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L’OCSE GRIDA L’ALLARME: ENTRO IL 2011 IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO RAGGIUNGERA’ IL 120%

novembre 19, 2009 di Redazione 

Debito pubblico ai suoi massimi storici, tasso di disoccupazione in rapida ascesa e una lentissima ripresa di qui ai prossimi tre anni. Questo lo scenario che l’Outlook economico semestrale dell’OCSE pronostica per l’Italia. L’economia italiana tarda nella sua ripresa economica ed accusa il colpo del -20.3% delle esportazioni, dato che neppure il ‘made in Italy’ è riuscito a frenare in questo drammatico 2009. Allarmante per l’OCSE anche la particolare questione fiscale del nostro Paese, per la quale lo ‘scudo fiscale’ dovrà rappresentare una manovra straordinaria e non il primo di una serie di nuovi condoni. Il solo dato positivo si registra invece nell’Eurozona, che supera anche le più ottimistiche previsioni. Ci racconta tutto Francesco Carosella.

Nella foto, il Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurrìa

di FRANCESCO CAROSELLA


L’Outlook economico semestrale dell’Ocse ha messo in evidenza lo stato di enormità del debito pubblico italiano, che salirà di 10 punti percentuali nei prossimi due anni: al 115% del Pil nel 2010 e al 120% nel 2011, con un deficit che si attesterà dal 5,5% del 2009 al 5,1% nel 2011. Nel rapporto si spiega che ciò è dovuto “all’indebolimento ciclico delle entrate, nonostante l’Italia non abbia introdotto stimoli su larga scala a causa dell’alto debito pubblico”. Sono comunque positive le previsioni per la crescita del Pil, che secondo l’Ocse crescerà dell’1,1% nel 2010 e dell’1,5% nel 2011, dopo una flessione del 4,8% nel 2009. Il forte miglioramento del Pil nel terzo trimestre del 2009 è stato possibile grazie ad un elevato aumento della produzione industriale, ma avvertono i ricercatori, pur guardando al rialzo i dati: “la continuità di questo rimbalzo è incerta”.

TASSO DI DISOCCUPAZIONE- Il dato più preoccupante riguarda il tasso di disoccupazione che continuerà a salire a incrementi dapprima crescenti e poi costanti dal 6,8% del 2008 al 7,6% nel 2009, all’8,5% nel 2010 fino all’8,7% nel 2011, anno in cui dovrebbe iniziare “un modesto calo dopo il picco del 9%”.
Le proiezioni hanno segnalato anche una ripresa dell’export, dal disastroso -20,3% di quest’anno ad un +1,4% nel 2010 e +3,5% nel 2011. Per quanto riguarda i consumi l’Ocse si attende che rimangano deboli nel breve e medio periodo, a causa della minore crescita del potere d’acquisto delle famiglie dovuta ad un decremento dei salari reali. Il tasso di risparmio rimarrà stabile intorno al 10,5% nei prossimi due anni dopo essere salito al 10,7% nel 2009 dall’8,6% del 2008.

RIPRESA LENTA- Gli esperti si mostrano scettici all’ipotesi di una rapida ripresa dell’Italia: “La mediocrità delle performance economiche in Italia prima della crisi incita alla prudenza circa l’eventualità di una ripresa rapida e precoce o di un’accelerazione forte in seguito”. Tale ipotesi si basa su proiezioni ottimistiche circa la ripresa globale: “L’attività in Italia potrebbe essere più debole del previsto nel medio termine se la situazione finanziaria mondiale migliora meno del previsto o se il miglioramento degli scambi mondiali è più contenuto”. Se al contrario le previsioni sui fattori esogeni al sistema italiano dovessero rivelarsi pessimistiche, “il forte aumento del Pil registrato nel terzo trimestre potrebbe essere più duraturo rispetto alle nostre previsioni, mentre il tasso di crescita potrebbe rafforzarsi maggiormente nel 2011 se l’influenza del miglioramento delle condizioni finanziarie è stato sottostimato”.

SCUDO FISCALE- L’Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico con sede a Parigi prescrive nella relazione anche le necessarie misure che l’Italia dovrà adottare nell’immediato e al momento della ripresa. Per cominciare, lo scudo fiscale secondo l’Ocse deve essere solo temporaneo: “Lo scudo fiscale dovrà essere visto dai contribuenti come una misura straordinaria, nell’ambito dell’impegno generale alla trasparenza sugli scambi di informazioni sulle tasse recentemente concordato a livello internazionale, altrimenti i contribuenti potrebbero arrivare alla conclusione che sono probabili altri condoni fiscali”. E’ indispensabile inoltre risanare i conti pubblici, gli economisti dell’Ocse hanno rivelato che “la grave recessione in Italia è iniziata prima rispetto alla maggior parte degli altri paesi”. E’ urgente inoltre studiare fin da ora un disegno di ripresa, secondo il capo-economista Jorgen Elmesekov: “Ora è il momento di pianificare l’exit strategy dalla crisi, anche se la sua implementazione dovrà essere graduale. Inoltre, una radicale azione politica sarà richiesta negli anni a venire per restaurare un solido equilibrio macroeconomico, una crescita sana e una bassa disoccupazione. Solo a quel punto potremo dire che la crisi sarà pienamente superata”.

L’EUROZONA MEGLIO DEI PRONOSTICI- In un’ottica più generale l’Ocse rileva comunque un progressivo recupero: “La marcata contrazione dell’economia nell’Eurozona sembra terminare prima di quanto previsto, con ulteriori miglioramenti del quadro finanziario, misure di stimolo fiscale e stabilità dell’export. Nonostante ciò, il problema della disoccupazione e l’accelerazione del processo di riduzione del debito nel settore finanziario suggeriscono che il recupero del ciclo sarà graduale. La ripresa che a inizio anno aveva beneficiato i Paesi emergenti si è diffusa alle economie industrializzate, ma per la maggior parte dei Paesi Ocse sarà modesta”.
Il rapporto precisa inoltre: “L’obiettivo di consolidamento di medio termine richiede un ulteriore sforzo nel 2011, parte del quale è inglobato in queste proiezioni nell’assunto che l’anno prossimo la Finanziaria si atterrà a quanto previsto dal Dpef dell’Ue (Documento di programmazione economica finanziaria, ndr)”.

FRANCESCO CAROSELLA

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