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Il viaggio ‘privato’ di Berlusconi in Russia Da Putin. Con Erdogan in videoconferenza

ottobre 22, 2009 di Redazione 

“Una strana visita”, l’ha definita il Partito Democratico. Una visita dalla quale il presidente del Consiglio ha fatto forse in modo, oggi, di sviare l’attenzione annunciando – attraverso un messaggio letto da Gianni Letta all’assemblea del Cna – l’intenzione di abolire l’Irap. Ma un’occasione in cui, contro ogni apparenza - e ogni consuetudine, visto che si tratta appunto di una circostanza privata - la politica la fa da padrone: sono stati infatti già discussi importanti accordi per ciò che riguarda il gas e anche l’industria dei trasporti. Il giornale della politica italiana, solo, vi racconta la vera giornata di Berlusconi oggi. La firma è di Désirée Rosadi.          

Nella foto, Putin e Berlusconi durante un precedente viaggio del premier

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di Désirée ROSADI

Dopo due anni di assenza dalla dacia sul lago Valday, Silvio Berlusconi torna a far visita al suo alleato ed amico Vladimir Putin. Pur essendo stato considerato “privato” da palazzo Chigi, il viaggio del presidente del Consiglio si sta rivelando un vero e proprio incontro politico. Da ieri sera fino a venerdì, infatti, Berlusconi e Putin sono i promotori di una serie di colloqui e teleconferenze che hanno come comune denominatore le alleanze economiche tra Russia e Italia. Sul tavolo si distingue lo spinoso accordo South Stream, il gasdotto che sta infiammando il dibattito nell’Unione Europea: la commercializzazione del gas, gli interessi politici ed economici dei singoli Paesi attraversati dal gasdotto e il disaccordo degli Stati Uniti nei confronti dell’opera made in Russia, sono i nodi che i due premier devono sciogliere.

La video conferenza con Erdogan. La questione South Stream è stata il tema principale dell’incontro di stamani tra Putin, Berlusconi e Erdogan, il primo ministro turco, che partecipava in video conferenza. L’imponente progetto di Eni e Gazprom, che collegherà i giacimenti di gas russi all’Europa orientale, passando attraverso le acque territoriali turche, era già stato discusso ad Ankara lo scorso agosto: in quell’occasione, era stato proprio Berlusconi l’ospite “a sorpresa”, e le sue dichiarazioni circa la determinante influenza italiana nell’affare avevano fatto discutere non poco in ambito UE. E quella di oggi è la seconda volta dei tre premier insieme, dai quali dipende la sorte dell’ambizioso progetto energetico e il futuro della distribuzione di gas nel vecchio continente. A conclusione del tavolo di lavoro, Putin ha espresso un certo ottimismo per il proseguimento del progetto italo-russo, che potrebbe essere realizzato addirittura prima dell’analogo gasdotto russo-tedesco Nord Stream. Si è rivelato un incontro importante anche per i propositi formulati dai tre premier, i quali hanno confermato l’intenzione di proseguire a livello intergovernativo i lavori sui temi energetici e industriali.

Auto e aerei. Oltre alla joint venture del South Stream, è stata la giornata degli incontri bilaterali sull’industria dei trasporti, dai quali sono emerse grandi novità per l’Italia. Berlusconi e Putin si sono confrontati con l’amministratore delegato di Sollers, Vadim Shvetsov, che ha illustrato la partnership strategica con la Fiat, per la produzione e la vendita di veicoli commerciali e con i vertici di Kamaz e CNH nel settore dei mezzi agricoli. E non finisce qui. Finmeccanica ha conquistato Putin con i suoi aerei regionali superjet, un’altra joint venture in stato di notevole avanzamento, senza considerare il progetto di costruzione di elicotteri per la Turchia.
Russia, “lì sì che mi apprezzano” Il viaggio “non ufficiale” del premier non è stato visto di buon occhio da una buona parte della stampa nazionale, tagliata fuori dalla visita: prima di salire a bordo dell’aereo che lo avrebbe portato in Russia, Berlusconi ha schivato i giornalisti e al suo arrivo c’era ad attenderlo una sola telecamera italiana, quella del TG1, un’ emittente russa e l’agenzia ANSA, che non hanno rivolto domande al premier. Partito in gran velocità nella mattinata di ieri, Silvio Berlusconi ha dichiarato di rifugiarsi da Putin “perché lì sì che mi apprezzano”. I due amici, tra i tanti impegni, approfitteranno di qualche ora di relax per festeggiare i loro compleanni, anche se in ritardo. La lite con Tremonti, le esternazioni dei ministri, il fallimento del lodo, i pensieri sulle dimissioni e le minacce di morte: Berlusconi ha lasciato tutto alle spalle, salendo le scalette dell’aereo alla volta di Mosca.

Le polemiche. Stravagante. Con questa parola il vicepresidente dei senatori del Pd Zanda ha definito il comportamento del presidente del Consiglio, il quale “si è recato per due giorni in Russia e il suo Paese e il Parlamento siano tenuti all’oscuro dell’oggetto specifico di questa visita”. A Zanda fa eco la Soliani che esterna i suoi sospetti sul viaggio: una “strana visita”, così l’ha descritta la senatrice del Pd, riferendosi agli interessi di Berlusconi per alcuni documenti in mano ai servizi segreti russi. Ma critiche arrivano anche dal Quirinale e dalla Farnesina. La partenza improvvisa, infatti, ha fatto saltare la presenza del premier alla visita ufficiale in Italia del re di Giordania Abdallah.

Désirée Rosadi

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