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7giorni. Rutelli, Rotondi, Minzolini e il Governo battuto di Mario Adinolfi

novembre 11, 2009 di Redazione 

E’ il momento del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger. La rubrica più amata del giornale della politica italiana. Tutta, ovviamente, dedicata ai fatti di oggi. Solo il Politico.it, tra i grandi quotidiani, è in grado di commentare in tempo reale con le proprie grandi firme i fatti del giorno. Adinolfi parte da Rutelli e dalla sua Alleanza per l’Italia, su cui torneremo più tardi: «Un grande futuro dietro di noi», commenta sarcasticamente la grande firma del giornale della politica italiana, citando il nome del libro di Giuliano Da Empoli scelto come titolo della presentazione. Poi Cosentino, con una proposta di unità… regionale lanciata da Gianfranco Rotondi durante l’intervista a Mario questa mattina a Red: «Facciamo un governo della Campania formato e sostenuto da Pdl, Udc e Pd e ripuliamo le liste dalle persone in odore di camorra», dice il ministro, che riconosce il ruolo fondamentale di Roberto Saviano, ma non lo candiderebbe a Governatore («Per non immiserirlo»). Un invito-provocazione a Bersani, che il Politico.it rilancia dalle sue pagine: vedremo se il neoleader Democratico risponderà. Poi Minzolini, che Adinolfi critica ma a cui riconosce la libertà di guidare il Tg1 nel modo che crede. «Una rondine non fa primavera», commenta l’ex sostenitore della mozione Franceschini al congresso riguardo alle cadute di oggi del Governo sulla Finanziaria. E infine punto sette, come sempre, su calcio e scommesse. Buona lettura.

Nella foto, il grande Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

1. Francesco Rutelli ha fondato l’Alleanza per l’Italia, il simbolo lo scelgono via web (Democrazia Diretta fa sempre scuola) e la raccolta dei rimasugli riguarda Bruno Tabacci. Massimo Calearo, Linda Lanzillotta, Gianni Vernetti e persino Giorgio La Malfa. Giorgio La Malfa? Ma che davvero fa ancora politica Giorgio La Malfa? C’è pure Giuliano Da Empoli che ha prestato per l’occasione il titolo del suo libro: un grande futuro dietro di noi.

2. Mentre Rutelli si trastullava con l’intenzione di intercettare per l’ennesima volta nella sua vita il vento favorevole (trent’anni fa era segretario nazionale del Pr, quando Giorgio La Malfa era segretario del Pri per capirci), il Pdl si occupava del piccolo problema del suo candidato alla presidenza della regione Campania che i magistrati vogliono arrestare considerandolo un casalese e non nel senso di essere semplicemente nato a Casal di Principe, cosa che Nicola Cosentino sbandiera con orgoglio.

3. Mentre Berlusconi incontrava Cosentino negli uffici di Palazzo Grazioli, al piano di sotto io intervistavo il suo ministro Gianfranco Rotondi, che giustamente diceva: “Ormai i due grandi partiti, Pd e Pdl, hanno la camorra in casa in Campania. C’è una sola strada: non si può fare il rinnovamento? Facciamo la rivoluzione. Un governo di emergenza in Campania tra Pd, Pdl e Udc per battere la criminalità organizzata e ripulire completamente le liste da qualsiasi rischio di infiltrazione. Candidiamo solo persone che si impegnano a un governo di emergenza della regione e a non ricandidarsi alle prossime elezioni. E’ una provocazione per Bersani, vediamo cosa risponde. Berlusconi secondo me potrebbe trovarsi d’accordo. Trasformerebbe la ampania in un caso nazionale e internazionale”.

4. A Rotondi ho chiesto anche cosa pensasse dell’idea di Roberto Saviano candidato governatore, magari proprio nel quadro di un accordo unitario per la “rivoluzione” in Campania contro la camorra. Rotondi non ha voluto indicare il nome dello scrittore come candidato possibile (“per non immiserirlo”) ma ha riconosciuto il ruolo di Saviano nella presa di coscienza dei cittadini campani dell’occupazione delle istituzioni da parte della camorra.

5. Nel frattempo si sviluppa il dibattito su Augusto Minzolini, che dice solenni cazzate sull’immunità parlamentari e sugli argomenti limitrofi al caso Cosentino, ma voglio difendere il suo diritto a dirle. Un direttore di telegiornale può fare tutti gli editoriali che gli pare. Quando li faceva Sandro Curzi e trasformava il Tg3 in TeleKabul nessuno protestava, ovviamente. Sandro aveva il diritto di fare il direttore. Lo stesso diritto del furbo Augusto.

6. Mentre tutto questo si agitava nei Palazzi romani, il governo andava sotto un paio di volte sulla riforma della finanziaria alla Camera. Buona notizia ma una rondine non fa primavera.

7. Scommesse del giorno: bancare Valladolid, Rayo Vallencano, Getafe e Salamanca in coppa del Re. Bancare vuol dire giocare contro la vittoria delle squadre indicate.

MARIO ADINOLFI

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