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Diario politico. Il Gip: arrestare Cosentino Berlusconi e Pse per D’Alema Mister Pesc

novembre 10, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino come la prima edizione dei telegiornali. Per il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale campano del Pdl l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Dal magistrato la richiesta alla Camera di autorizzazione ad eseguire la misura. E’ sempre più forte intanto il sostegno alla candidatura dell’ex presidente del Consiglio a ministro degli Esteri d’Europa. Ieri Schulz annuncia il ritiro di Miliband e il sostegno dei socialisti europei all’italiano, poi il giallo: da Berlino, dove a margine dei festeggiamenti per il ventennale della caduta del Muro si è tenuta una cena offerta da Angela Merkel con i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione, Gordon Brown rilancia il suo capo della diplomazia che, dal par suo, si definisce soltanto «in stand-by». Un tira e molla legato da un lato al tentativo da parte britannica di trovare l’assenso sulla nomina di Blair come presidente, dall’altro all’alternativa, per Miliband, di guidare i laburisti nel dopo-Brown. Il racconto degli ultimi sviluppi.          

Nella foto, lo sguardo di Nicola Cosentino

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di Carmine FINELLI

Giornata all’insegna dei colpi di scena quella di ieri. Novità che arrivano dalla magistratura per quanto riguarda Nicola Cosentino candidato in pectore del Popolo della Libertà per la guida della Regione Campania.
L’ordinanza di misura cautelare arebbe stata già firmata e i magistrati sarebbero in procinto di inoltrare alla Camera la richiesta di autorizzazione per l’esecuzione di una misura stessa che riguarda Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl. La notizia è stata diffusa dall’Ansa ed è trapelata da ambienti giudiziari, anche se i magistrati titolari dell’inchiesta si sono rifiutati di confermare l’indiscrezione. Cosentino risulta indagato per presunti contatti con il clan camorristico dei Casalesi nell’ambito di un procedimento scaturito dalle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
Ad emettere l’ordinanza di misura cautelare sarebbe stato il gip Raffaele Piccirillo, su richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci. I magistrati ipotizzerebbero a carico di Cosentino il reato di concorso esterno in associazione camorristica. Trattandosi di un componente della Camera dei deputati, il gip – come stabilisce la legge – deve inoltrare la notifica dell’ordinanza al presidente della Camera, con richiesta di autorizzazione all’esecuzione del provvedimento. La documentazione sarà poi inviata alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, la quale dovrà formulare una proposta per l’Aula. La posizione di altri indagati coinvolti nello stesso procedimento, sui quali pendono richieste di misure cautelari, sarebbe stata stralciata. Il portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano precisa che “alla presidenza della Camera non risulta pervenuta, allo stato, alcuna richiesta da parte dell’autorità giudiziaria di Napoli”.
Intanto l’avvocato di Cosentino, Stefano Montone, si è recato nel pomeriggio di ieri dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal gip Piccirillo. Il penalista negli ultimi tempi aveva informato i magistrati che Cosentino era disponibile a presentarsi per dichiarazioni spontanee o per un interrogatorio, ma gli inquirenti, ricorda Montone, non hanno ritenuto di dover accogliere tali richieste.
Il Popolo della Libertà della Campania, in una nota, “esprime fraterna solidarietà all’onorevole Nicola Cosentino, nella convinzione che presto si dimostrerà l’assoluta estraneità del coordinatore regionale del Pdl, dalle ipotesi di reato contestategli. Resta inteso che il Popolo della Libertà della Campania non consentirà alcuna strumentalizzazione politica dell’iniziativa intrapresa dalla magistratura”, termina la nota.

D’Alema Mister Pesc. E un colpo di scena lo si registra anche per la candidatura ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea. Dopo la ratifica del trattato da parte della Repubblica Ceca, l’Europa avrà un presidente stabile ed un vice che si occuperà anche di politica estera. I due nomi più accreditati per il ruolo di “Mr.Pesc” (come viene definito l’Alto Rappresentante) sono Massimo D’Alema e David Miliband. Proprio quest’ultimo avrebbe rinunciato alla sua candidatura aprendo la strada all’ex ministro degli Esteri del governo Prodi (anche se poi più tardi lo stesso Miliband si definisce solo “in stand-by”). A confermarlo è Martin Schulz capogruppo al Parlamento Europeo per il Partito Socialista Europeo. Per il capogruppo degli europarlamentari socialdemocratici, la rinuncia del ministro degli Esteri britannico David Miliband è da considerarsi ormai “definitiva”. Lo stesso Schulz prosegue poi sostenendo “con forza” la candidatura di Massimo D’Alema.
Il diretto interesstato, Massimo D’Alema, invece, mantiene un profilo basso: “È una vicenda molto delicata sulla quale io non posso e non debbo dichiarare nulla. Non dipende da me ma dal consiglio europeo cioè dai capi di Stato e di governo, vedremo” dice l’ex presidente della Bicamerale, a Palermo, rispondendo ad una domanda proprio sulle sue chance. L’ex premier vede avvicinarsi l’incarico di “Mister Pesc” anche perché a sostenerlo c’è, compatto, tutto il Governo italiano e la maggioranza parlamentare. Lo stesso Silvio Berlusconi, da Berlino dove si trova per il ventennale della caduta del muro, continua a sostenere la candidatura di D’Alema. I giornalisti gli chiedono se siano alte le quotazioni dell’esponente del Pd e il premier risponde: “Spero di sì, non so dire». «Durante questo vertice ci sarà una riflessione da fare, parleremo credo sicuramente delle due candidature delle due cariche e spero – aggiunge Berlusconi – che si vada verso una scelta che non sia una scelta di persone non conosciute e senza esperienza”. Anche il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini caldeggia la candidatura di D’Alema: “Se Miliband decisamente rinuncia alla sua candidatura, che francamente non c’è mai stata finora si aprono eccellenti prospettive per D’Alema” commenta Frattini. Il capo della Farnesina ha riferito di aver sentito domenica D’Alema “che ha fatto le sue valutazioni. Stiamo a vedere – aggiunge – cosa succederà a margine degli incontri a Berlino dove i capi di governo avranno certamente occasione per riflettere”.
Sul tema interviene anche il presidente del Senato, Renato Schifani: «D’Alema è un candidato autorevole». Per la seconda carica dello Stato «la candidatura di un italiano non può non far piacere non soltanto al governo italiano ma a tutte le istituzioni e a tutti gli italiani. Noi siamo tenuti a privilegiare le italianità quando si compete in ambiti internazionali per incarichi così prestigiosi”.
Ma nel coro, anche se le voci sono pressoché omogenee, c’è sempre una nota stonata. Infatti è di diverso avviso Roberto Castelli: “Trovo sconcertante la candidatura e il sostegno a Massimo D’Alema per il ruolo di ministro degli esteri della Ue – dice il vice ministro ai trasporti – parlo a nome personale, avrò qualche rampogna dalla Lega, ma non potevo non dirlo”.

Carmine Finelli

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