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‘Superpoliziotti costretti a pagarsi spese’ Qui in esclusiva interpellanza urgente Pd

novembre 20, 2009 di Redazione 

Hanno catturato Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Proprio oggi il ministro Maroni è da loro per congratularsi per l’ennesimo arresto, quello di Mimmo Raccuglia. Ma intanto i membri della squadra catturandi di Palermo lamentano di doversi autosovvenzionare per poterlo continuare a fare. Oltre al problema etico, il rischio, evidente, è che a lungo andare a risentirne siano il controllo del territorio e le indagini contro la mafia. Primo firmatario Franco Laratta, ecco in anteprima assoluta il testo dell’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro Maroni con cui i Democratici lanciano l’allarme. Un problema grave, che sta a cuore a tutti e a maggior ragione, ovviamente, è giusto venga tenuto in conto da una maggioranza che fa del tema della sicurezza uno dei suoi cavalli di battaglia. Eccola. Solo sul giornale della politica italiana.

Nella foto, un poliziotto della squadra catturandi scorta una volante della Polizia alla Questura di Palermo il giorno dell’arresto di Salvatore Lo Piccolo

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L’interpellanza del Pd

On. Franco Laratta
Interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Interni

PER SAPERE
Premesso che

- in seguito all’arresto del boss della mafia Mimmo Raccuglia, alcuni agenti della squadra ‘catturandi’ della Mobile di Palermo, hanno affermato – secondo quanto riportato da Repubblica del 17.11.2009 -: “Non chiamateci eroi perché arrestiamo i boss latitanti; questo è il nostro lavoro. Piuttosto, chiamateci eroi perché siamo dei dipendenti statali che pagano di tasca propria per lavorare al meglio”;

- da mesi, da più parti d’Italia viene segnalato ai parlamentari e agli organi di stampa, che non ci sono soldi per le missioni fuori sede dei poliziotti impegnati in operazioni molto delicate e rischiose, come quelli che in Sicilia hanno arrestato Raccuglia e prima ancora Lo Piccolo e Provenzano.

TUTTO CIO’ PREMESSO
SI CHIEDE DI SAPERE

SE RISPONDE A VERITA’, e come il Governo ritiene immediatamente di reagire,
che:
- “I tagli al comparto sicurezza sono stati il peggiore ostacolo che i poliziotti hanno dovuto fronteggiare in questi mesi”, secondo quanto affermato da Franco Billitteri, segretario provinciale del sindacato di polizia Siap di Palermo;   

- i rimborsi per le missioni fuori dalle città sono ormai bloccati da mesi, gli straordinari vengono pesantemente decurtati e i rimborsi per i pasti durante le missioni arrivano con nove mesi di ritardo;

- i tagli alle risorse destinati alla sicurezza hanno determinato che le indagini antimafia sono proseguite con i risultati di sempre, ma i poliziotti impegnati hanno dovuto anticipare le spese, provvedere a pagare di tasca propria, fare fronte con fondi personali a qualsiasi necessità, prevista ed imprevista, al fine di evitare di bloccare le indagini e di rinviare le operazioni in corso. In sostanza, i poliziotti impegnati, non solo hanno prestato il servizio dovuto con grande impegno, coraggio, passione, ma hanno dovuto pagare anche le spese e i costi delle stesse operazioni;

- ai dipendenti di uno degli uffici più efficienti d’Italia – la sezione catturandi di Palermo – sia stata pagata solo la metà della voce produttività del 2008;
- gli stessi hanno dovuto attendere due anni per vedere in busta paga gli straordinari fatti sulle montagne di Corleone a caccia di Provenzano. E altri due anni per gli straordinari dopo l’arresto di Lo Piccolo;
- agli stessi poliziotti della catturandi di Palermo, è stato pagato soltanto il 50 per cento della somma prevista per gli straordinari effettuati, come ha denunciato il Siap.

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