidentale che coccola i dittatori. Irritando non poco gli Stati Uniti d’America.

4. Chi non si irrita è il Partito democratico di Pierluigi Bersani, che manda avanti il vicesegretario Letta che fa una bella intervista aperturista nei confronti di Berlusconi, così, tanto per regalare un altro po’ del nostro elettorato ad Antonio Di Pietro.

5. Oggi Marco Travaglio ha intitolato “ScendiLetta” il suo articolo sull’intervista del vicesegretario del Pd, poi arriverà il noB-Day, ci saranno belle polemichette interne e noi saremo sempre più lontani come gruppo dirigente dal sentimento della base. Il tutto a tre mesi dalle decisive elezioni regionali di marzo che, se continuiamo così, perderemo fragorosamente. Ne governiamo dodici su quattordici che vanno al voto. Ce ne resteranno quattro.

6. Ma forse sono io ad essere pessimista, esacerbato perché abbiamo perso le primarie, incazzato perché il primo atto della linea inciucista dalemiana è stata la rimozione di quel grande dirigente televisivo che è stato Paolo Ruffini. In realtà magari tutto andrà benissimo e io sarò smentito. Magari. Resto molto affezionato al mio caro Partito democratico. Stasera parto, vado a cercarne le radici a piazza San Venceslao, a Praga, nel punto in cui si è dato fuoco Jan Palach: contro ogni dittatura, per la libertà, per l’onestà intellettuale contro la prepotenza e la doppiezza (im)morale del comunismo.

7. Al di là delle motivazioni nobili: domani a Praga gioco l’europeo di poker e forse sarà bene che mi occupi per un po’ di questa mia passione. Tra l’altro Italian Poker Players in tre giorni ha fatto quattrocento iscritti e stasera mettiamo in linea PokerWeek.it, il sito da cui prenderà spunto a breve un settimanale cartaceo. Se cliccate, stiamo facendo le prove tecniche proprio in queste ore. in fondo alla pagina c’è una chat, potete lasciarci qualche consiglio o un saluto. Ecco, soprattutto un saluto.

MARIO ADINOLFI

Commenti

2 Responses to “7giorni. Berlusconi, Lukashenko, Letta e Pokerweek di M. Adinolfi

  1. GIANGIA on dicembre 1st, 2009 14.58

    Buongiorno,
    scrivo per commentare il punto 5.

    Mario Adinolfi ha creato Italian Poker Player ignorando un movimento che esiste già dallo scorso settembre: Pokeristi Sportivi Uniti e che di iscritti in 3 giorni ne ha fatti 4.500. Oggi è ad oltre 10.000.

    Adinolfi ha ignorato l’invito ad aderire al Movimento Pokeristi Sportivi Uniti due mesi fa ed oggi, in concomitanza con il lancio di una sua iniziativa commerciale, decide di creare un’associazione.

    Pokeristi Sportivi Uniti è un movimento associativo con un gruppo su Facebook che conta oggi oltre 10.000 persone e sta promuovendo una petizione per la riapertura dei circoli live.
    La petizione è visibile all’indirizzo: http://www.pokeristisportiviuniti.org/it/home/

    Grazie per l’attenzione
    Buona Giornata

  2. GIANGIA on dicembre 1st, 2009 14.59

    Scusate, il punto 7 riguarda il poker.

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