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Marrazzo, Crespi indagato? Ma proprio no Il titolo lo fa il Politico.it. E lui ci racconta di LUIGI CRESPI

novembre 8, 2009 di Redazione 

Sette giorni fa i primi riferimenti su qualche quotidiano, poi la puntata di “Matrix” di martedì sera, infine “Repubblica” che titola e scrive che il grande sondaggista sarebbe coinvolto nella vicenda dell’ex Governatore del Lazio. Motivo? Un sms mandato il 25 settembre in cui Crespi commenta un caso di cui, nei palazzi romani, già tutti sono a conoscenza. Oggi “Repubblica” si corregge. Ma lo fa con due invisibili righine. E intanto la frittata è fatta. Il principale commentatore politico del giornale della politica italiana lamenta il trattamento subito da parte di alcuni organi di stampa, traendone come sempre una conclusione generale, di interesse complessivo. E si chiede: chi mai titolerà, al contrario, sulla mia estraneità? Lo fa il suo giornale, ora. E affida alla stessa penna dell’ex spin doctor di Silvio Berlusconi il racconto in prima persona della vicenda. Sentiamo. 

Nella foto, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Nella puntata di “Matrix” di martedì sera, mi hanno riferito essere andata in onda una “fiction” che mi riguarda, dove si racconta di un mio sms indignato, datato 25 settembre, sul caso Marrazzo. La notizia era già rimbalzata nel week-end sui giornali, ne ha parlato per primo Gian Luigi Nuzzi che è stato tra quelli che avevano ricevuto il mio messaggio.

A fine settembre la vicenda del presidente del Lazio era nota a molti, anzi a moltissimi, come provano le ricostruzioni abbastanza ossessive che vengono rappresentate in tutti i giornali e programmi tv.

Il mio disagio, il mio fastidio, non attiene alla vicenda in sè, ma al fatto che delle mie comunicazioni personali siano diventate di dominio pubblico, dando una rappresentazione francamente distorta della mia funzione, del mio ruolo e del mio rapporto con le persone che hanno ricevuto questo messaggio.

Vedete io parlo, mi confronto e spesso mi trovo anche su posizione contrapposte con molti giornalisti, opinionisti, con molti di coloro che operano nel mondo della comunicazione, dell’informazione e tutto questo avviene nelle forme più classiche: telefono, pranzo, ufficio e talvolta anche su Facebook, con loro e non solo, sviluppo teorie e scenari, e sono migliaia le persone che ricevono periodicamente i miei messaggi con le previsioni elettorali, insomma un contesto diverso da quello che viene rappresentato.

Non informo, bensì l’sms che ho inviato è un commento, pieno di contrappunto e che in alcuni casi sta a significare per chi lo riceve: “Guarda che avevo ragione io”.

Vi è un diritto alla privacy che io non rivendico, ma vi è un diritto ad una adeguata rappresentazione e il signor Alessio Vinci, portatore del giornalismo anglosassone in Italia, anziché tentare ricostruzioni parziali e teatrali, meglio avrebbe fatto a mandarmi una telecamera, in quanto sono contemporaneo e vivente. Ma forse Vinci si è offeso perché non è nella mia mailing list e allora dalla prossima volta sarà incluso.

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Non avevo ancora finito di pensare a questo, che mi trovavo a leggere l’articolo di “Repubblica” a firma di Elsa Vinci e Marino Bisso quando la stessa Vinci faceva suonare il mio telefonino e trafelata mi spiegava che il titolista aveva sbagliato il titolo perchè si prestava a cattive interpretazioni. IO NON SONO INDAGATO, ci mancherebbe altro, e la cronista di giudiziaria è veramente arrabbiata e gentilmente mi intervista per chiarire la vicenda.

Mentre le parlo mi rendo conto che quello incazzato dovrei essere io, anche perchè nel suo articolo dice “E anche Crespi… potrebbe essere sentito dagli investigatori che vogliono comprendere come e perché fosse a conoscenza del video e se ne fosse stata proposta la vendita a esponenti del centrodestra…”.

Ieri dunque a pagina 19 di “Repubblica” potevamo leggere il titolo “Marrazzo, indagini sul sondaggista”. Oggi mi aspettavo che la mia replica e l’ammissione dell’errore fosse esplicitato con uguale perentorietà.

Invece, a firma di Elsa Vinci ho trovato solo una frasetta all’interno di un articolo che dice: “La storia (quella del video) arriva per caso anche al sondaggista Luigi Crespi, che il 25 settembre per motivi di lavoro invia un sms. Lui – spiegano in procura – su questo punto sarà sentito come testimone”.

Quindi nell’arco di poche ore passo da indagato a testimone e la procura mi informa dedlla cosa attraverso i giornali? Dovrei essere contento? Niente affatto, il mio nome è stato trascinato e sbattuto sui giornali senza alcun rispetto e senza che io abbia alcun coinvolgimento in questa storia, in violazione di tutti i miei diritti.

E’ inutile dirvi che essere tirato in ballo così maldestramente mi produce un certo fastidio e ho la sensazione di essere tirato per la giacchetta. Capisco anche che la cosa è destinata ad esaurirsi e che non lascerà nessuna opacità sulla mia persona.

E tuttavia nessuno, a parte questo giornale, farà mai un titolo sulla mia estraneità ai fatti o sulla serietà del mio comportamento.

Questa è la realtà a cui certamente non mi rassegno e su cui darò battaglia come da cittadino e come operatore della comunicazione.

LUIGI CRESPI

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