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il Politico.it colma il vuoto mediatico sulla legge contro l’omofobia voluta da Obama

novembre 3, 2009 di Redazione 

Gli altri due grandi quotidiani on line, Repubblica.it e Corriere.it, non hanno dato la notizia. Il provvedimento equipara l’odio nei confronti delle persone omosessuali agli altri crimini razzisti, i cosiddetti “hate crimes”, i reati che consistono nella discriminazione etnica, razziale e religiosa. Una legge che nasce dall’impegno, iniziale, oltre un decennio fa, di Ted Kennedy, l’amato senatore Democratico scomparso la scorsa estate. Impossibile non fare il paragone con quanto accaduto qualche settimana fa da noi, quando la legge Concia anti-omofobia è stata bocciata alla Camera. Ci racconta tutto Francesco Carosella.

Nella foto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama

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di Francesco CAROSELLA

In America ci sono riusciti. L’omofobia è diventata ufficialmente un crimine razzista, al pari degli altri “hate crimes”, i reati che si basano sulla discriminazione etnica, razziale e religiosa. Una battaglia durata 10 anni e sempre osteggiata dai repubblicani, per primo l’ex presidente George Bush che minacciò di porre il veto se la legge fosse arrivata fino a lui per la firma.

Il Matthew Shepard Act è il compimento di un lungo e difficile percorso iniziato dal defunto senatore Ted Kennedy oltre un decennio fa. La legge era stata ogni volta bloccata in Senato, allo scopo di produrre più o meno gli stessi rinvii e ritardi che l’analoga proposta legislativa italiana, la legge Concia, ha subito recentemente. Il provvedimento è stato firmato dal presidente Barack Obama nella East Room della Casa Bianca: “Ci sono crimini che non rompono solo le ossa,
ma spezzano le anime”. Con queste parole Obama ha salutato la firma del nuovo testo, che inserisce tra i crimini di odio anche quelli commessi per il diverso orientamento sessuale e per una disabilità delle vittime. Gli hate crimes sono considerati negli Stati Uniti reati federali, e vengono puniti severamente con una legge federale varata nel 1968 in seguito all’assassinio di Martin Luther King.

Il Matthew Shepard Act porta il nome di un giovane studente omosessuale del Wyoming che fu rapito e picchiato a morte nel 1998 e di James Byrd, un giovane texano di colore che subì la stessa sorte nello stesso anno. “Nessuno in America dovrebbe avere paura di camminare in una strada tenendo per mano la persona che ama” ha detto il presidente davanti al pubblico tra cui sedevano anche i genitori di Matthew. Parole di soddisfazione quelle di Obama: “Dopo oltre un decennio di opposizioni e di ritardi abbiamo approvato una legge sui delitti legati all’odio per contribuire a proteggere i nostri cittadini dalla violenza basata sull’aspetto, i loro amori, il loro modo di pregare o semplicemente chi sono”.
Un atto rivoluzionario, come ha confermato anche il Primo Ministro Eric Holder: “Questo provvedimento rappresenta la nuova grande legislazione sui diritti civili”.

I rapporti tra persone delle stesso sesso sono oggi illegali in oltre 80 Paesi del mondo, tra cui almeno dieci Stati islamici in cui vengono puniti con la pena di morte. Il provvedimento americano può essere la risposta forte di apertura all’impegno delle Nazioni Unite alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo, e contro la quale si è schierato il Vaticano. Il timore del mondo cattolico e presumibilmente anche dei repubblicani è quello di una possibile ritorsione sulla libertà di espressione, ovvero che il concedere alle persone omosessuali uno status protetto possa indurre poi a punire anche chi solo critica pubblicamente l’omosessualità.

Nel caso italiano, la legge Concia, che prevedeva che la discriminazione per l’orientamento sessuale costituisse un’aggravante per i reati di aggressione, è stata affossata con un voto di “incostituzionalità”, in quanto non si sarebbe potuto considerare la discriminazione più grave rispetto ad aggressioni con moventi differenti, è stata affossata dalla maggioranza dei deputati, e anche il rinvio del provvedimento in commissione parlamentare per una limatura del testo è stato poi fermato grazie anche al voto dell’opposizione.

Tuttavia i risvolti secondari della legge non sono stati considerati determinanti da Obama, che ha invece ritenuto preminente e fondamentale lo scopo primario della legge, che è quello di difendere quella che è ancora, pur trattandosi di comuni cittadini, una categoria debole e a rischio. Il riconoscimento e la tutela da parte delle istituzioni e il rigetto imprescindibile per qualunque forma di razzismo costituiscono le fondamenta di una democrazia garante dell’uguaglianza e della libertà.

Francesco Carosella

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