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Il commento. Dalla Svizzera un bruttissimo segnale di Gad Lerner

novembre 30, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di proporvi i commenti delle sue grandi firme in tempo reale. E così, dopo avervi raccontato con Désirée Rosadi il referendum elvetico che ha sancito il no della maggioranza degli svizzeri alla costruzione di minareti, le torri dalle quali i muezzin richiamano alla preghiera islamica, esce con questo editoriale del conduttore de L’Infedele (in onda, tra l’altro, stasera alle 21.10 su La7: si parlerà di politica tout court, una puntata da non perdere per chiunque ami la politica) che allarga il campo della riflessione e ricorda uno dei principi fondativi di ogni democrazia: potere del popolo nel quale c’è però chi lo deve guidare e dargli strumenti per capire e saldi riferimenti politico-culturali. Nelle ore in cui tutta Europa teme l’onda lunga dell’esito del voto svizzero. Buona interpretazione.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

La maggioranza che vota contro i diritti della minoranza, oltretutto ignorando la raccomandazione in senso opposto proveniente dalle forze politiche moderate di governo e opposizione. La vittoria dei “Sì” nel referendum svizzero contro i minareti rappresenta un pessimo segnale. Tira una brutta aria da ambo le parti della nostra frontiera settentrionale. Le conseguenze di questa anacronistica, discriminatoria e pretestuosa “difesa delle tradizioni” rischiano di avvelenare la civile convivenza. I vincitori mistificano lo spirito religioso. Non sono dei patrioti ma degli irresponsabili. Però sono vincitori, e denotano che la classe dirigente – sia di destra che di sinistra – non è stata capace di esercitare un ruolo di guida, sempre necessario in una democrazia che non voglia trasformarsi in dittatura della maggioranza.

GAD LERNER

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