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Napolitano a Berlusconi e Anm: ‘Nessuno può abbattere il Governo. Basta tensioni

novembre 27, 2009 di Redazione 

Autorevole monito del capo dello Stato che invita (indirettamente) il premier a «non drammatizzare» e i giudici ad «attenersi alla loro funzione». Insomma, a non polemizzare. La risposta di Palamara: «Parole giuste, ma se ci attaccano vogliamo poter parlare». Unanime coro di consensi da tutto l’arco costituzionale. Fini: «Da condividere in toto». Bossi: «Giusto, stare più tranquilli». Bersani: «Tutti devono corrispondervi». «Il presidente della Repubblica conferma di essere superpartes», dicono dal centrodestra. E come ci rivelano periodicamente i sondaggi del nostro Luigi Crespi Napolitano è sempre più nel cuore degli italiani. Tutti. Il servizio di Francesco Carosella.

Nella foto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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di Francesco CAROSELLA

Giorgio Napolitano chiama d’urgenza i giornalisti per una conferenza stampa al Quirinale. “Scusate, vi ringrazio della vostra disponibilità. Sento il bisogno di dire qualcosa in questo particolare momento” esordisce il presidente della Repubblica, che sceglie una procedura inedita per comunicare la propria preoccupazione, segno della gravità della situazione. In un appello di pochi minuti nella sala di rappresentanza del Colle, il capo dello Stato invita tutte le parti politiche a rientrare in registri più sereni e sobri, all’indomani delle forti dichiarazioni che rischiano di poter “essere sintetizzate come una sorta di guerra civile”. Ieri Berlusconi ha per l’ennesima volta la sua condizione di “perseguitato” da parte della magistratura, che avrebbe l’intenzione di “abbattere il suo governo”. “L’interesse del Paese, che deve affrontare seri e complessi problemi di ordine economico e sociale – ha detto allarmato Napolitano – richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione, cui si sta assistendo, delle polemiche e delle tensioni non solo tra opposte parti politiche ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali”.
“Va ribadito – prosegue – che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento , in quanto poggi sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare”.
Centrale il richiamo ai giudici: “E’ indispensabile che da tutte le parti venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche, e che quanti appartengono alla istituzione preposta all’esercizio della giurisdizione, si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione. E spetta al Parlamento esaminare, in un clima più costruttivo, misure di riforma volte a definire corretti equilibri tra politica e giustizia”.
Immediata la reazione dell’Associazione Nazionale Magistrati: “Non siamo in guerra ma non vogliamo aggressioni. E se ci sono noi vogliamo parlare” ha detto il presidente Luca Palamara.
“C’è piena condivisione, è un messaggio che va letto e apprezzato nella sua totalità” è stato il commento del presidente della Camera Gianfranco Fini. Anche il Ministro della Giustizia Angelino Alfano: “Le parole di Napolitano mi sembrano sagge e opportune”.
Anche Umberto Bossi concorda sulla necessità di maggiore autocontrollo: “sì, bisogna stare un po’ tranquilli”. “Un richiamo forte ed energico al quale tutti devono corrispondere – è il commento del capo dell’opposizione Pierluigi Bersani – In particolare, da ogni passaggio delle parole del Presidente, emerge ancora una volta la centralità del Parlamento. Di questo siamo consapevoli e convinti. È quella la sede nella quale deve condursi un confronto trasparente e leggibile dai cittadini tra le diverse posizioni politiche sia in termini di riforme sia per quel che riguarda le grandi scelte economiche e sociali”.
Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, pare più che soddisfatto dalle dichiarazioni di Napolitano: “il Presidente ha fatto bene a ricordare cose essenziali, che in altri Paesi sarebbero addirittura scontate: sono gli elettori a decidere le maggioranze parlamentari, e quindi i governi”. “Ora sta alla magistratura rispettare questo monito – aggiunge – e porre fine sia a invasioni di campo delle solite procure sia ad azioni di chiaro segno politico, volte ad alterare gli esiti decisi liberamente e democraticamente dagli elettori”.
Colorita e fuori dal coro la reazione del leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro: “Non intendo polemizzare con il Presidente della Repubblica, ma intendo riaffermare che anche in questa legislatura ci sono troppi parlamentari in conflitto di interessi con la giustizia, direttamente o indirettamente. Affidare serenamente a questo Parlamento, così composto, le riforme in materia di giustizia sarebbe come affidare a Dracula la gestione del pronto soccorso”. “Sempre evitando di polemizzare con il Capo dello Stato – precisa Di Pietro – , non posso però esimermi dal riaffermare che i magistrati, quando lamentano l’impossibilità di potere svolgere il proprio lavoro per colpa di norme criminogene che vengono emanate da questo Parlamento, non possono essere zittiti. È come rimproverare i chirurghi che segnalano la mancanza del bisturi in sala operatoria. Prendersela con loro, non risolve la malattia, anzi, porta a morire il paziente, vale a dire la giustizia nel nostro Paese”. “Berlusconi, invece di continuare a lanciare accuse di eversione o parlare di guerra civile – ha commentato il presidente del Partito democratico Rosy Bindi – dovrebbe verificare che, dopo le parole da lui stesso pronunciate contro esponenti del suo partito, la sua maggioranza sia ancora così solida”.

Francesco Carosella

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