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***Il commento*** LA DELUSIONE PER OBAMA ALLA CORTE DEI PADRONI CINESI di LUIGI CRESPI

novembre 17, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana si mantiene fedele alla sua vocazione di tribuna aperta e libera, sede del confronto politico, che in questo caso vede prendere la parola il grande giornalista Luigi Crespi. Nel primo pomeriggio abbiamo raccontato sulle nostre colonne il vertice sino-americano, ed è già dibattito! Non tutti infatti vedono positivamente l’esito dell’incontro di Pechino, noi stessi abbiamo reso note alcune perplessità che sin dalle prime ore della visita si erano delineate. Ora Luigi Crespi manifesta qui «la sua delusione» per quella svolta verde annunciata e promessa, ma ancora lontana dal concretizzarsi. Sentiamo.

Nella foto, Luigi Crespi

di LUIGI CRESPI

Potete dirmi quello che volete, ma la delusione per Obama è enorme. Il viaggio in Cina ha sancito una rottura netta di quella linea di speranza che Barack aveva animato in me e fino ad oggi.

Spostare l’asse delle decisioni dall’Atlantico al Pacifico poteva essere una cosa giusta, se l’Asia fosse meglio e più avanti dell’Europa, e invece con le decisioni prese in Cina, Obama ha piombato il vertice di Copenaghen.

Capisco che il debito pubblico americano è nelle mani dei cinesi, capisco che intrattenere rapporti con un paese in cui democrazia e diritti civili sono un miraggio ma queste cose diventano delle invariabili di fronte alla forza dell’economia.

Belle parole di libertà blaterate ai giovani cinesi ma inutili, senza forza e piegate al conformismo del cambiamento. La mia delusione è forte e la mia rabbia è nera, chissà cosa ne pensa Al Gore.

LUIGI CRESPI

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