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***Il commento***
MA QUANTI DIRIGENTI HA IL PD?
di GAD LERNER

novembre 25, 2009 di Redazione 

Dopo Adinolfi, anche il conduttore de L’Infedele interviene sulle scelte del segretario Democratico nella composizione della segreteria. E rileva che si è cambiato tutto per cambiare poco, visto che i dirigenti storici occupano ancora i loro posti nei vari organismi. Una seconda voce critica, nei confronti delle nomine di Bersani, che ci aiuta ad analizzarle in profondità senza concedere nulla al neoleader del Pd. Buona riflessione.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Leggo che il Partito Democratico, nuova gestione Bersani, si è dotato di una segreteria nazionale “giovane”, età media 41 anni, molti volti nuovi. Bene, bravi. Poi guardo meglio, l’articolo prosegue. Ci sono anche i responsabili dei dipartimenti, vorrete mica fare senza o, peggio, illudervi che possano coincidere con i membri della segreteria come nei partiti di una volta? Ben ritrovati, dunque, Piero Fassino agli esteri, Livia Turco all’immigrazione, Luciano Violante alle riforme, Paolo Gentiloni alle comunicazioni, Umberto Ranieri al mezzogiorno, Enrico Morando alla finanza pubblica, Giuseppe Fioroni al welfare.
La verità è che il gruppo dirigente del Pd “aggiunge” pro-forma, non sentendosela di “togliere” mai.
Poi ci sono i pezzi grossi che non assumono responsabilità dirette, tipo D’Alema e Marini, i quali contano a prescindere. Ma se questo è il metodo per selezionare una nuova classe dirigente, stiamo freschi. La difficoltà tipicamente italiana è che le degnissime persone succitate non riescono davvero a immaginare un orizzonte di vita utile e gratificante al di fuori della segnaletica stradale del partito, come naturale sviluppo del loro percorso di vita e di militanza.

GAD LERNER

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