Top

L’invettiva. La mafia? Prospera perchè il Sud è adatto P. Guzzanti

novembre 22, 2009 di Redazione 

Editoriale della domenica dell’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito liberale italiano, che non mancherà di fare discutere. «Facciamo un po’ di sana provocazione estremista, quelle che mandano in bestia tutti e specialmente nella sinistra codarda moralmente. Basta con la favola del povero Sud angariato dalla malavita cui è estraneo. Il Sud è esso stesso il terreno di coltura e della complicità con la malavita, mafia, camorra e ‘ndrangheta (senza trascurare la Sacra Corona Unita pugliese) e ovunque il Sud sia emigrato nel mondo, dalla Lombardia all’Australia, dall’Argentina agli Stati Uniti, là ha portato anche (non soltanto, ma anche) le uova della mafia». Un pezzo che, come sempre per Guzzanti, non si riduce ad una invettiva fine a se stessa, ma ha il respiro di una provocazione, appunto, che ha l’ambizione di smuovere le acque. Cominciamo a farlo dalle nostre pagine, aprendo una libera e franca discussione. Buona lettura.           

Nella foto, Paolo Guzzanti

-

di PAOLO GUZZANTI

Facciamo un po’ di sana provocazione estremista, quelle che mandano in bestia tutti e specialmente nella sinistra codarda moralmente. Basta con la favola del povero Sud angariato dalla malavita cui è estraneo. Il Sud è esso stesso il terreno di coltura e della complicità con la malavita, mafia, camorra e ‘ndrangheta (senza trascurare la Sacra Corona Unita pugliese) e ovunque il Sud sia emigrato nel mondo, dalla Lombardia all’Australia, dall’Argentina agli Stati Uniti, là ha portato anche (non soltanto, ma anche) le uova della mafia. Oggi la mafia organizza e promuove turpi fiaccolate antimafia e così facendo si protegge coperta da una sinistra codarda moralmente, incapace di denunciare lo stato delle cose e che preferisce fingere che la colpa sia sempre di altri. Così la mafia stravince e controlla l’Italia.

IO, CHE SONO POLITICAMENTE SCORRETTO, NON AMO QUESTE FINZIONI BUONISTE: LA CORRUZIONE E LA CATTIVA MAFIA CHE INQUINA IL POVERO SUD. No, mon amour: il Sud – malgrado alcune centinaia di migliaia di galantuomini (e non milioni) è marcio di suo. Non è un Bossi-pensiero. E’ un fatto. Possiamo metterci a spulciare storia e geografia per dilettarci sulle cause, ma tant’è. Penso che sia per metà colpa degli arabi e l’altra metà degli spagnoli. Ma oggi non ha alcuna importanza. Controprova: OVUNQUE NEL MONDO sia arrivata l’immigrazione italiana meridionale, fossero i campani alla Soprano, o i calabresi, i pugliesi e i siciliani, si trattasse di America o Argentina, Canada o Australia, Marsiglia o la stessa Lombardia oggi in mano mafiose del Sud, là si è installata non “Cosa nostra”, ma il terreno di coltura della mafia: arroganza, incapacità, parassitismo, prepotenza, taglieggio, subordinazione codarda nei confronti del potente, assenza di spirito civico, lamentazione, tradimento. E oggi anche il meraviglioso spettacolo delle PROCESSIONI ANTIMAFIA E ANTICAMORRA GESTITE DALLA MAFIA E DALLA CAMORRA CON TUTTE LE LORO MERDOSE FIACCOLATE. Qualche anno fa andai in Campania a fare una conferenza contro la camorra in un grande cinema periferico pieno di scolaresche convocate appositamente e del tutto disinteressate, ma pronte a gridare slogan coreani contro la camorra, a comando del preside e del prete che avevano organizzato la manifestazione. Poi andammo a pranzo, io il preside e il prete il quale mi disse con disarmante sincerità di essere lui stesso un camorrista, fratello di un boss e che la sua opera consisteva nel “sensibilizzare” i giovani contro “gli eccessi” di gente come suo fratello, cui comunque confermava stima e dedizione. Io mi alzai e me ne andai.

