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Marrazzo ricattato con filmato personale Il Governatore: “Tutto falso, non lascio”

ottobre 23, 2009 di Redazione 

Il presidente della Regione Lazio, in lizza per la ricandidatura alle prossime regionali, avrebbe pagato 80mila euro di sua iniziativa per bloccare il video. Arrestati i quattro carabinieri che lo avrebbero ripreso. Lui: «Mi vogliono colpire alla vigilia delle elezioni». Ci racconta tutto Francesco Carosella.

Nella foto, Piero Marrazzo Governatore della Regione Lazio

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di Francesco CAROSELLA

Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, possibile ricandidato del centrosinistra alle elezioni regionali che si terranno tra un anno, sarebbe stato ricattato da quattro carabinieri per un filmato che lo ritrarrebbe in situazioni intime con una o più transessuali, in un appartamento di Roma, nel luglio scorso.Il video, realizzato con un telefono cellulare, sarebbe stato girato dagli agenti, entrati in casa forse per un controllo, o da una delle transessuali presenti all’incontro, che poi avrebbe consegnato le riprese ai militari. Una richiesta di 80 mila euro, secondo i ricattatori, che sarebbero stati pagati in varie tranche. I quattro carabinieri, sottufficiali della stazione Trionfale di Roma, sono stati arrestati questa mattina per i reati di rapina, violazione della privacy, violazione di domicilio ed estorsione.

Dagli atti delle indagini sarebbero emersi assegni firmati da Marrazzo per 50 mila euro, mai incassati, e che il Governatore smentisce categoricamente di aver corrisposto. I quattro agenti avrebbero spiegato che sarebbe stato lo stesso Marrazzo ad offrire la quietanza, e che non ci sarebbe stato quindi alcun ricatto. E’ certo che non sia mai pervenuta alcuna denuncia da parte di Marrazzo in merito alla vicenda, a cui gli inquirenti sono giunti incidentalmente grazie ad intercettazioni legate ad un’altra inchiesta, che ha portato all’apertura delle indagini sei mesi fa e all’interrogatorio di Marrazzo e ai successivi arresti. Le indagini del Ros dovranno ora chiarire se l’irruzione nell’appartamento fosse casuale o meno, e stanno inoltre già procedendo al rilevamento di eventuali sostanze stupefacenti. Marrazzo inoltre sarebbe stato anche rapinato da due degli agenti. E’ agli atti anche il filmato, della durata di alcuni minuti, che è stato intercettato dagli inquirenti nelle mani di un mediatore a Milano. Il video sarebbe stato offerto a varie testate e agenzie in tutta Italia, e tutte avrebbero rifiutato di acquistarlo.

La Procura di Roma ha tenuto a specificare che “In questa vicenda non esistono mandanti nè complotti di alcun tipo. Il caso va inquadrato in un ambito di criminalità comune che ha visto protagonisti quattro carabinieri che volevano fare i soldi colpendo il privato di altri soggetti.” Nessun complotto dunque, per la Procura si è trattato di un “Lavoro investigativo rapido e preciso che non ha messo in luce alcun complotto di natura politica ai danni del presidente della Regione”.

Non è del medesimo avviso il Governatore del Lazio, che si è detto molto amareggiato per tutta la vicenda, e che ha negato ogni coinvolgimento: “È stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala. Sono amareggiato e sconcertato per come a pochi mesi dalle elezioni si tenti di infangare l’uomo Marrazzo per colpire il presidente Marrazzo”. Il Governatore ha anche ribadito la ferma volontà di rimanere al suo posto: “Non ero informato dei fatti, non sono stato oggetto di ricatto e tutte le altre illazioni di cui ho letto, a mio giudizio sono false. Ora pretendo il massimo rispetto sull’argomento. Continuerò ad essere presidente con serenità e rinnovata determinazione non lasciandomi intimidire, ma come uomo mi faccio delle domande”. Continua: “Quanto è successo è un atto di una gravità inaudita, e dimostra che nel nostro paese la lotta politica ha raggiunto livelli di barbarie intollerabili. Ma io non mi dimetto e vado avanti”.

Giunge la risposta del comando provinciale dei Carabinieri di Roma, per voce del generale Vittorio Tomasone: “I quattro carabinieri arrestati sono quattro mele marce che abbiamo immediatamente scoperto e isolato dalla istituzione alla quale non sono degni di appartenere”. Spiega il generale: “Si tratta di un fatto circoscritto. L’indagine è partita da noi e ora dobbiamo chiarire le responsabilità di ciascuno degli indagati”.

Francesco Carosella

Commenti

One Response to “Marrazzo ricattato con filmato personale Il Governatore: “Tutto falso, non lascio””

  1. Mario on ottobre 24th, 2009 09.48

    Vede caro direttore che la libertà di stampa esiste e non è mai stata in pericolo in Italia?
    Mentre delle vicende estive di Berlusconi sappiamo tutto, in questo caso “Il video sarebbe stato offerto a varie testate e agenzie in tutta Italia, e tutte avrebbero rifiutato di acquistarlo” Questo vuol dire che i giornalisti decidono in autonomia cosa pubblicare.
    L’unica cosa che da lettore chiedo che chi pubblica sia retto e non ipocrita. Lo so che chiedo tanto alla vostra categoria ma anche alla mia si chiede tanto.
    Infine un piccolo sondaggio ma secondo voi da 1 a 10 quant’è ipocrita la frase detta da un esponente del PD “Quanto è successo è un atto di una gravità inaudita, e dimostra che nel nostro paese la lotta politica ha raggiunto livelli di barbarie intollerabili”?

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