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Giornata mondiale per il diritto allo studio: migliaia di studenti in piazza in tutta Italia e nel mondo

novembre 17, 2009 di Redazione 

Nella giornata mondiale per il diritto allo studio le più importanti piazze d’Europa e del mondo sono state colorate dagli striscioni degli studenti. Più di 50 cortei solo in Italia, migliaia di studenti nelle piazze, manifestazioni e conferenze in prestigiosi atenei, ed anche, purtroppo, tafferugli ed occupazioni. Dalla giornata emerge però un dato politico non trascurabile: una generazione, spesso tacciata di conformismo, trova oggi nella difesa dell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo un credo politico, irrinunciabile ed universale. Il racconto della giornata, di Ginevra Baffigo.

Nella foto, gli studenti dell’Onda

di GINEVRA BAFFIGO

“Riprendiamoci il futuro” grida la generazione zero. Sono studenti che si preparano al mondo del lavoro nell’incertezza del domani, in strutture fatiscenti e pericolanti, ma anche i precari del sapere, ricercatori senza contratto e professori che non vedranno mai il turn-over volgere a loro favore. Oggi però l’Onda non è soltanto quella italiana, il mondo accademico tutto è sceso in piazza per la giornata internazionale per il diritto allo studio.
Una giornata questa che non è mera rivendicazione di un diritto dell’oggi, tanto meno una pur nobile lotta per quelli che verranno in futuro. Il 17 novembre è una data simbolica con una storia lunga settant’anni, il cui inizio si ritrova in un’ormai lontano ’39, qunado centinaia di studenti cecoslovacchi opponendosi alla guerra vennero arrestati e uccisi dai nazisti. Nel 1941 alcuni gruppi di studenti in esilio decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l’International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca. Da allora ogni anno, in decine di paesi, gli studenti di tutto il mondo scendono in piazza in ricordo di quel massacro, rivendicando il diritto allo studio: un diritto di tutti, fondamentale per costruire un mondo di pace, giustizia, democrazia e soprattutto libertà. Un diritto, tra l’altro, ribadito nell’art.26 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo: “Ogni individuo ha diritto all’istruzione (…) Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire (…) il mantenimento della Pace”.

«Solo la conoscenza cambierà il mondo»: gridano gli slogan e sembrano essersene accorti i venti paesi europei coinvolti dalle proteste. Un’assemblea studentesca internazionale a Bruxelles ha invece visto partecipare 150 studenti da tutta Europa e delegazioni dagli altri continenti. La protesta è estesa perciò ben oltre i confini d’Italia. Migliaia di studenti in tutto il mondo fino a poche ore fa intonavano all’unisono la richiesta di maggiori garanzie per il diritto all’istruzione, il bene pubblico più caro, che non può rischiare di essere privatizzato, come sta invece accadendo, in diversi paesi via di sviluppo. ?«La Conoscenza non si vende, si apprende» è la risposta dei manifesti.


In Italia la mobilitazione interessa la maggior parte degli atenei, ma anche il mondo della scuola, le Accademie di Belle Arti e di Danza. Più di 50 cortei in tutta Italia contro “la Repubblica delle Banane”, contro i tagli in Finanziaria e poi contro il referente ministeriale, Mariastella Gelmini, ed il suo ultimo disegno di legge. Le città sono bloccate, a Palermo è stato occupato l’assessorato. E questo non è che un “assaggio”, assicurano gli studenti, del caldissimo autunno che si prepara negli atenei in rivolta. Venerdì si decideranno le prossime mosse dell’Onda, in un’assemblea pubblica alla Sapienza che promette sin d’ora una certa vivacità.

Nella capitale, al grido «ci prendiamo Roma» oggi sono scesi in piazza 10.000 studenti di scuole, università ed accademie. A marciare in questo corteo, pacifico e a volto scoperto, vi era anche una delegazione di studenti iraniani. Gli studenti delle accademie hanno inscenato una protesta con delle banane in mano per «chiedere l’annessione all’Africa dal momento che il nostro paese non investe nei saperi, anzi taglia fondi e risorse». Ma al di là delle banane, la protesta è seria: gli studenti chiedono più fondi a garanzia del diritto allo studio e le proteste che si levano contro il ddl del ministro Gelmini non tardano a passare ai fatti, e quindi alle occupazioni.

Gelmini: centri sociali non rappresentano studenti. Il ministro dell’Istruzione intanto si difende: “I centri sociali non rappresentano gli studenti italiani”. “Gli studenti italiani hanno capito che bisogna avere il coraggio di guardare al futuro, di cambiare la nostra scuola, di fare scelte coraggiose. Riproporre vecchi slogan, come se fossimo ancora negli anni ’70 – prosegue il ministro – certamente non contribuisce a rendere la nostra scuola più moderna». «I manifestanti, per lo più legati al mondo dei centri sociali- minimizza la Gelmini-, non rappresentano certo i milioni di ragazzi che studiano e si impegnano e che sperano di trovare nelle scuola un’istituzione che li prepari a un vero lavoro”.

La protesta nelle altre città. A Milano l’atmosfera è tesa: non solo per le scelte del ministro Gelmini, ma anche per lo sgombero del liceo civico Gandhi, avvenuto sabato scorso. In piazza Mercanti gli agenti della polizia e i carabinieri hanno accolto il corteo in assetto antisommossa e ci sono stati momenti di forte tensione. Sempre in mattinata quattro studenti sono stati arrestati per aver rovesciato dei cassonetti e provocato tafferugli, così al termine del corteo non autorizzato gli studenti hanno annunciato un presidio in piazza San Babila per i compagni finiti in questura. I fermati sono due diciottenni e verranno processati domani mattina per direttissima con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale; altri due giovani, una donna dell’area anarchica e uno studente di un centro sociale, risultano invece indagati a piede libero con le stesse ipotesi di reato. ??A Torino un gruppo di studenti ha occupato il Rettorato dell’Università in via Po, e nel cortile e sulla balconata sono stati esposti numerosi striscioni: «Riforma Gelmini: nove mesi per attuarla non facciamola nascere», «Blocchiamo la riforma» e «Riprendiamoci il futuro». A Palermo poi gli studenti universitari e medi dell’Onda hanno occupato l’assessorato regionale alla pubblica istruzione. La protesta prende di mira il nuovo ddl Gelmini sull’università,e chiede alla Regione Siciliana, dotata di uno statuto autonomo, di non applicare la riforma, ma al contrario di potenziare con investimenti la ricerca e l’università pubblica. Oltre che nelle città principali manifestazioni e cortei si sono svolti ad Ancona, Napoli, Padova, Forlì, Bari, Parma, Ferrara, Catania, Perugia, Lecce, Cagliari, Genova, Pavia.

GINEVRA BAFFIGO

Commenti

One Response to “Giornata mondiale per il diritto allo studio: migliaia di studenti in piazza in tutta Italia e nel mondo”

  1. Tony9anta6 on dicembre 27th, 2009 13.03

    grazie delle informazioni!!!

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