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Ora Berlusconi risponde alle 10 domande Ma con Vespa. “Mai pensato al Quirinale”

novembre 5, 2009 di Redazione 

Sono trascorsi diversi mesi, da quando ”Repubblica” ha posto gli ormai famosi dieci quesiti al presidente del Consiglio per fare luce sulle sue frequentazioni con Noemi Letizia e le escort e, in particolare, sui possibili risvolti di rilievo pubblico. Oggi il premier risponde, in un’intervista al conduttore di ”Porta a porta” per il suo libro: «Non ho mai avuto una relazione con la ragazza, e non sono ricattabile. Mai usato i servizi contro qualcuno». Vi raccontiamo tutto in questo servizio, riferendovi anche del sostegno che il Governo ha messo in campo per sostenere la candidatura di D’Alema a ministro degli Esteri d’Europa, nel giorno in cui l’ambasciatore polacco a Bruxelles ha espresso i propri dubbi riguardo al “passato comunista” dell’ex leader del Pds. Sentiamo.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Bruno Vespa nello studio di “Porta a porta”

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di Francesco CAROSELLA

Alle famose dieci domande di “Repubblica” Berlusconi ha infine risposto, seppure indirettamente. A Bruno Vespa, che lo ha intervistato nel suo ultimo libro di prossima uscita.
Non si può non partire dal caso Noemi Letizia, il compleanno della ragazza, le minorenni. Berlusconi ribadisce: “Sono solo calunnie. Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi”. Poi il premier risponde sulle candidature delle veline e delle escort: “Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello”. La notte del 4 novembre 2008 con Patrizia D’Addario. Sapeva che era una escort? Berlusconi nega: “C’era una cena con molte persone organizzata dalle militanti dei club ‘Forza Silvio’ e ‘Meno male che Silvio c’è’. All’ultimo momento si infilò anche Tarantini con due sue ospiti”.
Quanto ai voli di Stato, Berlusconi smentisce: “La magistratura ha già archiviato la pratica al riguardo. Io non ho mai utilizzato ‘voli di Stato’ in modo non lecito. Inoltre ho cinque aerei privati che posso utilizzare in qualunque momento”. Il premier ha già negato più volte di poter essere “ricattabile”, e a Vespa conferma: “La risposta vale per oggi come per il passato, in quanto io non mi sono mai lasciato ricattare da nessuno, né mi sono mai comportato in modo per cui un simile evento si potesse verificare. Quando nei miei confronti sono state avanzate richieste che secondo il giudizio mio e dei miei legali si configuravano come ricattatorie mi sono immediatamente rivolto all’autorità giudiziaria”.
Si passa alla questione della presidenza della Repubblica. Sebbene in passato il leader della maggioranza non abbia mai nascosto ambizioni in questo senso, oggi fa marcia indietro e rilancia invece il suo candidato: “Non ho mai pensato di candidarmi alla presidenza della Repubblica. Come molti ricorderanno, ho ripetutamente indicato a titolo di suggerimento, affinchè dal Parlamento possa essere compiuta la scelta migliore, un candidato che ritengo sia il migliore in assoluto (Gianni Letta, ndr)”.
C’è poi il cosiddetto “progetto eversivo” ai danni del Governo e della sua persona che Berlusconi lamenta da mesi: “I violenti attacchi contro di me, sempre avulsi da ogni attinenza alla realtà e frutto solo di preconcetta ostilità, sono sotto gli occhi di tutti. Ma non ho certo mai pensato di impiegare queste risorse (i servizi, ndr) contro alcuno”.