Uno dei fallimenti della sinistra è quello di non avere la forza interiore per ammetterlo e gridarlo forte: molto più comodo pensare che Andreotti baciava Riina, che Cosa Nostra in combutta con Cia e servizi deviati tiranneggia i poveri villici altrimenti probi, che la corruzione del potere e dei partiti divora i poveri averi degli indios italiani del Sud, altrimenti buoni e incolpevoli. Vedete, i miei avi vengono dalla Sicilia e io ho passato buona parte dell’infanzia a Napoli, mia seconda città per decenni e di cui so vita morte e miracoli, per cui sono irritatissimo ogni volta che incontro la stupida, proterva spavalderia napoletana, orgogliosa di far fessi gli altri. Io il Sud ce l’ho nel Dna e nella memoria, a parte le centinaia di articoli che ho scritto e perché ho vissuto per ben tre anni in Calabria come redattore capo e direttore del Giornale di Calabria. So di che cosa e di chi parlo.

Se fossimo ai tempi di Calvino e se io fossi Calvino, manderei al rogo alcune decine di migliaia di persone, senza la minima compassione, come fece il grande Jean Calvin a Ginevra dove non esitava a mettere a morte persino alcuni i fanciulli, cosa che considero un po’ esagerata. Se fossi De Gaulle mi comporterei come lui fece con l’OAS: barbouzes con licenza d’uccidere, una carneficina, morti a grappoli, impunità per lo Stato che prende la sua vendetta e che riconquista il suo territorio. Così Ginevra diventò, da capitale della malavita, la capitale della probità e in Francia l’Oas, lavata con la pioggia una bava di sangue, è uscita persino dalla memoria. Vedi? Tutte queste cose i miei amici di sinistra le pensano, ma non le confessano.

Hanno paura. Non sono moralmente così forti e così limpidi da dirlo. Più facile buttarla in vacca e ingannare il popolo. Il fatto è che qui non avremo non dico una rivoluzione calvinista, ma neanche la cura d’urto che Maria Tersa d’Austria fece alla Milano spagnola raccontata dal Manzoni, città corrotta, piena di picciotti detti bravi, con la sua colonna infame, il suo cardinal Federigo Borromeo, l’Innominato e il Conte zio. Maria Teresa edificò le scuole, i patiboli, i centri di vaccinazione, le galere, i giardini, le università, le colonie per i bambini poveri, i tribunali per una giustizia giusta e rapida. Mise alcune migliaia di gendarmi croati e promosse i cittadini migliori. E fu così che la Milano mafiosa manzoniana, corrotta e spagnolesca, diventò la Milano europea che conosciamo, ma non per suo merito, ma per merito di sua altezza imperiale Maria Teresa d’Austria. Se non si ha nemmeno il coraggio di accusare una intera società di essere corrotta, imbelle, flaccida, priva di tensione morale, servile, parassitaria e si fa finta che sia tutta colpa dell’orco cattivo contro il quale si batte la generosa e sciocca sinistra italiana, la mafia vince e la sinistra perde. Come sta perdendo per opportunismo ideologico e intrinseca mancanza di coraggio nel non saper riconoscere il bene e il male, il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto. E così creperà, piena dei suoi tanto amati dubbi: la “virtù del dubbio”, che è tipica di chi al posto di una spina dorsale con il filo di ferro, ne ha una meno scomoda retta da un filo di lana.

PAOLO GUZZANTI

Commenti

5 Responses to “L’invettiva. La mafia? Prospera perchè il Sud è adatto P. Guzzanti

  1. Mario on novembre 22nd, 2009 14.12

    La provocazione dice molte verità. Si potrebbe dedurne che il partito che più lotta contro la mafia sia la Lega. Questo lo farebbe non tanto con le leggi ma con la cultura “se il sud ha problemi prima deve guardare dentro di se e togliere da solo le castagne dal fuoco”

  2. Fabrizio Ulivieri on novembre 22nd, 2009 20.32

    Bravo Paolo. Finalmente uno che ha il coraggio di dire quello che in tanti pensano!! E chi poteva dirlo se non uno che il Sud ce l’ha nel DNA. Anche Giovanni Tomasi di Lampedusa in fondo fu il più grande e feroce critico contro la sporcizia genetica del sud!!

