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***La riflessione***
LOTTA ALLA POVERTA’, NON AI POVERI
di ANDREA SARUBBI*

novembre 8, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana, lo abbiamo scritto più volte, sta dalla parte di tutte le persone più deboli, quale che sia la ragione della loro debolezza: una “diversità” discriminata, una malattia, una condizione sociale al momento non favorevole. Noi siamo quelli che porgono una mano a queste persone e che, contemporaneamente, spingono la nostra politica ad occuparsi del loro problema. E la politica italiana non può non ascoltare il suo giornale. Con questa bellissima, nuova uscita della Riflessione, la sua rubrica sul nostro giornale, il deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” prende a pretesto e stigmatizza l’ordinanza del sindaco di Roma Gianni Alemanno, durissima, contro i lavavetri, per chiarire come la politica italiana debba essere contro la povertà, e fare di tutto per sradicarla, e non certo colpire (ulteriormente) le persone che si ritrovano in questa condizione di difficoltà, e che già sono per questo colpite moltissimo. Un altro editoriale, dunque, de il Politico.it in questa giornata più scarna sul fronte della politique politicienne, che pure è uno dei nostri pani quotidiani, ma fortissima quanto a tensione etica e morale. Buona riflessione con Andrea Sarubbi.

Nella foto, Andrea Sarubbi. Le pagine personali all’indirizzo http://andreasarubbi.wordpress.com

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di ANDREA SARUBBI*

Dalla comunità di Sant’Egidio ho sentito ripetere più volte che dietro il degrado si nasconde un disagio: non ha senso combattere il primo senza affrontare l’altro. Il degrado, a differenza del disagio, è visibile ad occhio nudo, come una macchia di umidità sulla parete; ma se mi limito ad una mano di bianco – dico una ma possono essere anche due o tre ed il risultato non cambia – prima o poi la chiazza rispunta fuori. Se invece scavo, faccio intercapedini e metto la carta catramata – se vado, cioè, alle radici di quel degrado – ho serie possibilità che la parete finalmente si asciughi: a quel punto sì che do una bella mano di bianco (o due, o tre…) e sistemo il tutto. Già nel ddl Carfagna sulla prostituzione – quello, per intenderci, che è finito in un cassetto e che a naso ci resterà, chissà perché – si capiva quale fosse, in materia, l’approccio del governo: una bella romanella e via. La romanella è quell’aggiustatina che il carrozziere ti dà alla macchina quando vuoi spendere poco: appena la ritiri ti sembra nuova, ma dopo un mesetto rispuntano fuori i vecchi difetti. D’altra parte, il tuo uomo era stato onesto: “Dotto’, famo ‘na cosa seria o ‘na romanella?”, ti aveva chiesto, e tu – guardandoti nel portafoglio – avevi optato per la seconda scelta. Come il ddl Carfagna, dicevo, che per combattere la prostituzione aveva lanciato una grande operazione di decoro urbano: l’importante non è che si prostituiscano (o meglio: che siano, nella maggior parte dei casi, costrette a farlo), ma che almeno non si veda. Sulla stessa linea si muove l’ordinanza del sindaco Alemanno, stabilendo una multa di 100 euro per i lavavetri ai semafori e per i giocolieri, che ne sono un po’ l’evoluzione artistica. “I vigili urbani – scriveva l’Ansa di lunedì scorso – hanno fatto sette multe e dieci sequestri di attrezzature. Tre lavavetri sono riusciti a sfuggire ai vigili abbandonando i secchi e le spazzole”. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere: come ha giustamente sottolineato Angelo Bonelli, dei Verdi, questa non è lotta alla povertà, ma lotta ai poveri. È un’altra operazione di decoro urbano, insomma: un’altra romanella, che per qualche settimana farà sparire i poveri dai semafori e li manderà a suonare nei vagoni della metropolitana o a spostare carrelli negli spiazzi dei supermercati oppure a distribuire santini all’uscita delle chiese. A proposito di Chiesa: l’ordinanza di Alemanno ha provocato pure la reazione del cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, che non è certamente un barricadero ma che non ha potuto (né voluto) tacere al sindaco il malessere del mondo cattolico. Cito testualmente dal comunicato ufficiale del vicariato: “La domanda di legittima sicurezza dei cittadini che la pubblica amministrazione ha il dovere di tutelare non può non essere coniugata con il diritto naturale di ogni uomo alla sopravvivenza e alla ricerca di condizioni per una vita dignitosa”. E ancora: “Il cardinale Vallini, pur consapevole della complessita’ del problema, ha invitato il sindaco ad individuare iniziative e strumenti alternativi e integrativi che mostrino il volto umano della città e siano di sprone ai cittadini a non guardare soltanto ai propri interessi ma al bene di tutti”. Se no, a che cosa serve la politica?

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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