Sul suo stato di salute, infine, Berlusconi rassicura: “A questa domanda rispondono i fatti. Da quella data a oggi le mie condizioni di salute, a parte un fastidioso torcicollo ormai debellato e la scarlattina che ho avuto a fine ottobre, sono infatti quelle che mi hanno permesso di proseguire e completare sedici mesi di fittissimi impegni che per brevità così riassumo: 170 incontri internazionali, 25 vertici multilaterali, 9 vertici bilaterali, 80 conferenze stampa, 66 consigli dei ministri, 91 interventi e discorsi pubblici a braccio. Cosa avrei fatto se non fossi stato ammalato?”.La scelta del premier di consegnare le “risposte” ad un libro e non al quotidiano o allo stesso Parlamento viene ampiamente criticata, per i modi e per i contenuti, dall’opposizione.
“A quanto pare – dice Rosy Bindi – c’è modo e modo di esercitare i doveri di trasparenza e correttezza istituzionale. Un presidente degli Stati Uniti risponde in pubblico e nelle sedi istituzionali all’accusa di aver mentito sulla propria vita privata. Un presidente del Consiglio italiano lo fa nel libro di un giornalista televisivo. La differenza tra i due basta a dimostrare chi ha senso della dignità dello Stato e chi no. Berlusconi si illude se immagina che basti questo a sgombrare il campo dagli interrogativi politici che lui stesso ha alimentato nell’ambigua commistione tra le sue responsabilità pubbliche e la sua vita privata”.
Anche il senatore del Pd Luigi Zanda si dice “stupito e amareggiato che il presidente abbia deciso di rispondere, sia pure in modo elusivo e niente affatto convincente, nel libro di Bruno Vespa alle domande che l’opinione pubblica e il Parlamento gli rivolgono da mesi. Berlusconi – prosegue Zanda – deve rassicurare i cittadini sulla sua non ricattabilità e deve farlo in Parlamento. Deve garantire che i suoi comportamenti privati non hanno messo a rischio la sicurezza nazionale e la credibilità del Paese. Questo gli è stato ripetutamente chiesto con gli atti formali di cui l’opposizione dispone. Ma il presidente del Consiglio, ancora una volta, ha ignorato il Parlamento e i parlamentari”.
Anche Felice Belisario, presidente dei senatori dell’Idv è critico: “Dopo mesi il presidente del Consiglio sembra si sia deciso a rispondere ad almeno una parte delle 10 domande di “Repubblica”. Peccato che abbia deciso di farlo in quella che comunemente viene ironicamente definita la terza camera del Parlamento. In questo caso neanche in tv, dove un minimo di contraddittorio esiste. Berlusconi ha scelto le pagine del nuovo libro di Vespa”. Fa notare Belisario: “L’Italia dei valori non ha mai preteso di entrare nella vita privata del premier ma ha sempre chiesto di sapere se fosse ricattabile o meno. Non possiamo però fare a meno di notare come, ancora una volta, Berlusconi abbia deciso di evitare di riferire in Parlamento, dimostrando un raro disprezzo delle istituzioni”.

D’Alema. Il Governo scende in campo a sostegno della candidatura dell’ex presidente del Consiglio alla carica di ministro degli Esteri d’Europa. Nel giorno in cui la Polonia, attraverso il suo ambasciatore, fa sapere di non condividere che la scelta ricada su un “ex comunista” (posizione poi definita “non ufficiale dal Governo polacco), Berlusconi chiama Merkel e Sarkozy per caldeggiare l’ipotesi-D’Alema a Bruxelles. “Una candidatura forte”, dice il premier.
La fonte di oggi è il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni: “Berlusconi e tutto l’ufficio di presidenza hanno sottolineato che se D’Alema sarà il candidato italiano il Governo darà il suo appoggio, ma la prima mossa non spetta all’Italia. Il governo appoggerà la candidatura di D’Alema che è una persona eminente del nostro Paese”.

Francesco Carosella

Commenti

One Response to “Ora Berlusconi risponde alle 10 domande Ma con Vespa. “Mai pensato al Quirinale””

  1. fab on novembre 7th, 2009 18.08

    una mano lava l’altra: Silvio gli promuove il libro e Vespone evita di porgli le domande in maniera incisiva

    Il triangolo mediatico: Berlusconi risponde a Repubblica tramite Vespa

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