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L’invettiva. L’addio al Pd: ciao ciao, Rutelli di Cristiana Alicata

ottobre 28, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è un giornale appassionato ma genti- le, forte ed elegante, efficace ed autorevole. Lo è nelle scelte di fondo e anche nello stile. Un pezzo come quello che state per leggere per qualcuno stonerà un po’, forse, e susciterà aspre polemiche. Ma il nostro è anche un giornale plurale, disposto a dare spazio anche a sensibilità molto diverse dalla sua. Perchè tutte hanno qualcosa da dire. E tutte vanno ascoltate. E in questo caso la sensibilità è quella di una militanza arrabbiata, quella Democratica, di fronte all’apparente strumentalità di tutte le scelte, compresa quella di lasciare, dell’ex leader della Margherita, che peraltro neanche gli stessi ex Dl più vicini a lui sembrano, in gran parte, volere seguire nella sua dipartita verso l’Udc. A pochi giorni dalla discesa sulle strade dei tre milioni di persone che hanno partecipato al Partito Democratico, un atto in controtendenza, quello di Rutelli, ma forse anche controsenso. Come ci dice la giovane scrittrice collaboratrice de l’”Unità” e de il Politico.it. Vedete il giornale della politica italiana: critici, professori, studiosi e scrittori scelgono le nostre pagine per dire la loro. Le pagine di un giornale come non ce n’è più. Di qualità e significato. Il nostro giornale, cari lettori. Di tutti noi. Buona lettura (e buoni sobbalzi).           

Nella foto, Cristiana Alicata

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di CRISTIANA ALICATA

Eccolo a voi, il signor Rutelli.L’uomo dalle mille giacche, l’uomo camaleonte.

Sapete una cosa? In questi giorni sono avvenute due uscite di scena. Da una parte un Marrazzo distrutto, dall’altra un Rutelli che non perde occasione per dimostrare quanto sia stato, sempre, lontano dal progetto del Partito Democratico.

Da una parte un uomo che ha profondamente sbagliato e che per il rispetto collettivo se ne va e scompare nel giro di 48 ore (sì, ne ho profonda pietà umanamente, ovviamente accanto alla rabbia politica ed etica).

Dall’altra un arrivista, un ex radicale, poi verde, poi margheritino estremista cattolico, poi democratico, infine non si sa cosa.

Sai una cosa, Bersani? Manco in cartolina lo vogliamo più vedere. Se gli altri popolari con cui abbiamo costruito il partito (quelli veri…non lui, quei vecchi democristiani “buoni”) restano, il Partito sarà solo migliore. In fondo molti erano nella tua mozione. Non credo che sentiremo molto la mancanza di Rutelli. Anzi, magari finalmente possiamo contare il suo vero potere politico senza spalle forti come le nostre a supportarlo.

Sulla laicità vi romperemo le palle fino al ricambio totale. Intanto c’è un bel pezzo di partito nuovo, una bella infornata e persino tra le fila dei franceschiniani e dei bersaniani c’è già chi è più avanzato dei suoi punti di riferimento. Basti pensare che un Sergio Lo Giudice o un Andrea Benedino e molti come loro hanno votato Bersani e che Debora Serracchiani si è sempre dichiarata favorevole a matrimoni gay e adozioni. Insomma, il partito c’è, la base c’è. E Rutelli non deve averla mai vista questa base e nemmeno toccata. D’altronde ce ne eravamo accorti quando aveva fatto finta di ascoltarla prima di candidarsi a sindaco di Roma.

Andarsene il giorno dopo, dopo avere indebolito, con la propria scomoda presenza, la mozione Franceschini – che si è laicizzata nel corso dei mesi (e non parlo solo di Dario Franceschini ma anche dei molti componenti la base, soprattutto i giovani) – è l’ennesimo atto-banderuola, un insulto a 3 milioni di persone che domenica sono andate a votare.

Siamo tutti felici che te ne vai. Io che lo chiedo da mesi e forse oggi anche chi ti avrebbe tenuto. Perché andando via così, sputi sulla democrazia, sputi su un bel progetto.

Chiedo a Bersani di farti presente che occupi dei posti in molte commissioni a nome del nostro partito. Comincia a dare le dimissioni anche da quei posti e quella è la porta. Ciao.

Sai una cosa? Almeno Paola Binetti sta nel Pd per contaminarlo con le sue idee, malate, ma almeno ha delle idee. Ed è su quello che sceglie, su quello che insiste. Assomiglia un po’ a noi, froci nel Pd, che testardi stiamo qui perché sappiamo che è qui che si deve incidere per cambiare il Paese. Insomma. Noi crediamo nel Pd perché vogliamo cambiare l’Italia. E ci crediamo anche oggi, che stiamo stretti e storciamo il naso.

Tu, è evidente, cerchi sempre un luogo comodo. Non un luogo democratico. Non un posto dove si discute.

Ciao ciao Rutelli. E non cambiare idea. Anzi, fai in fretta.

CRISTIANA ALICATA

Commenti

8 Responses to “L’invettiva. L’addio al Pd: ciao ciao, Rutelli di Cristiana Alicata

  1. matteoli71 on ottobre 29th, 2009 14.53

    Si tratta di un linciaggio politico? E’ questo il modo di far politica del PD? Siete una setta? Se la pensi diversamente e rimani va bene ma invece se va via allora è tradimento? Ma allora guardate all’idee o al potere?
    Evidentemente le idee di Rutelli convergono sempre di più con quelle dell’Unione di Centro. Lo riconsoce anche lei. Allora perché non cambiare?
    Date del trasformista a Rutelli? Penso di si ma in senso buono. A quanto ne so anche la sua vicinanza a Giovanni Paolo II lo ha fatto riflettere e assumere un percorso nuovo. Meno male che siamo aperti a metterci in discussione. Il vero problema è che voi avete cambiato quattro volte partito PCI -> PDS -> DS -> PD e pensate di essere lo stesso partito! Poi Rutelli non è solo… vi attaccano anche uomini come Cacciari, gli è vicino Dallai… Comunque dalle sue parole il PD sembra sempre più assumere i contorni di una setta: se ne esci ti distruggo!

  2. MatteoB on ottobre 29th, 2009 15.23

    Concordo con Matteoli71. Lo trovo un linciaggio politico! Se Rutelli ha commesso un errore, cosomai è stato quello di rimanere nelle file del PD per tutti questi anni visto che ha avuto sempre idee centriste. Il partito democratico conferma di avere davvero poco di “democratico” al suo interno.

  3. dmt on ottobre 29th, 2009 19.57

    in europa non c’è bisogno del partito democratico…abbiamo i socialdemocretici, i popolari, i verdi, i liberali, i comunisti. non vedo il partito democratico. un motivo ci sarà. non ne abbiamo bisogno. sorattutto quando chi lo vota è poco democratico.

  4. Mattia Ventroni on ottobre 29th, 2009 20.13

    Credo che sia giunta l’ora di cambiare il modo di fare politica. Qualunque occasione, evento è buono per attaccare, attaccare pesantemente. Questa non è politica, dibattito, confronto, questa è una vera e propria guerra!Il problema è che da questa guerra, nessuno esce vincitore, da questo conflitto escono solo vinti. I primi sono gli stessi cittadini, ai quali di certo non giova questa situazione di tensione, tra maggioranza e opposizione;ma addirittura negli stessi partiti troviamo contrasti, guerre di potere di poltrone, di visibilità. La seconda vittima è la credibilità della politica, delle istituzioni, e infine anche i politici, che perdono il senso del dovere, della responsabilità. Entrando nel merito del caso Rutelli, credo che non ci sia nulla di male. L’on. Rutelli, da persona seria, non trovandosi più negli schemi, nei programmi del PD, ha preferito lasciare, perchè i valori, sono la cosa più importante nella vita di un politico. A mio avviso sarebbe stato più negativo restare contro la propria volontà. Forse, c’è un pò di invidia, perchè hanno capito, che oltre al PD, all’IDV, c’è un altro partito, L’UdC, la vera alternativa. Mattia Ventroni

  5. Marta Romano on ottobre 30th, 2009 00.01

    Questo è solo il primo sintomo dell’esplosione che colpirà il PD. Un partito fuso a freddo, mai partito, mai unito. E ora ecco che si crea un quadro politico chiaro: 3 poli, molto diversi tra di loro. Io, personalmente, credo tantissimo nell’idea del grande centro, di tutti i moderati, senza estremismi e populismi, che stanno portando alla rovina la maggioranza e l’opposizione.
    Per questo c’è bisogno di questo nuovo progetto, di un’ opposizione moderata ma decisa, che accoglierà tutti quanti non si riconoscono in un partito comandato dalla lega, o in uno guidato dalla sinistra e dal populismo dipietrista.
    L’alternativa sta nascendo.. sta crescendo.. si sta evolvendo..
    Marta

  6. Giovanni Hermanin on ottobre 30th, 2009 20.30

    Se si vuole criticare Rutelli bisogna farlo con gli argomenti non con gli insulti. E’ stato, insieme a Fassino, il fondatore del Partito democratico e ha sempre coerentemente indicato una linea politica per far crescere e allargare l’area di consenso dei Democratici. Anche nel suo ultimo libro, di argomenti a sostegno del suo punto di vista, ce ne sono tanti. Si può essere più o meno d’accordo ma bisogna essere capaci di argomentare. Su diverse cose non sono d’accordo con lui ma quello che è certo è che ha ragione quando sostiene che, se il PD ridiventa un partito di “sinistra” e basta, il suo progetto è definitivamente fallito.

  7. Addo Giuseppe on ottobre 30th, 2009 22.03

    Credo che Rutelli prima di decidere di andare via abbia esposto le sue ragioni,abbia valutato la situazione e deciso che il suo posto non è con il pd. Il fatto che debba dare le dimissioni dalle varie commissioni che fa parte mi sembra che sia più una ritorsione che un pensiero politico,anche perchè è vero che è stato appoggiato dal partito ma è anche vero che il suo nome non è del tutto sconosciuto.

  8. mario on ottobre 31st, 2009 18.21

    Quanta arroganza, quanta intolleranza, quanta violenza, quanto classismo, quanta poca propensione alla democrazia si evince dalle parole di Cristiana Alicata. Mi ha fatto ridiventare simpatico Rutelli.

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