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***Il ricordo***
LA CARNE DEGLI ANGELI
di ALDA MERINI
a cura di LUIGI CRESPI

novembre 2, 2009 di Redazione 

Una giornata di grande cultura, sul giornale della politica italiana. Che non manca di omaggiare quella che per molti è, è stata la più grande poetessa contemporanea, mancata ieri nella “sua” Milano. Lo fa con questo ricordo commosso del nostro grande commentatore politico e numero uno dei sondaggisti nel nostro Paese, che con la sola forza di questo collage di poesie di Alda, scelte personalmente da Crespi, mostra soprattutto ai più giovani, tra i nostri lettori, che sono tanti, chi fosse davvero Alda Merini. In esclusiva per il Politico.it, alcune tra le più belle poesie della Merini scelte per noi dal grande Luigi Crespi in persona. Vedete il giornale della politica italiana: è il luogo della nostra politica, dove non solo i grandi protagonisti della politica italiana vengono raccontati e si confrontano, ma anche la loro “casa”, nella quale, attraverso la quale, in un rapporto privilegiato con i nostri lettori, privilegiati, esprimersi più compiutamente a 360 gradi. Il più bel ricordo della politica italiana della poetessa milanese. Eccolo.

Nell’immagine, Alda Merini

Ma la città è triste perchè nessuno pensa che i fiori del Poeta sbocciano per vivere molto a lungo per le vie anguste della grazia

ALDA MERINI

-

di ALDA MERINI

poesie scelte da LUIGI CRESPI

-

… La verità è sempre quella,

la cattiveria degli uomini

che ti abbassa

e ti costruisce un santuario di odio

dietro la porta socchiusa.

Ma l’amore della povera gente

brilla più di una qualsiasi filosofia.

Un povero ti dà tutto

e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

Alda Merini, da “Terra d’amore”

-

… Pensiero, io non ho più parole.

Ma cosa sei tu in sostanza?

qualcosa che lacrima a volte,

e a volte dà luce.

Pensiero, dove hai le radici?

Nella mia anima folle

o nel mio grembo distrutto?

Sei così ardito vorace,

consumi ogni distanza;

dimmi che io mi ritorca

come ha già fatto Orfeo

guardando la sua Euridice,

e così possa perderti

nell’antro della follia.

Alda Merini, da “La terra santa”

-

… Le più belle poesie

si scrivono sopra le pietre

coi ginocchi piagati

e le menti aguzzate dal mistero.

Le più belle poesie si scrivono

davanti a un altare vuoto,

accerchiati da argenti

della divina follia.

Così, pazzo criminale qual sei

tu detti versi all’umanità,

i versi della riscossa

e le bibliche profezie

e sei fratello a Giona.

Ma nella Terra Promessa

dove germinano i pomi d’oro

e l’albero della conoscenza

Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.

Ma tu sì, maledici

ora per ora il tuo canto

perché sei sceso nel limbo,

dove aspiri l’assenzio

di una sopravvivenza negata.

Alda Merini, da “La Terra Santa” 1983

-

… Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,

il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola

come una trappola da sacrificio,

è quindi venuto il momento di cantare

una esequie al passato.

Alda Merini, da “La Terra Santa”

-

… Corpo, ludibrio grigio

con le tue scarlatte voglie,

fino a quando mi imprigionerai?

anima circonflessa,

circonfusa e incapace,

anima circoncisa,

che fai distesa nel corpo?

Alda Merini, da “La Terra Santa

-

… Spazio spazio, io voglio, tanto spazio

per dolcissima muovermi ferita:

voglio spazio per cantare crescere

errare e saltare il fosso

della divina sapienza.

Spazio datemi spazio

ch’io lanci un urlo inumano,

quell’urlo di silenzio negli anni

che ho toccato con mano.

Alda Merini, da “Vuoto d’amore”

-

… Bacio che sopporti il peso

della mia anima breve

in te il mondo del mio discorso

diventa suono e paura.

Alda Merini

-

… Ti aspetto e ogni giorno

mi spengo poco per volta

e ho dimenticato il tuo volto.

Mi chiedono se la mia disperazione

sia pari alla tua assenza

no, è qualcosa di più:

è un gesto di morte fissa

che non ti so regalare

Alda Merini, da “Clinica dell’abbandono”

-

… Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi

e mette assieme tutti i suoi giorni

in una mano tesa per donare,

in una mano che assolve

perché vede il cuore di Dio.

Ma la città è triste

perché nessuno pensa

che i fiori del Poeta

sbocciano per vivere molto a lungo

per le vie anguste della grazia.

Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”

-

… Del tutto ignari della nostra esistenza

voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti,

e delle nostre squallide ferite

voi fate un balsamo per le labbra di Dio.

Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli,

né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio,

ma c’è una linea di infelicità come di un uragano

che separa noi dalla vostra siepe.

Voi entrate nell’uragano dell’universo

come coloro che si gettano nell’inferno

e trovano il tremolo sospiro

di chi sta per morire

e di chi sta per nascere.

Alda Merini, da “La carne degli angeli”

ALDA MERINI

POESIE SCELTE DA LUIGI CRESPI

Commenti

3 Responses to “***Il ricordo***
LA CARNE DEGLI ANGELI
di ALDA MERINI
a cura di LUIGI CRESPI

  1. kattekop on novembre 3rd, 2009 14.56

    Che perdità….era cosi grande,cosi umile….adorabile,e profonda.Niente sviolinate…solo un grazie,per averci regalati quei versi cosi belli,e meravigliosi.

  2. Fabia on novembre 5th, 2009 19.51

    Sei volata via il giorno di Ognissanti, ti hanno accompagnata schiere di angeli d’oro. Ci resteranno sempre i tuoi versi, cara Alda.

  3. Maurizio Spagna on gennaio 7th, 2010 18.47

    “Il desiderio dei miei lettori
    È di contornarsi al più presto
    In questi versi riservati
    Ad Alda Merini”
    Un Grazie attirato.

    Commento introduttivo,
    un tributo poetico:
    “Ad un grande esempio di letteratura del Novecento, donna contemplatrice che ha raccontato le grandi sofferenze della vita e ricca di espressioni poetiche vissute nel profondo.”

    HO SEMPRE VOLUTO…
    …aspetta un attimo, un attimo
    e non sparire poesia.
    Per Alda Merini il tuo verso
    è nella vita…

    Annuisci Alda,
    Ho sempre voluto poesia attorno a me
    Tratti di sentiero
    Che aggiungessero corpi di scrivanie
    E lampade accese di protesta
    Sull’infinito appoggio di un pensiero.

    La tua camera ne era impicciata.

    Ho sempre voluto foto
    Copie di poesia attorno a me
    Sedie foderate da calici piangenti
    Schizzi di un vissuto amore
    Strane facce di cassetti ammaccati
    E muri
    Figurati dall’ombra del mio seno.

    La tua camera ne era impicciata.

    Ho sempre voluto poesia dal vivo attorno a me
    Musica sperduta nelle parole
    Volti e braccia cascanti
    Sopra un leggìo che pieghi
    Si ripieghi e il certo che si spieghi!

    La tua camera ne era impicciata.

    Ho sempre voluto una camera vuota
    Nuda e dalle quattro orecchie
    Bianca e chiusa in una nuvola nera
    Fumata
    E corteggiata dalla tua poesia
    Che ho sempre voluto
    Un po’ mia.

    ©
    Da “Il cuore degli Angeli”
    di Maurizio Spagna
    http://www.ilrotoversi.com
    info@ilrotoversi.com
    L’ideatore
    paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

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