  3. Ettore Marini on novembre 23rd, 2009 11.42

    “C’è un attentato alla democrazia” è l’assioma di Grillo, Travaglio, Di Pietro, Repubblica, e soci. Berlusconi è il pericolo, gridano. Davvero? Tutto quello che Berlusconi ha fatto e farà può essere cancellato da una singola legislatura, in pochi mesi. Come può essere un pericolo così grave?
    ATTENTI, VI STANNO INGANNANDO.
    Il VERO attentato alla democrazia è un altro, sta divorando le vostre vite e nessuno ve ne parla. Il giornalista Paolo Barnard ve lo espone con prove, nomi, e documenti…Paolo Barnard

    Il 28 novembre Paolo Barnard sarà a Fano a parlare del tema “Capire il Potere: chi comanda la vostra vita?”
    alle 21,15 alla sala di S.Maria Nuova; alcuni concetti li ritrovo nelle parole di Guzzanti, come “si fa finta che sia tutta colpa dell’orco cattivo contro il quale si batte la generosa e sciocca sinistra italiana, la mafia vince e la sinistra perde”.

  4. kattekop on novembre 23rd, 2009 20.43

    Concordo con tutto.Il sud ha una cultura mafiosa nel suo vivere quotidiana.La gente non se ne rende neanche conto….come succede nelle dittature.Da noi c’è una dittatura mafiosa.
    L’onestà è per i fessi,essere derubati è da fessi,avere figli che escono dalle tasche del grembiule i giochini presi in classe…parlo della scuola materna…è un vanto per un genitore.Ha un figlio dritto,e viene abbracciato con tenera indulgenza. dalla sua mamma.
    Le regole condominiale sono per i fessi….
    Qui chi vive secondo le regole è un fesso per il pensiero comune mafioso.
    Bisogna aver vissuta una società liberale e onesta,dove la corruzione viene vista con una faccia schifata…come lo è l’Olanda.Poi ti trovi in una realtà pugliese dove fino a pochi anni fa le bande si sparavano per strada,e l’ultimo scandalo di arresti di una banda di “commercianti di droga e rapinatori”nel bar di fronte.Dove poliziotti e malviventi hanno frequentati la stessa scuola,e giocano a carte e si offrono il caffè tra di loro.

  5. IO on marzo 9th, 2010 04.54

    Ma se il sud secondo questo ragionamento ( a mio avviso completamente ASSURDO ) fa così schifo come mai che nel 1860 si decise di annetterlo all’Italia? Un motivo ci sarà! Come mai la criminalità organizzata ( come la conosciamo ora ) e l’immigrazione sono esplose a partire dal 1860, mentre prima erano fenomeni o circoscritti ( la mafia ) o inesistenti ( l’emigrazione )? Se la mafia esiste in tutto il mondo vuol dire che non è una prerogativa “culturale”, “antropologica” del sud e cazzate simili, ma significa che è l’evidente conseguenza della società umana, soprattutto il capitalismo. Difatti l’obiettivo del mafioso qual’è? DENARO e POTERE, quindi è un qualcosa che riguarda tutte le comunità umane. Prima dell’arrivo dei meridionali in America esistevano altre “mafie” e “bande” che controllavano il territorio: quella irlandese, quella ebraica e quella dei primi coloni bianchi che arrivarono nel nuovo mondo: il film Gang’s Of New York ne è una dimostrazione eclatante. In più la criminalità organizzata per essere POTENTE necessita dell’appoggio del POTERE ECONOMICO e FINANZIARIO ( banche ) e di quello POLITICO. Se non si capisce questo vuol dire che non si è capito nulla di cosa è la vera natura di quella cosa che usiamo chiamare MAFIA.

Bottom