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L’intervento. Nave veleni, bufala o depistaggio di Stato? di F. Laratta

novembre 1, 2009 di Redazione 

Il deputato del Partito Democratico sceglie il giornale della politica ita- liana per dire ancora una volta la sua e sollecitare il Governo a dare delle risposte sul caso del relitto che si sospettava contenesse fusti di materiale tossico ritrovato sul fondo del mare di fronte alle coste della Calabria. Sette domande che Laratta pone dalle colonne de il Politico.it, rivolte all’esecutivo che invita ad andare in Parlamento. Eccole. Solo sul giornale della politica italiana. Sentiamo.

Nella foto, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in aula alla Camera

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di FRANCO LARATTA*

Nella vicenda della nave dei veleni le cose sono due: o ci troviamo davanti ad una colossale bufala elevata a dramma nazionale (per la cui cosa, se fosse così, qualcuno dovrebbe pagare per i danni gravissimi fatti alla Calabria, al turismo e alle attività economiche di vaste aree della regione), oppure qualcuno ci sta prendendo in giro, con depistaggi e mezze verità. A questo punto va detta una parola chiara e ufficiale, senza fraintendimenti e dubbi di alcun genere.

Trovandoci davanti a notizie parziali, a fatti contraddittori, ad eventi prima affermati e poi negati nelle e fra le istituzioni dello Stato, non si può che chiedere al Governo di fare luce immediatamente nelle sedi istituzionali. Per poi proseguire con una conferenza stampa dei ministri interessati, per consentire ai giornalisti di fare tutte le domande possibili e quindi chiudere il caso.

Vorremmo che il Governo rispondesse in Aula a questi dubbi:

- Cosa ha fotografato il ROV dell’Arpacal?
- Ci sono o no fusti in quella nave di Cetraro, per come si era detto inizialmente? E cosa contengono?
- Premesso che non c’era alcun interesse politico nell’inchiesta della magistratura sui veleni nei mari di Calabria, in sedi importanti sono state dette cose molto gravi. Come mai? Sono confermate o superate le cose dette sin dall´inizio dalle istituzioni interessate?
- La nave di Cetraro resterà lì con tutto il suo carico? Sarà predisposto il suo recupero?
- Come mai l´on. Pecorella ha polemizzato con Grasso? Come mai la Commissione del ciclo rifiuti aveva ordinato il sequestro di un bidone? Come mai le Commissioni parlamentari competenti si sono così vistosamente contraddette?
- Che fine hanno fatto le vecchie ordinanze della capitaneria di porto di Cetraro? Si parlava o no di Cesio? Da dove veniva?
- Il pentito Fonti è o no attendibile? E´ al sicuro o è minacciato da qualcuno?

Ma quello che è necessario è fare subito chiarezza. Questa vicenda ha fatto danni gravissimi alla Calabria, alla sua economia, alla sua immagine nel mondo. Bisogna subito dare risposte certe. E questo dovrà accadere subito in Parlamento.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

3 Responses to “L’intervento. Nave veleni, bufala o depistaggio di Stato? di F. Laratta

  1. andrea rubiu on novembre 2nd, 2009 19.28

    non è la Cunsky? e allora, che fine ha fatto la nave dei veleni? se il relitto al largo delle coste di Cetraro non è la famigerata Cunsky, con a bordo quintali di scorie radioattive, è una notizia shok, ma ciò non significa che la nave tanto ricercata non esista. è necessario riprendere le ricerche e addirittura incrementare mezzi e uomini, affinchè si trovi il vero relitto contenente le materie pericolose, proprio perchè se la nave è stata confusa per un’altra, non significa che l’emergenza sia conclusa e il caso chiuso. l’ emergenza ambientale è la medesima di qualche settimana fa e perciò è strettamente necessario continuare le ricerche. le autorità e il Governo non possono e non devono prendere questo errore di localizzazione come scusa per allontanarsi dal tema o fingere che la questione sia conclusa. le istituzioni politiche e le associazioni ambientaliste, devono continuare le ricerche proprio al fine di rintracciare la Vera Cunsky e operare al fine di colmare l’emergenza che colpisce le coste di Cetraro. questo non solo per il bene degli abitanti del luogo, ma per il bene di tutti coloro che vanno a soggiornare e visitare quei luoghi e tutti coloro che vivono nel e per il Mediterraneo.

  2. Marta Romano on novembre 3rd, 2009 15.16

    I test sono stati effettuati, ma come si legge dal titolo di quest’articolo, restano i dubbi: colossale bufala, o depistaggio di statO?
    Inoltre, molto probabilmente, la politica dimenticherà la questione ambientale calabrese molto presto, come se la nave di Cetraro fosse l’unico problema ambientale. In realtà non è così, non si possono dimenticare i gravi problemi riguardanti l’ambiente che affliggono la Calabria, e non solo. E poi.. Chi ripagherà il danno d’immagine subito da questa Regione? E chi ripagherà tutti quei pescatori costretti a stare fermi per tutto questo tempo? Speriamo che queste domande non rimangano inascoltate per sempre, e che qualcuno avrà il coraggio di rispondere e fare chiarezza.
    Marta

  3. Vincenzo Cordiano on novembre 5th, 2009 12.31

    Ho dei dubbi che sarannomai stanziati ifondi per il recupero del relitto, o alemno di un bidone per valutarne il contenuto.
    L’alternativa sarebbe nel fare una colletta nazionale o internazionale, con un conto corrente aperto presso la lega ambiente o WWF o altra associazione ambientalista che garantisca sulla veridicità delel ricerche e delel analisi che saranno effettuate. Io sono pronto a contribuire.

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