Top

Cosentino, respinte le mozioni di sfiducia Oggi no all’arresto. Di Pietro: “Vergogna”

novembre 25, 2009 di Redazione 

Il sottosegretario all’Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, resterà al suo posto. Lo hanno deciso prima la Giunta per le autorizzazioni, negandola, poi Palazzo Madama che ha bocciato le istanze di Pd e Idv. Quagliariello: «Bene così, o si perde il primato della politica». Il servizio di Francesco Carosella.

Nella foto, Nicola Cosentino

-

di Francesco CAROSELLA

La Giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere ha respinto questa mattina la richiesta di arresto del Tribunale di Napoli a carico del sottosegratario all’Economia Nicola Cosentino per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. E’ stata approvata con 11 voti favorevoli, 6 contrari e un astenuto la proposta del relatore Nicola Lo Presti di negare l’autorizzazione. La componente Democratica della giunta, ad eccezione dell’astensione del radicale Maurizio Turco, e compreso il presidente della giunta Pierluigi Castagnetti ha respinto la richiesta di Lo Presti, mentre tra i due Udc Domenico Zinzi ha espresso voto contrario all’arresto mentre Pierluigi Mantini ha votato per il sì, Federico Pomba per Idv favorevole. Assente la componente rutelliana, Bruno Cesario, ex Pd campano.

La decisione finale spetta ora alla Camera, che vaglierà la richiesta entro il 10 dicembre. Nel pomeriggio in Senato si è votato sulla doppia mozione di sfiducia contro Cosentino presentata da Italia dei Valori e Partito Democratico. Entrambe le mozioni sono state respinte, quella del Pd bocciata per 165 voti contrari contro 116 favorevoli e due astenuti, quella di Idv per 170 no, 95 sì e 17 astenuti.

Gaetano Quagliarello, vicecapogruppo dei senatori Pdl, aveva invitato la maggioranza a tenere in considerazione che se fosse passata la mozione, si sarebbe creato un precedente che sarebbe poi potuto risultare pericoloso per Berlusconi: “La maggioranza non permetterà che l’Italia si trasformi nella repubblica dei pentiti- ha detto Quagliariello nel suo intervento – Noi rialziamo la bandiera del garantismo, che non è mai stata quella dell’impunità”. Quagliariello ha anche ammonito l’aula circa la sommarietà di una giustizia “alla Robespierre”: “Un’indagine basata sulle parole non confermate di un pentito non può provocare le dimissioni di un esponente di governo perché si assisterebbe alla perdita del primato della politica. I pentiti da strumenti utili rischiano di diventare strumento di ricatto politico”. “Stiamo assistendo alle prove generali per l’entrata in scena di Gaspare Spatuzza. Se consentiamo che sia Gaetano Vassallo a decidere che Nicola Cosentino non può sedere tra i banchi del Parlamento – avverte Quagliariello – cosa diremo quando altri pentiti da altri tribunali cercheranno di riscrivere la storia del nostro partito, del nostro leader, del nostro Paese?».

Il pronunciamento della giunta intanto ha già sollevato forti polemiche. Di Pietro: “L’assoluzione dell’onorevole Cosentino da parte del Parlamento è una vergogna per tutti i cittadini italiani. Oggi abbiamo assistito all’ennesima pagina buia della nostra democrazia: la casta si è nuovamente autoassolta”. “Ma cosa ci possiamo aspettare da un Parlamento che al suo interno ha tantissime persone con carichi pendenti – rincara Di Pietro – Il caso Cosentino è lo specchio di una classe politica corrotta che, non a caso, vuole sostituirsi alla magistratura. Basta con questa pagliacciata, questo governo e questa maggioranza vogliono cambiare i connotati del nostro sistema democratico. Il voto di oggi è una beffa nei confronti dei cittadini onesti e un danno per le istituzioni”.

“E’ evidente che per Di Pietro e qualche altro l’unica linea possibile è quella della manette” è stata la risposta del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: “La maggioranza dei componenti della Giunta per le Autorizzazioni è stata di diverso parere e ha rilevato l’esistenza di un fumus persecutionis; non per questo va insultata e aggredita. C’è chi sta cercando di creare un pessimo clima nel nostro Paese. Va in questo senso anche la sollecitazione di chi a livello politico sostiene che tutto ciò che i magistrati affermano o deliberano va accettato a scatola chiusa”.

Francesco Carosella

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom