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Primarie Pd. Vince Bersani, la sorpresa è l’affluenza di L. Crespi

ottobre 26, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana si affida al migliore commentatore politico in circolazione. Il grande Luigi Crespi analizza le percentuali dei tre contendenti a partire da quella di Bersani che coincide più o meno con quella tra gli iscritti, scrive il capo di Crespi Ricerche; ma l’ex spin doctor di Silvio Berlusconi pone soprattutto l’attenzione sulla clamorosa partecipazione popolare che non fa rimpiangere quella del 2007. I dirigenti del Pd, scrive Crespi, non potranno mai dire che la loro gente li abbia lasciati soli. Sentiamo.

Nella grafica, Luigi Crespi. Il blog personale all’indirizzo http://luigicrespi.clandestinoweb.com

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di LUIGI CRESPI

La crisi, gli scandali, l’antipolitica, le difficoltà e gli insuccessi elettorali del Partito Democratico, tutto faceva prevedere che la partecipazione sarebbe stata nettamente inferiore a quella che incoronò Veltroni. Invece, ancora una volta, la gente, gli elettori si sono messi in fila davanti ad un seggio e hanno espresso democraticamente il proprio voto.

Trovo questo elemento straordinario perché ribalta tutte le analisi fin qui emerse e bisognerà tenerne conto nel futuro. Tre milioni di elettori sono un fatto che non può essere liquidato con una battuta e non può essere sminuito dalla propaganda, anche se il voto non è stato sempre formalmente ineccepibile, come ha dimostrato il cronista del Il Tempo si poteva votare più di una volta, ma non credo che questo possa avere influito sui dati finali.

Ci sono molte differenze da regione a regione degne di un approfondimento che faremo da domani ma al momento i dati paiono abbastanza consolidati: Bersani di poco sopra il 50%, Franceschini intorno al 35% e Marino non lontano dal 15%.

Quindi Bersani ha vinto con la percentuale ottenuta dagli iscritti. Per lui era importante andare sopra il 50% e pare ci sia riuscito.

Franceschini segretario uscente non è mai riuscito ad andare oltre il ruolo di outsider e come tale ha fatto una buona campagna elettorale, nonostante qualche sbavatura. I dati dimostrano che non ha goduto del soccorso di Di Pietro e soci che hanno preferito restare a casa, è evidente che l’odio per Berlusconi non pare essere stato la carta capace di ribaltare il risultato nel Pd ma era l’unica che Franceschini potesse giocare.

Bene Marino che è cresciuto e con esso l’opzione e il peso delle posizioni laiche nel suo partito, e il suo risultato produrrà non solo una forte rappresentanza nel partito ma anche uno scollamento da posizioni troppo ambigue che il PD ha sostenuto sui temi etici e laici nella nostra società.

Le primarie che incoronarono Veltroni, in cui si registrò una grande partecipazione, diedero una grande spinta iniziale alla nascita del Partito Democratico che si esaurì prestissimo e che fu sprecata e sciupata dai dirigenti del Pd. Oggi questa spinta ritorna quasi intatta e toccherà a Bersani non sciuparla come ha fatto Veltroni.

Certo la strada che separa il Partito Democratico da essere forza credibile di governo pare lunga ed insidiosa ma almeno non si potrà dire che la loro gente, i loro compagni li abbiano lasciati da soli. Chissà se riusciranno a meritarsi tanta fiducia.

Io mi auguro di si.

LUIGI CRESPI

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