Top

Abdullah: “Non c’è elezione trasparente” Salta il ballottaggio, è confermato Karzai

novembre 2, 2009 di Redazione 

Chi vuole seguire da vicino e informarsi quotidianamente, per passione o per lavoro, sulla vita politica, sociale, culturale in Medio Oriente legge ormai da tempo il giornale della politica italiana. Le nostre due prestigiosissime firme, Luana Crisarà e Désirée Rosadi, costituiscono l’avanguardia del giornalismo sul mondo arabo nel nostro Paese. il Politico.it vi racconta oggi come non hanno fatto gli altri grandi quotidiani cosa sia accaduto in Afghanistan, dove il ballottaggio previsto per Il 7 novembre non si terrà, un’altra pagina con luci e ombre per una democrazia (ri)nascente come quella afghana. Il presidente uscente rimane dunque al suo posto senza passare per il secondo turno. Lo sfidante aveva chiesto garanzie sulla gestione del voto. Respinte. Quindi il ritiro. Il racconto.

Nella foto, il presidente afghano Hamid Karzai

-

di Désirée ROSADI

A Kabul era tutto pronto per il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Mancavano pochi giorni ormai e nel corso della giornata di sabato la scelta del popolo afghano avrebbe sgomberato il campo dai dubbi sulla legittimità delle votazioni. Hamid Karzai, dato per vincitore sin dall’inizio, poteva riconfermare la sua carica, lasciandosi alle spalle le polemiche dei brogli. Abdullah, dal canto suo, avrebbe avuto la possibilità di battersi ad armi pari, o quasi, con il vincitore di sempre. Un‘occasione preziosa per l’ex ministro degli Esteri afghano che, invece, ha preferito abbandonare la sfida.

La determinazione di Abdullah non lasciava trapelare quest’ultima possibilità: nei giorni scorsi aveva dichiarato di voler intraprendere l’avventura del ballottaggio nonostante le minacce dei talebani e la consapevolezza dell’assenza di trasparenza nel voto. Era disposto a scontrarsi direttamente con Karzai, pur sapendo che il suo coraggio non sarebbe bastato per avere la meglio. Nonostante questo, nella giornata di ieri Abdullah ha reso pubblico il suo ritiro dal ballottaggio: “Non parteciperò al secondo turno”, ha dichiarato nel corso di un raduno con i suoi sostenitori, spiegando che “le mie richieste sono state respinte, ora un’elezione trasparente è impossibile”. Stando alle parole di Abdullah, la decisione sarebbe stata sofferta, e ha chiesto ai suoi sostenitori di non scendere in piazza, chiarendo che la scelta è arrivata “dopo numerose consultazioni con il popolo afghano, con i miei sostenitori, con leader influenti”.

La commissione elettorale non ha esitato a prendere una decisione rapida. Nelle prime ore successive alla rinuncia di Abdullah sembrava che il ballottaggio sarebbe avvenuto lo stesso, anche perché la Costituzione afgana in casi come questo non indica soluzioni alternative allo svolgimento del secondo turno di votazioni. Eppure in tarda mattinata la commissione elettorale indipendente ha fatto sapere che non ci sarà il ballottaggio e che Hamid Karzai è stato già proclamato presidente dell’Afghanistan, per un mandato di altri 5 anni. A questo punto è lecito chiedersi fino a che punto siano state realmente volute queste elezioni. Dopo un’estate di votazioni bagnate dal sangue di civili afghani e delegittimate dai numerosi brogli imputati a Karzai e agli inviati Onu nel Paese, il mondo intero aspettava la resa dei conti.

Finalmente si sarebbe seguito l’iter elettorale, così come prevede la Costituzione afghana. E invece no. È pur vero che, di fronte alla rinuncia formale di uno dei due contendenti, lo svolgimento del secondo turno appare inutile perché costoso da organizzare e sotto la minaccia dei talebani. In ogni caso Abdullah potrebbe rifiutarsi di riconoscere l’autorità del Presidente, secondo l’opinione di alcuni analisti, in quanto l’ultima investitura di Karzai, quella ottenuta dopo le votazioni di agosto, è sostanzialmente illegittima proprio per le frodi. Il “nuovo” presidente potrebbe addirittura non essere riconosciuto come tale dal giudizio della Corte Suprema afghana, che ha il compito di vagliare in ultima istanza certi contenziosi. Di certo la parola del popolo, quella vera, autentica, non sarà ascoltata neanche questa volta.

Désirée Rosadi

Commenti

One Response to “Abdullah: “Non c’è elezione trasparente” Salta il ballottaggio, è confermato Karzai”

  1. fab on novembre 5th, 2009 19.31

    impossibile pensare di eliminare in breve tempo corruzione brogli dall’Afghanistan

    L’Aventino afgano di Abdullah e il debole potere di Karzai

Bottom